Detrazioni da Lavoro Dipendente: come si calcolano?

2
1515

Le detrazioni Irpef legate ai redditi da lavoro dipendente. Detrazioni da Lavoro Dipendente: soggetti beneficiari, detrazioni spettanti e calcolo da effettuare.

Le detrazioni da Lavoro Dipendente sono disciplinate dall’articolo 13, comma 1, lettera a), b) e c) del DPR n. 917/86.

I lavoratori dipendenti in busta paga hanno diritto di ricevere di particolari detrazioni fiscali legate proprio al lavoro dipendente. Detrazioni che possono fruire al fine di abbattere la propria tassazione IRPEF. Si tratta di una agevolazione fiscale legata al fatto di percepire redditi da lavoro dipendente o assimilato.

L’applicazione di queste detrazioni consente al lavoratore dipendente di beneficiare un maggior reddito a disposizione. Tali detrazioni devono essere poi indicate in dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF). Al fine di determinare correttamente l’importo di queste detrazioni in questa guida troverai tutte le informazioni che possono esserti utili.

Riepiloghiamo di seguito, i principali elementi salienti riguardanti le Detrazioni da Lavoro Dipendente valide ai fini IRPEF.

Detrazioni da lavoro dipendente[divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

DETRAZIONI IRPEF DA LAVORO DIPENDENTE: LA NORMATIVA

Il primo aspetto da conoscere riguardo alla normativa sulle detrazioni IRPEF sul lavoro dipendente è la normativa fiscale. Sul punto l’articolo 13, comma 1, del DPR n 917/86 recita:

“Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu’ redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a:

a)  1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro;

b)  978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;

c)  978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro.

Si tratta, quindi, di una detrazione fiscale, quindi una riduzione dell’imposta dovuta sul reddito imponibile IRPEF. Tale detrazione è meno che proporzionale rispetto all’aumento del reddito percepito. Quindi, questo significa che sopra una certa soglia di reddito da lavoro dipendente non spetta alcuna detrazione.

L’obiettivo è chiaramente quello di avvantaggiare i soggetti che percepiscono redditi meno elevati, concedendo loro una detrazione maggiore. Questo aspetto è di fondamentale importanza in quanto è tra quelli che consentono il rispetto del principio di progressività dell’imposta, sancito costituzionalmente.

Detrazioni da Lavoro Dipendente: tipologie

Le detrazioni d’imposta spettano esclusivamente ai contribuenti titolari:

  • Di redditi di lavoro dipendente (art. 49 del TUIR), escluse le pensioni;
  • Dei seguenti redditi assimilati al lavoro dipendente (art. 50 co. 1 del TUIR):
    • Compensi dei soci lavoratori delle cooperative;
    • Indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
    • Borse di studio e assegni di formazione professionale;
    • Compensi percepiti per rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
    • Remunerazioni dei sacerdoti;
    • Prestazioni pensionistiche erogate da forme di previdenza complementare;
    • Compensi percepiti dai lavoratori socialmente utili.

Questi soggetti nel caso in cui alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più dei suddetti redditi, spetta una detrazione dall’IRPEF lorda:

  • Collegata all’ammontare del reddito complessivo del contribuente;
  • Secondo tre diverse modalità di determinazione dell’importo in concreto spettante, corrispondenti a tre classi del suddetto reddito complessivo.

Detrazioni da Lavoro Dipendente: calcolo

Le detrazioni legate ai redditi da lavoro dipendente devono essere rapportate al periodo di lavoro nell’anno, computato a giorni.

Inoltre, in relazione ai contribuenti con un reddito complessivo superiore a €. 8.000 e fino a €. 55.000, gli importi delle detrazioni sono “teorici“.. Questo in quanto l’importo effettivamente spettante è determinato in funzione dell’ammontare del reddito complessivo, secondo determinate formule matematiche.

In pratica, il maggior beneficio effettivo, pari a €. 226,30 annui, si ha in relazione ad un reddito complessivo di €. 15.000.

Detrazioni da Lavoro Dipendente per soggetti con reddito complessivo fino a €. 8.000

Per effetto dell’articolo 13, comma 1, lettera a) del DPR n. 917/86, ai lavoratori con reddito complessivo fino ad €. 8.000 spetta una detrazione dall’IRPEF lorda.

Detrazione rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a € 1.880,00.

Resta fermo che l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a:

  • € 690, per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato;
  • € 1.380, per i rapporti di lavoro a tempo determinato.

In pratica, si ha un piccolo beneficio per chi, indipendentemente dalla natura “a termine” del contratto di lavoro, non ha lavorato tutto l’anno.

Le indennità sostitutive di redditi di lavoro dipendente, erogate dall’INPS, devono essere considerate come redditi inerenti a “rapporti di lavoro a tempo determinato”. Questo in quanto si tratta di indennità a carattere temporaneo erogate limitatamente al periodo di inattività del lavoratore. Vedi la NASPI, ad esempio.

