Documento di trasporto “DDT”: guida al corretto utilizzo

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Il Documento di trasporto (DDT) è un documento contabile emesso dai soggetti passivi Iva nel momento in cui avviene la movimentazione dei beni. Vuoi sapere come compilarlo? Ecco la guida.

Il Documento di trasporto (DDT) è un documento contabile di consegna emesso in relazione alla movimentazione di beni da parte di soggetti passivi Iva. Questo sia che essi esercitino in forma individuale che collettiva.

L’effettiva operatività di tale documento contabile coincide con l’abrogazione delle disposizioni (DPR n. 627/1978) riguardanti l’obbligo di emissione del documento di accompagnamento dei beni viaggianti (fattura o bolla accompagnatoria). Abrogazione a seguito della quale, i beni viaggianti, in linea di principio, non devono essere più obbligatoriamente assistiti da documento accompagnatorio.

Ai fini fiscali, il Documento di trasporto può essere utilizzato quando il contribuente abbia intenzione di:

  • Avvalersi della fatturazione differita (articolo 21, DPR n. 633/72);
  • Vincere le presunzioni di acquisto o di vendita previste dalla nostra disciplina (articolo 53, DPR n. 633/72).

Documento di trasporto DDT

Il DPR n 472/96 ha introdotto il Documento di trasporto (DDT) come sostituzione della precedente Bolla di Accompagnamento.

Il DDT certifica un trasferimento di merci dal cedente (venditore) al cessionario (acquirente). La consegna avviene presso la sede indicata dal cessionario quale luogo di consegna.

Il trasporto può essere effettuato sia dal mittente che dal destinatario, oppure utilizzando un trasportatore che si assume l’incarico della consegna.

Il Documento di trasporto viene emesso almeno in duplice esemplare (uno per il cedente e uno per il cessionario) e in forma libera. Ossia senza vincoli di forma, di dimensioni o di tracciato, prima dell’inizio del trasporto o della consegna della merce. Ovvero prima della consegna diretta o dell’affidamento dei beni al trasportatore, e deve contenere l’indicazione alcuni elementi obbligatori.

Normativa civilistica

I Documenti di trasporto non rispondono solo all’adempimento della normativa fiscale ma ricoprono anche necessità di carattere civilistico. Come ad esempio la tutela e la garanzia per Cedente e Cessionario dell’avvenuta consegna delle merci. Nonché per una corretta gestione amministrativa.

È quindi da valutare caso per caso l’opportunità di certificare con DDT anche operazioni che sarebbero esenti per la legislazione fiscale. Questo anche allo scopo di ottenere dalla controparte ricevuta dell’effettiva consegna dei beni.

Dopo la soppressione della Bolla di Accompagnamento, l’introduzione del Documento di trasporto permette alle imprese di continuare ad emettere la fattura differita. Documento che senza documento di trasporto non avrebbe più avuto senso mancando il giustificativo di consegna.

Caratteristiche del Documento di trasporto

Il DDT deve contenere obbligatoriamente i seguenti elementi, ai sensi dell’articolo 1 del DPR n. 472/96. Questo affinché il documento sia valido fiscalmente.

Vediamo di seguito gli elementi obbligatori del Documento di Trasporto (DDT).

Data e numero di emissione

In caso di fatturazione differita, prevista dall’articolo 21, comma 4 del DPR n 633/1972, la data deve essere quella di effettuazione dell’operazione.

Inoltre, nella particolare ipotesi in cui non coincidano la data di consegna dei beni e la data di compilazione del documento di trasporto, sulla fattura potrà riportarsi esclusivamente la data di formazione del DDT (sul documento di trasporto dovrà indicarsi la diversa data di consegna o di spedizione).

Se il documento di trasporto viene per la fatturazione differita, si evidenzia che, per quanto concerne le cessioni di beni effettuate nel mese solare precedente fra gli stessi soggetti utilizzando il DDT, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa.

