Chi sono gli esportatori abituali? Guida alla disciplina

0
989

Sono esportatori abituali coloro che, effettuando operazioni IVA non imponibili (esportazioni, cessioni intracomunitarie). Questi soggetti hanno la facoltà di acquistare beni senza doverne corrispondere l’IVA in relazione al proprio plafond.

Gli operatori economici che effettuano operazioni con l’estero possono acquistare beni e servizi senza dover corrispondere l’IVA ai propri fornitori.

Si tratta della possibilità di acquistare merce o materie prime senza corrispondere l’IVA, nell’ambito di un plafond che si sono costituiti.

L’idea è che se il prodotto finito o la merce sarà venduta all’estero, quindi senza IVA, anche l’acquisto deve essere non ivato. Il tutto nei limiti delle operazioni estere effettuate dall’operatore.

Questa possibilità rappresenta un vero e proprio regime IVA, disciplinato dall’articolo 8 comma 1 lettera c) del DPR n 633/72.

Regime secondo il quale è concessa la facoltà agli:

Esportatori Abituali che effettuano operazioni internazionali, sia con Paesi UE che Extra UE, al ricorrere di determinate condizioni, di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’Iva, entro un dato limite quantitativo annuale (il c.d. “plafond“).

Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio il regime fiscale IVA degli esportatori abituali. Ovvero soggetti che operano attraverso l’emissione di lettera di intento per la non applicazione dell’IVA negli acquisti dai propri fornitori.

Cominciamo!


REGIME IVA DEGLI ESPORTATORI ABITUALI

Gli operatori economici che esportano abitualmente beni in Paesi UE o Extra-UE possono beneficiare di un particolare regime IVA.

Questo regime prevede l’assolvimento di obblighi specifici, sai a carico del soggetto acquirente che per il suo fornitore.

Gli Esportatori Abituali, infatti, sono tenuti a rilasciare ai propri fornitori, o alla dogana per le importazioni, un’apposita comunicazione.

Questa comunicazione, denominata “dichiarazione di intento“, viene rilasciata anteriormente all’effettuazione dell’operazione. Questa ha lo scopo di informare il fornitore del possesso dei requisiti per essere considerato Esportatore Abituale. Quindi, il fornitore è tenuto alla non applicazione dell’IVA in Fattura.

L’esportatore abituale, prima di inviare la dichiarazione d’intento al proprio fornitore, è chiamato ad inviare telematicamente la stessa all’Agenzia delle Entrate.

Al termine della procedura, l’Agenzia delle Entrate rilascia apposita ricevuta telematica.

Nel momento in cui il fornitore riceve la dichiarazione d’intento è tenuto a verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate (al link sottostante), il corretto invio della dichiarazione d’intento.

In caso di esito positivo, il fornitore deve conservare numerare progressivamente le lettere di intento ricevute e conservarle in un apposito registro. Solo da questo momento in poi, può emettere le proprie fatture senza l’addebito di IVA.

Per capire se e come poter applicare questo regime può essere utile soffermarci sui principali aspetti da controllare quando effettuiamo operazioni con l’estero.

REQUISITI PER ESSERE ESPORTATORI ABITUALI

Non tutti gli operatori economici che effettuano operazioni con l’estero possono usufruire del regime degli Esportatori Abituali.

Per essere considerati tali è necessario effettuare con frequenza le seguenti operazioni non imponibili IVA:

  1. Esportazioni dirette (sono escluse le esportazioni indirette). Operazioni di cui all’articolo 8, comma 2, lettera a) DPR n 633/72. Operazioni in cui la merce è esportata a cura del cedente;
  2. Operazioni assimilate alle esportazioni effettuate nell’esercizio dell’attività d’impresa. Si tratta di operazioni collegate alle esportazioni di beni;
  3. Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali effettuati nell’esercizio dell’attività propria d’impresa. Ad esempio trasporti internazionali;
  4. Operazioni connesse a trattati e accordi internazionali;
  5. Operazioni con lo Stato della Città del Vaticano e con la Repubblica di San Marino;
  6. Cessioni intracomunitarie di beni.

Se si effettuano queste operazioni è possibile verificare il requisito seguente.

In particolare, lo status di esportatore abituale si acquisisce quando:

l’ammontare dei corrispettivi relativi alle operazioni sopra indicate, registrati nell’anno precedente ovvero nei 12 mesi precedenti (nel caso di adozione del plafond mobile), è superiore al 10% del volume d’affari, al netto delle cessioni di beni in transito i depositati presso luoghi a vigilanza doganale.

Non possono usufruire del beneficio in questione:

  • I contribuenti operanti nel settore dell’agricoltura che applicano l’imposta secondo il regime speciale,  e
  • I contribuenti che iniziano l’attività, ad eccezione dei soggetti che, rispettando determinate condizioni, acquistano o prendono in affitto un’azienda.

IL PLAFOND DELL’ESPORTATORE ABITUALE

La prima cosa da fare se vuoi verificare di essere un Esportatore Abituale è verificare il requisito del 10% del volume d’affari legato ad operazioni con l’estero.