Inoltre, le borse di studio devono essere equiparate ai rapporti di lavoro a tempo determinato.

Detrazioni da Lavoro Dipendente per soggetti con reddito tra €. 8.000 e €. 28.000

La lettera b) dell’articolo 13, comma 1, del DPR n. 917/86, prevede che se il reddito complessivo del contribuente è superiore a €. 8.000 ed inferiore ai €. 28.000, spetta una detrazione IRPEF lorda.

Detrazione rapportata al periodo di lavoro nell’anno di €. 978, aumentata del prodotto tra €. 902 e il rapporto corrispondente tra €. 28.000, diminuito del reddito complessivo, e €. 20.000.

In pratica, bisogna applicare la seguente formula:

978 + 902 * (28.000 – reddito complessivo) / 20.000

Se il risultato del rapporto è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali. Questo mediante troncamento degli ulteriori decimali, senza arrotondamento.

Detrazioni da Lavoro Dipendente per soggetti con reddito tra €. 28.000 e €. 55.000

La lettera c) dell’articolo 13, comma 1, del DPR n. 917/86, prevede che se il reddito complessivo del contribuente è superiore a €. 28.000 ma inferiore a €. 55.000, spetta una detrazione dall’IRPEF lorda.

Detrazione rapportata al periodo di lavoro nell’anno, di €. 978, per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di €. 55.000 diminuito del reddito complessivo  e l’importo di €. 27.000.

In pratica è necessario applicare la seguente formula:

978 * (55.000 – reddito complessivo) / 27.000

Se il risultato del rapporto è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali. Questo mediante troncamento degli ulteriori decimali, senza arrotondamento.

Detrazioni da Lavoro Dipendente per soggetti con reddito superiore a € 55.000

Ai contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 55.000,00 euro non spettano detrazioni d’imposta per i redditi di lavoro dipendente.

Detrazione da Lavoro Dipendente: parametrazione al periodo di lavoro

Per il calcolo della detrazione da lavoro dipendente il periodo di lavoro nell’anno deve essere computato a giorni.

In particolare:

  1. I giorni per i quali spetta la detrazione coincidono con quelli che hanno dato diritto alla retribuzione che è stata assoggettata a ritenuta;
  2. Si devono in ogni caso comprendere le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi. Mentre vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcuna retribuzione (ad esempio, in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni);
  3. Nessuna riduzione va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro. Ad esempio, il part time orizzontale, verticale o ciclico e nemmeno in caso di giornate di sciopero;
  4. In presenza di più redditi di lavoro dipendente, i giorni compresi in periodi contemporanei devono essere computati una sola volta;
  5. In presenza di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato caratterizzati dall’effettuazione di prestazioni “a giornata” (ad esempio per i lavoratori edili e i braccianti agricoli), la detrazione spettante per le festività, i giorni di riposo settimanale e i giorni non lavorativi compresi nel periodo che intercorre tra la data d’inizio e quella di fine di tali rapporti di lavoro. Essa deve essere determinata proporzionalmente al rapporto esistente tra le giornate effettivamente lavorate e quelle previste come lavorative dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dai contratti collettivi territoriali applicabili per i contratti a tempo indeterminato delle medesime categorie. Il risultato del rapporto, se decimale, va arrotondato all’unità successiva;
  6. – l’anno deve essere sempre assunto come composto di 365 giorni, anche quando è bisestile.

Calcolo dei giorni con le Borse di Studio

In relazione alle borse di studio, occorre fare riferimento ai giorni compresi nel periodo assunto ai fini dell’erogazione della borsa di studio. Questo anche se relativo ad anni precedenti a quello di effettiva erogazione.

Se la borsa di studio:

  • E’ stata erogata per il rendimento dell’anno scolastico o accademico, la detrazione spetta per l’intero anno;
  • Se, invece, è stata corrisposta in relazione alla frequenza di un particolare corso, spetta per il periodo di durata del corso stesso.

Detrazioni da lavoro dipendente: applicazione delle ritenute

Ai fini dell’applicazione delle ritenute:

  • In generale, le suddette detrazioni minime di 690,00 e 1.380,00 euro devono essere rapportate dal sostituto d’imposta al periodo di lavoro nell’anno. Questo in applicazione dell’articolo 23 co. 2 lett. a) del DPR 600/73;
  • Il percipiente potrà fruire della parte di detrazione eventualmente non goduta:
    • In sede di dichiarazione dei redditi;
    • Ovvero, su richiesta, in sede di conguaglio.

Tuttavia se il percipiente dichiara di non possedere altri redditi, il sostituto d’imposta deve assumere, ai fini del calcolo della detrazione spettante, il reddito di lavoro dipendente che egli stesso corrisponde. Pertanto, ricorrendone i presupposti, tener conto dell’intero ammontare della detrazione minima. Ragguagliando la stessa al periodo di paga e attribuendola a partire dalla corresponsione della prima retribuzione.