Generalità dei soggetti

Sul documento deve essere indicata la ditta, la denominazione o ragione sociale dei soggetti coinvolti (nome e cognome in caso di persone fisiche), residenza o domicilio degli stessi (ubicazione della stabile organizzazione per i non residenti) e, relativamente al soggetto emittente il suo numero di partita Iva.

Se il trasporto è affidato a terzi, devono essere indicate le generalità dell’impresa trasportatrice e non quelle della persona che esegue materialmente il trasporto.

Descrizione dei beni

Con riferimento alla descrizione dei beni ceduti, l’indicazione della quantità degli stessi può essere effettuata in cifre, senza che sia necessaria l’indicazione in lettere.

I beni oggetto del trasporto non devono necessariamente essere viaggiare assieme al DDT. Il quale può essere inviato anche separatamente, tramite servizio postale, a mezzo corriere oppure mediante strumenti elettronici. Questo purché ciò avvenga entro la mezzanotte del giorno di consegna.

Infine, occorre sottolineare che il documento di trasporto è soggetto a specifici obblighi di conservazione (articolo 39, DPR n 633/72).

Conservazione del DDT

Il Documento di trasporto è soggetto agli obblighi di conservazioni legati ai documenti obbligatori ai fini IVA. Così come previsto dall’articolo 39 del DPR n 633/72.

Tale articolo, rimanda, infatti all’articolo 22 del DPR n 600/73. Articolo che prevede che tali documenti debbano essere conservati da contribuente fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta. Questo anche oltre il termine di 10 anni stabilito dall’articolo 2220 del codice civile.

Trasporto di merci destinate alla vendita

Il DDT, completo di tutti gli elementi sopra descritti, è idoneo a consentire la fatturazione differita sia al cedente sia al cessionario.

Questo con la precisazione che, ai fini della fatturazione differita, al documento di trasporto è equiparato qualsiasi altro documento (lettura di vettura, polizza di carico, ecc.), purché esso contenga le informazioni sopra descritte.

In presenza di tutti gli elementi previsti, sono idonei a tale scopo anche i documenti postali nonché lo scontrino e la ricevuta fiscale

Qualora il cedente invii i beni per alcune lavorazioni ad un’impresa terza, la quale, successivamente, dovrà provvedere direttamente all’invio della merce al cessionario, per poter usufruire della fatturazione differita, sarà necessario che l’impresa che effettua le lavorazioni emetta un documento di trasporto. Documento relativo alla movimentazione dall’impresa terza al cessionario. Tale documento deve contenere gli elementi identificativi di tutti i soggetti coinvolti nell’operazione (impresa terza, cedente, cessionario).

Casi particolari

Allo stesso tempo, nell’ipotesi di vendite triangolari (movimentazione dei beni dal cedente direttamente all’acquirente del primo cessionario), il secondo cedente potrà emettere fattura differita a fronte del documento di trasporto emesso dal primo cedente.

Ciò, tuttavia, a patto che la cessione dal primo cedente al secondo cessionario senza il transito presso il secondo cedente/primo cessionario risulti da atto scritto, anche sotto forma di ordine commerciale, e che dal documento di trasporto emesso dal primo cedente si evinca che la consegna diretta al secondo cessionario viene eseguita su disposizione del secondo cedente.

Infine, nel caso di trasporto di beni ceduti dagli agricoltori esonerati (articolo 34, DPR n. 633/72), l’emissione del documento di trasporto, prevista allorché si voglia usufruire della fatturazione differita, spetta al cessionario soggetto Iva. Questo dal momento che, in tale ipotesi, è quest’ultimo ad essere il soggetto tenuto ad emettere la fattura. Pertanto, nella movimentazione dall’agricoltore esonerato al cessionario, i beni possono viaggiare senza DDT. Questo ferma restando la possibilità per quest’ultimo di avvalersi della fatturazione differita.

Il documento di trasporto potrà essere emesso dal cessionario, inoltre, anche con riferimento ai conferimenti di prodotti agricoli da parte di produttori soci o associati ad enti, cooperative o altri organismi associativi.