Una volta verificato il requisito devi tenere presente che gli acquisti che puoi ottenere in sospensione di imposta hanno come limite il tuo Plafond.

Il Plafond è costituito dalla somma dei corrispettivi relativi alle operazioni internazionali, non imponibili, registrate ai fini IVA, rispettivamente

nell’anno solare precedente a quello in cui si vogliono effettuare gli acquisti in sospensione d’imposta, se si utilizza il plafond annuale, o

nei 12 mesi precedenti a quello in cui si vogliono fare gli acquisti in sospensione se si utilizza il plafond mobile.

Per i soggetti che stanno incrementando la propria attività di export può essere utile privilegiare l’utilizzo del Plafond Mobile.

In questo modo, come ti spiegherò tra poco, hai la possibilità di godere di un maggiore Plafond fin dai primi mesi successivi, senza dover attendere il nuovo anno solare.

Vediamo adesso come è possibile utilizzare il Plafond ai per gli Esportatori Abituali.

LE MODALITA’ DI UTILIZZO DEL PLAFOND IVA

Il Plafond, in generale, può essere utilizzato per qualsiasi acquisto di beni e servizi.

Fanno eccezione gli acquisti di terreni, fabbricati e beni oggettivamente esclusi dal diritto alla detrazione dell’IVA e quelli privi del requisito dell’inerenza.

Il Plafond, così determinato, è unico e può essere utilizzato per l’acquisto di beni o servizi senza alcun riferimento alla loro destinazione interna.

Come anticipato, vi sono due possibilità per l’utilizzo del Plafond, e sono il Plafond Mobile ed il Plafond Fisso. Vediamoli d seguito.

La ratio del Plafond IVA è quello di evitare di penalizzare da un punto di vista finanziario gli operatori economici che effettuano cessioni all’estero. Sia per le esportazioni che per le cessioni intracomunitarie.

Quando queste operazioni si fanno frequenti ed incidono sul volume d’affari IVA, è possibile che l’operatore si trovi con un eccessivo credito IVA. Credito formatosi dagli acquisti effettuati, che non hanno trovato altrettante cessioni imponibili IVA.

In questo contesto il Plafond IVA rappresenta il limite entro il quale gli Esportatori Abituali hanno registrato esportazioni, cessioni intracomunitarie e altre operazioni assimilate (non imponibili). Quando queste operazioni superano il 10% del volume d’affari, possono effettuare acquisti in sospensione d’imposta, senza applicazione dell’IVA.

L’esportatore abituale può determinare il plafond di cui disporre con due diverse metodologie:

  • Il sistema del plafond fisso o
  • Il sistema del plafond mobile.

La scelta è assolutamente discrezionale e può essere modificata all’inizio di ogni anno senza alcuna comunicazione preventiva.

La scelta è, infatti, comunicata a consuntivo nell’ambito della dichiarazione IVA annuale (Quadro VC).

IL METODO DEL PLAFOND FISSO

Il metodo del Plafond Fisso consiste nel prendere come base di calcolo dello stesso

le operazioni non imponibili relative ad esportazioni ed operazioni assimilate rilevanti registrate nell’anno solare precedente.

Al 1° gennaio di ciascun anno, il Plafond disponibile per detto anno è semplicemente costituito dalle operazioni non imponibili registrate nell’anno precedente.

Successivamente poi, nel corso dell’anno di utilizzo, è sufficiente controllare che gli acquisti e le importazioni con lettera di intento non superino l’ammontare del plafond disponibile per non incorrere nello splafonamento.

IL METODO DEL PLAFOND MOBILE

Il Plafond Mobile si calcola invece tenendo conto delle operazioni registrate nei dodici mesi precedenti.

Il metodo del Plafond Mobile necessita di una particolare attenzione. E’ opportuno, infatti, verificare la sussistenza di due condizioni:

  1. E’ necessario avere iniziato l’attività almeno da dodici mesi;
  2. Lo status di esportatore abituale deve essere verificato ogni mese. Nei mesi, infatti, nei quali tale condizione non si dovesse verificare, non sarà consentito effettuare acquisti in regime di non imponibilità.

Inoltre, verificata la sussistenza, mese per mese, della condizione di Esportatore Abituale, è necessario determinare, alla fine di ciascun mese quale sarà il plafond disponibile per il mese successivo.

Con il metodo del plafond mobile l’ammontare del plafond di cui si dispone è dato:

dalla differenza tra le operazioni non imponibili registrate nei 12 mesi precedenti e il relativo progressivo utilizzo.

Nel mese in cui si verificano i primi acquisti agevolati, il progressivo utilizzo è dato dalla differenza tra gli acquisti in sospensione effettuati nel mese e le operazioni non imponibili relative al 13° mese precedente.

PLAFOND FISSO O PLAFOND MOBILE PER GLI ESPORTATORI ABITUALI?

Il metodo del Plafond Fisso è certamente più facile da gestire rispetto al Plafond Mobile. Questo in quanto sia la verifica dello status di Esportatore Abituale che la determinazione del plafond annuale utilizzabile vengono effettuate una sola volta l’anno.