A tale fine, il sostituto d’imposta può comunque invitare i dipendenti a fornire, ove lo ritengano opportuno, gli elementi che consentano un’applicazione più precisa della detrazione.

Detrazioni da lavoro dipendente Part-Time

La detrazione da lavoro dipendente spetta anche in caso di contratto di lavoro part-time. Il meccanismo di calcolo della detrazione non cambia, è quindi, quello visto in precedenza.

L’unica differenza sta nel fatto che la detrazione è rapportata al minor reddito da lavoro dipendente percepito per effetto dell’orario di lavoro ridotto.

In pratica, una persona che ha un contratto di lavoro part-time al 50% e lavora per 30 giorni al mese avrà diritto alla detrazione per 30 giorni, ma su un reddito che sarà circa la metà di un collega full-time. Il tutto, naturalmente, a parità di contratto collettivo nazionale e livello di inquadramento.

In ogni caso, è opportuno precisare che nessuna riduzione delle detrazioni va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro. Ad esempio, il contratto part-time orizzontale, verticale o ciclico, né in caso di giornate di sciopero.

Detrazioni da lavoro dipendente: apprendistato

A tutti gli effetti di legge, il contratto di apprendistato (es. apprendistato professionalizzante) viene considerato un rapporto a tempo indeterminato.

Il Ministero del lavoro, con la risposta all’interpello n. 79 del 12 novembre 2009, riassume infatti tutte le tesi dottrinali e giurisprudenziali volte a ritenere il rapporto di apprendistato un contratto a tempo indeterminato.

La conseguenza di questa equiparazione del contratto di apprendistato al contratto a tempo indeterminato. Ricordo che esiste  facoltà delle parti di recedere dal contratto di apprendistato al termine del periodo formativo. Dal punto di vista fiscale sia in termini di rapporto tra detrazione per lavoro dipendente e apprendistato, il rapporto di apprendistato beneficia delle stesse agevolazioni fiscali riferibili all’indeterminato.

Ad esempio spetta la detrazione minima di 690 euro.

Per quanto riguarda il calcolo della detrazione fiscale per lavoro dipendente agli apprendisti, va sottolineato che agli stessi spettano le detrazioni per un numero di giorni pari ai giorni lavoratori, come tutti gli altri lavoratori qualificati.

La detrazione, come nel caso del part-time, è calcolata sulla base del reddito da lavoro dipendente ridotto che l’apprendista percepisce per effetto dell’inquadramento contrattuale. Oppure per effetto della percezione di una percentuale ridotta della retribuzione riferibile al livello finale di destinazione al termine dell’apprendistato.

In termini di detrazioni fiscali per lavoro dipendente, quindi, nessun minor diritto spetta agli apprendisti.

Detrazione da lavoro dipendente in caso di più contratti di lavoro

Nel caso in cui ci si trovi in presenza di più contratti di lavoro dipendente è necessario tenere presente una regola.

I giorni di lavoro compresi in periodi contemporanei devono essere contati una sola volta.

Ad esempio, quindi, se il lavoratore è in possesso di più Certificazioni Uniche, in quanto ha avuto più rapporti di lavoro, la detrazione spetta una sola volta. Quindi, in questi casi, la detrazione esatta deve essere obbligatoriamente effettuata presentando la dichiarazione dei redditi. Questo nel caso in cui entrambi i datori di lavoro abbiamo applicato la detrazione per lavoro dipendente.

Altrimenti, attraverso la compilazione del modulo di richiesta delle detrazioni (vedi paragrafo seguente), è possibile indicare ad ogni datore di lavoro quali detrazioni applicare. In questo modo, attraverso il conguaglio si potrà evitare, eventualmente, l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.

[divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

MODULO DI RICHIESTA DELLE DETRAZIONI PER LAVORO DIPENDENTE

I lavoratori dipendenti all’inizio del rapporto di lavoro, o i pensionati al momento della domanda di pensione, sono tenuti a compilare il modulo di richiesta delle detrazioni di imposta.

Questo sia per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente che per familiari a carico.

Modulo che deve essere consegnato al proprio datore di lavoro o ente pensionistico per ottenere la detrazione in busta paga.

Successivamente devono essere comunicate soltanto le eventuali variazioni.

Se sei all’inizio del tuo rapporto di lavoro oppure credi che non ti stiano applicando correttamente le detrazioni, ti consiglio di leggere la guida alla compilazione del modello. Ecco il link:

MODULO DI RICHIESTA DELLE DETRAZIONI PER LAVORO DIPENDENTE E FAMILIARI A CARICO: GUIDA ALLA COMPILAZIONE

 

2 COMMENTS

  1. Salve,
    si riferisce al limite dei 4.800 € come esenzione dalla dichiarazione? in questo caso la risposta è negativa.

     

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.