Trasporto di beni a titolo non traslativo

L’emissione del DDT può avvenire anche al fine di superare le presunzioni acquisto o di vendita previste dalla normativa in materia (articolo 53 del DPR n. 633/72). Ciò accade con riferimento alla movimentazione di beni a titolo non traslativo (deposito o comodato, lavorazione, prova, ecc.).

Ciò anche nell’ipotesi, di “tentata vendita“. Vale a dire quando la merce viene consegnata al cliente senza che tale consegna sia supportata da alcun ordine da parte di quest’ultimo.

In questo caso, infatti, all’atto della consegna dei beni viene predisposto un documento di trasporto generale (cd. “documento di automezzo“) per tutti i beni che escono dai locali dell’impresa.

In ogni caso, per le movimentazione di beni a titolo non traslativo, per poter assolvere alla propria finalità, il DDT deve contenere l’espressa indicazione della causale non traslativa del trasporto.

Per quanto concerne lo svolgimento di operazioni internazionali, anche in queste situazioni il DDT deve essere utilizzato dagli operatori economici. Questo allo scopo di avvalersi, nei casi consentiti, della fatturazione differita. Nonché come mezzo di prova dell’avvenuta o della mancata effettuazione dell’operazione.

Con riferimento alle cessioni all’esportazione, non è prevista l’emissione del documento di trasporto. Questo dal momento che, da un lato, non è più obbligatorio far scortare i beni viaggianti da un documento accompagnatorio. Mentre, dall’altro, l’operazione doganale di esportazione richiede l’esibizione delle fatture immediate.

In ordine a tale ultima situazione, il DDT potrà, quindi, essere emesso esclusivamente nelle ipotesi in cui sono coinvolti più di due soggetti (esportazioni tramite commissionario ed esportazioni triangolari).

In questi casi, infatti, spetterà al commissionario o al promotore della triangolazione presentare la fattura in dogana. Questo al fine di compiere le formalità relative all’esportazione. Sul documento di trasporto dovrà aversi cura di annotare anche la destinazione estera dei beni e il tipo di operazione.

DDT e cessioni intracomunitarie

Per quanto concerne, poi, le cessioni intracomunitarie, il documento di trasporto potrà essere emesso sia in funzione della possibilità di avvalersi della fatturazione differita. Questo ai sensi dell’articolo 21, comma 4 del DPR n 633/72, sia come mezzo di prova ai fini della dimostrazione dell’effettività delle cessioni intracomunitarie. Nonché della movimentazione di merci a titolo non oneroso verso Paesi aderenti alla Comunità europea.

In ordine, infine, alle cessioni verso operatori di San Marino, il soggetto nazionale è obbligato ad emettere un documento di trasporto (con indicazione della relativa causale), in tre esemplari (quattro, se il trasporto è tramite vettore). Due dei quali devono scortare i beni, per essere poi esibiti, per i necessari riscontri, all’Ufficio Tributario di San Marino all’entrata del territorio dell’omonima Repubblica.

Documento di trasporto e ricevuta fiscale

I contribuenti che sono tenuti all’emissione della ricevuta fiscale per la certificazione dei corrispettivi non devono compilare il Documento di trasporto.

L’emissione della ricevuta fiscale (completa dei dati identificativi del cliente) consente di procedere all’emissione della fattura differita e sostituisce di fatto il documento di trasporto stesso.

Premesso che la fattura differita va emessa solo ed esclusivamente nel caso di cessione di beni, è opportuno chiarire il comportamento da seguire in caso di prestazioni di servizi che presuppongano la consegna del bene finito o lavorato. 

Innanzitutto il comportamento da tenere cambia se la prestazione viene resa in un locale non aperto al pubblico o presso un’impresa, oppure in un locale aperto al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione di un cliente privato.

  • Nel caso di prestazione resa in locale non aperto al pubblico o presso un’impresa l’operazione dovrà essere conclusa con emissione di fattura ordinaria. Il documento di trasporto dovrà essere sempre emesso qualora si renda necessario vincere le presunzioni di cessione, quindi se unitamente alla prestazione vengono fornite merci. Per comprovare la consegna delle merci sarebbe sempre opportuna l’emissione di un documento di trasporto da far controfirmare per ricevuta dal cliente.
  • Nel caso invece la prestazione venga resa in un locale aperto al pubblico o nell’abitazione di clienti privati non è obbligatoria l’emissione della fattura. Questo a meno che non a richiesta del cliente e non oltre il momento di effettuazione della prestazione. In questo caso deve essere emessa la Ricevuta Fiscale al momento del suo completamento.

Al fine di vincere la presunzione di cessione all’articolo 53 del DPR n. 633/72 consiglio sempre l’emissione di un DDT. Questo in tutti i casi in cui si prevede che la prestazione venga terminata in una data diversa dalla consegna dei beni.

DDT: beni in conto lavorazione

Nel caso di consegna di beni a terzi (ovvero da parte di terzi):

  • In conto lavorazione;
  • In conto deposito;
  • Beni in comodato ovvero in dipendenza di contratti estimatori o contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o altra motivazione che non configura il trasferimento di proprietà

Il DDT costituisce una delle prove valide per vincere la presunzione di cessione (ovvero di acquisto nel caso di ricezione merci).

Per adempiere correttamente al suo scopo il DDT deve contenere la causale del trasporto e deve essere conservato da entrambe le parti.

Documento di trasporto: agenti di commercio

Relativamente ai campionari bisogna distinguere fra due ipotesi. La prima è che il campionario non sia altro che un insieme di campioni senza valore, di modico valore, appositamente contrassegnati e non vendibili. Oppure che il campionario sia composto da beni identici o simili a quelli di normale vendita e di valore più o meno rilevante.

Nel primo caso, poiché le cessioni di campioni senza valore non sono considerate cessioni di beni (articolo 2, comma 6, lettera d), DPR n. 633/1972) nessuna formalità è prevista per la loro movimentazione, utilizzo, ecc.

Nella seconda ipotesi, si tratta invece di vincere la presunzione di cessione di beni immessi nel campionario (articolo 53, DPR n. 633/1972). Pertanto, deve essere emesso un documento di trasporto (destinatario l’agente o il rappresentante), con causale “conto campionario“. Documento contenente l’elencazione dei beni che compongono il campionario stesso.

Per quanto riguarda la sostituzione del campionario (o anche la sua variazione), l’agente emetterà per la restituzione del campionario stesso un suo documento di trasporto.

Documento cui sarà destinataria la casa mandante (con riferimento al documento precedente) e la stessa casa mandante emetterà ovviamente un nuovo DDT per la consegna del nuovo campionario. Oppure modificherà o integrerà il vecchio documento.

Dopo l’abolizione della bolla, non è più obbligatorio che il DDT accompagni il campionario a bordo dell’autoveicolo dell’agente.

Il Documento di trasporto emesso dalla Casa mandante dovrà però essere conservato ai sensi dell’articolo 39, DPR n 633/72.

Documento di trasporto: conservazione

Ai sensi dell’articolo 2220 del Codice Civile i documenti di trasporto devono essere conservati, sia dall’emittente che dal destinatario, per dieci anni dalla data della loro emissione.

Mentre, ai fini fiscali, ai sensi dell’articolo 39 del DPR n 633/72, tali documenti devono essere conservati fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d’imposta.


DDT e Fattura Elettronica

Con l’introduzione della Fattura Elettronica si assiste ad una generare digitalizzazione del processo di emissione dei documenti. In questo senso mi riferisco sia alla Fattura Immediata che al Documento di Trasporto.

A questo scopo vediamo quello che deve essere la digitalizzazione del processo di vendita, da un punto di vista documentale.

  • Crei il DDT in PDF, lo stampi e lo predisponi con la merce venduta;
  • Compili la Fattura Elettronica XML , inserendo anche i dati relativi alla sezione riferita alla Fattura Accompagnatoria con i dati del trasporto;
  • Volendo potresti fare una copia analogica conforme della fattura elettronica XML e fornirla al trasportatore per sicurezza;
  • Quando invii la fattura elettronica attraverso lo SDI, ci alleghi nel file XML anche il DDT;
  • Conservi in un sistema di conservazione a norma sia la fattura elettronica sia il DDT. E questo non lo puoi fare con il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate perché ti conserverebbe soltanto la fattura elettronica XML.

L’aspetto che devi tenere a mente è che il momento di emissione della fattura non cambia. Per le cessioni di beni la fattura si emette al momento della consegna o spedizione della merce. Questo ai sensi dell’articolo 21 del DPR n 633/72.

Quindi, in caso di emissione di fattura immediata, la Fattura Elettronica deve essere emessa nelle 24 ore successive alla conclusione dell’operazione. Mentre la fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Come si concilia tutto questo con la Fattura Elettronica?

La questione è stata risolta dall’Agenzia delle Entrate, che ha previsto un regime transitorio di non sanzionabilità da primo gennaio al 30 giugno 2019.

In pratica con l’articolo 10 del DL n 119/2018 è stabilito che, nel citato periodo, non si rendono applicabili le sanzioni previste per la violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette ad IVA.

Questo qualora la fattura elettronica non sia emessa contestualmente, ovvero entro le ore 24 dalla cessione del bene o dalla prestazione del servizio, ma comunque entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA.

Qualora, invece, la fattura sia emessa, al più tardi, entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo, le sanzioni saranno applicabili, ma con una riduzione dell’80%. 

Alla fine del citato periodo transitorio, entrerà poi in gioco la previsione normativa prevista dal successivo articolo 11 del DL n 119/18, il quale modificando il comma 4 dell’articolo 21 DPR n 633/72, stabilisce che;

“la fattura (immediata) è emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione”

Articolo 21 del DPR n 633/72 valido dal primo luglio 2019

Come detto tale disposizione decorrerà dal 1° luglio 2019.

Al riguardo c’è da dire che il citato articolo 11 interviene modificando una disposizione generale riguardante la fatturazione delle operazioni IVA.

Ne consegue che, la nuova previsione si renderà applicabile sia in caso di fatturazione elettronica sia in caso di fatturazione cartacea.

Quindi, ad esempio, un contribuente in Regime Forfettario che vende un bene in data 10 luglio 2019, potrà emettere fattura (elettronica o cartacea) entro il 20 luglio.

Tuttavia, in entrambi i casi, il contribuente dovrà riportare nella fattura la data dell’operazione (la norma non incide sulla disciplina dell’esigibilità dell’imposta e la conseguente liquidazione).

101 COMMENTS

  1. Il DDT deve seguire la merce nel trasporto e deve essere sempre firmato dal vettore. Al momento della predisposizione della fattura elettronica differita è opportuno allegare il documento di trasporto, in modo che anch’esso possa avere conservazione sostitutiva. Per la seconda domanda, l’emissione dello scontrino deve essere sempre contestuale alla vendita. Indipendentemente dal giorno di emissione della fattura differita.

     
  2. Buonasera,
    da circa un mese faccio parte di un’azienda che svolge l’attività di recupero e preparazione per il riciclo di solidi pericolosi e non : piccoli elettrodomestici, batterie cellulari, stampanti ecc….. Sono un’impiegata amministrativa e la persona che mi precedeva emetteva due tipi di fatture:
    1) fattura accompagnatoria destinata alla vendita saltuaria di pezzi usati a privati (no aziende)
    2) fattura differita previa emissione di DDT per trasporto del materiale trattato e destinato al suo nuovo riciclo.
    Dal 01.01.2019 in occasione dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica cambiano i sistemi di emissione o meglio LA FATTURA ACCOMPAGNATORIA, (solo per limitate eccezioni: tabacchi, fiammiferi ecc…che non è il mio caso) cede il posto alla FATTURA IMMEDIATA elettronica che emettiamo al privato al momento della consegna del pezzo usato senza l’emissione /generazione di un DDT , per la quale si hanno 10 gg di tempo per l’invio SDI è corretto il procedimento?
    E poi, in merito al secondo quesito, visto che al momento dell’emissione del DDT per il trasporto del materiale i kg o tonellate di merce hanno un peso e al loro arrivo a destinazione lo stesso peso subisce dei cali maturali, sono costretta a modificare il DDT con indicazione del peso effettivo o devo emettere un’altro DDT in sostituzione dello stesso rispettando le quantità rilevate all’arrivo? (anche perchè sarà su quel valore certo che potremo emettere la ns fattura) ?
    Ringrazio sin d’ora per il Suo gentile riscontro.

     
  3. Salve Roberta, la possibilità di emettere fattura immediata (entro le 24 ore, ma fino a luglio non vi sono sanzioni in caso di ritardo e dal 1° luglio 2019 entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione), o fattura differita (da emettere entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, con DDT) non cambia. Sono ammesse ancora entrambe le possibilità. Sul DDT deve indicare il peso della merce alla partenza, anche se poi la stessa avrà un peso diverso all’arrivo.

     
  4. Sono un privato e tra qualche mese dovrò trasportare con un furgone a noleggio un macchinario di proprietà di una ditta polacca (con mio genero polacco e proprietario del bene) da un box vicino Roma ad una località per esporlo ad una fiera. Che documentazione di trasporto occorre non essendo io un autotrasportatore ?

     
  5. Buongiorno, nel caso la merce parta da una logistica a cui è stato affidato il magazzino per la gestione, chi emette il DDT? La logistica o il cedente?

     
  6. Buongiorno,
    Siamo una società con piu di 200 dipendenti, che compriamo materiali in continuazione.
    Tanti dei ddt si perdono e dobbiamo chiederli ai fornitori..

    Si possono negare questi a inviarci i ddt? Ci possono far pagare per questo invio?

    Grazie,
    Cordiali Saluti.

     
  7. Salve Cristina, il DDT accompagna la merce, quindi se voi che ricevete la merce non conservate il documento di trasporto, l’emittente ha facoltà o meno di mandarvene copia, sta alle parti poi decidere se questo adempimento deve essere fatto pagare.

     
  8. Buongiorno,
    vorrei esporre il mio dubbio per quanto riguarda la causale da indicare sul DDT. Lavoro in una ditta di serramenti e nel nostro lavoro ci capita molto spesso che alcune imprese edili ci commissionano grosse quantità di infissi. Con loro stipuliamo un regolare contratto (non di appalto) che prevede il pagamento a saldo dell’importo nel momento in cui verranno consegnati tutti gli infissi. Naturalmente questa commessa resta in corso di lavorazione per diversi mesi e man mano che l’impresa ce lo richiede iniziamo a consegnare una parte degli infissi con un DDt. Il nostro consulente ci ha detto di indicare nella causale del DDT “trasporto nostro materiale su cantiere” per non essere obbligati a emettere la fattura differita nel mese successivo alla consegna e provvedere a emettere direttamente la fattura a fine lavori. Personalmente a me questa soluzione non sembra appropriata, secondo voi è contabilmente corretta? in caso di controllo si potrebbe contestare l’effettiva avvenuta cessione del bene con relativo obbligo di emettere la fattura?

     
  9. Salve Alessandra, il consulente ha cercato una soluzione “non propriamente corretta” per evitarvi di dover emettere fattura differita per ogni consegna del materiale. Questa è la cosa giusta da fare da un punto di vista di fatturazione. Ad ogni consegna con DDT deve seguire emissione di fattura differita. Il rimedio trovato è volto ad evitare di farvi fatturare e quindi versare IVA in anticipo rispetto ai tempi di pagamento, anche se questo, contabilmente non è corretto.

     

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