Il sistema del Plafond Mobile risulta, tuttavia, più conveniente da utilizzare nell’ipotesi di prospettive di crescita del fatturato all’estero.

Questo metodo si basa sempre sulle vendite dei dodici mesi precedenti. La base di riferimento, infatti, si sposta nel tempo e segue, pertanto, l’attività dell’azienda.

Una volta prescelto ed utilizzato un metodo, è possibile modificare il criterio di calcolo solo al 1° gennaio dell’anno successivo e non in corso d’anno.

Se nell’anno solare precedente si è utilizzato il plafond fisso e si vuole passare al plafond mobile non sorge alcun problema. Nel senso che il plafond disponibile all’inizio dell’anno è pari alle esportazioni e operazioni assimilate registrate nell’anno solare precedente.

Se invece si passa dal plafond mobile a quello fisso, il plafond disponibile all’inizio dell’anno è pari al plafond che sarebbe risultato disponibile per il mese di gennaio se si fosse mantenuto il metodo mobile.

La Risoluzione n. 77/E/2002 specifica infatti che il contribuente in questo caso

deve ancora e per l’ultima volta seguire il procedimento per il calcolo del plafond mobile partendo dall’ammontare della posta attiva e passiva del mese di dicembre dell’anno precedente, sottraendo da entrambe le operazioni non imponibili del tredicesimo mese”

LA SCELTA DEL PLAFOND PER GLI ESPORTATORI ABITUALI

Come detto l’opzione per la scelta del metodo di utilizzo del Plafond è effettuata nella dichiarazione IVA, quindi a posteriori.

Sul punto, la Circolare n 8/D/2003 ha specificato che, ai fini dell’opzione per l’utilizzo di un metodo piuttosto che l’altro, assume rilevanza il “comportamento attivo” del contribuente.

Comportamento che deve essere confermato, in sede di dichiarazione IVA, dalla compilazione dell’apposito quadro destinato agli esportatori abituali, contenente una casella da barrare allo scopo di indicare il metodo utilizzato.

Tuttavia, è opportuno ricordare che la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9028/2011, ha negato che il diritto di acquistare beni/servizi senza IVA sia precluso all’esportatore abituale che abbia omesso di compilare il quadro VC. Soggetto che, nella specie, non abbia comunicato la scelta del regime del plafond mobile.

Per superare la violazione contestata dall’Ufficio, è stato valorizzato il comportamento concludente dell’operatore. Comportamento che deve intendersi ammesso ad esercitare le opzioni relative al regime dell’IVA qualora la contabilità obbligatoria sia adeguatamente uniformata al regime scelto.

Ad assumere rilevanza sono, pertanto, le condizioni sostanziali per l’acquisto senza applicazione dell’imposta. Vale a dire la qualifica di esportatore abituale, l’esistenza di un plafond disponibile e la comunicazione dei dati della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate. Con successiva consegna al fornitore della dichiarazione d’intento e della ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia.

Tale conclusione è confermata dalla sentenza n. 19366/2018. Documento con il quale la Suprema Corte ha esaminato gli effetti dell’omessa comunicazione all’Agenzia delle Entrate del trasferimento del plafond in caso di affitto d’azienda.


ESPORTATORI ABITUALI: COME RIMEDIARE IN CASO DI SPLAFONAMENTO

Uno dei casi può frequenti nel quale può trovarsi un esportatore abituale è quello di aver effettuato acquisti senza applicazione dell’IVA per un ammontare superiore rispetto al quantitativo massimo disponibile.

Questa fattispecie comporta il realizzo del c.d. “splafonamento“.

In sostanza, l’operatore ha richiesto acquisti in sospensione IVA per un importo maggiore al proprio Plafond disponibile.

Si tratta di una situazione piuttosto frequente, se non si presta la dovuta attenzione alla verifica del proprio Plafond disponibile.

Vediamo quali sono le possibili soluzioni per rimediare allo Splafonamento IVA.

EMISSIONE DI AUTOFATTURA

Emissione di una autofattura da parte dell’esportatore abituale. Indicando per ciascun fornitore il numero di protocollo delle fatture ricevute e il relativo ammontare eccedente il palfond disponibile, nonché l’imposta che avrebbe dovuto essere versata dal fornitore stesso, ove l’avesse esposta nella sua fattura.

L’esportatore abituale deve annotare il documento unicamente nel registro degli acquisti e deve, inoltre, provvedere al versamento dell’imposta, con sanzioni e interessi. Copia dell’autofattura deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate.

EMISSIONE DI FATTURA INTEGRATIVA

L’esportatore abituale deve chiedere al fornitore l’emissione di una fattura integrativa che andrà registrata, versando l’imposta con sanzioni e interessi.

Se desideri approfondire questo argomento ti lascio a questo contributo dedicato:

Splafonamento IVA: come rimediare senza autofattura?!

SISTEMA SANZIONATORIO PER GLI ESPORTATORI ABITUALI

Il sistema sanzionatorio relativo agli acquisti in sospensione d’imposta è disciplinato dai commi 3 e 4 dell’articolo 7 del D.Lgs. n. 471/1997.

Nel caso in cui si siano effettuati acquisti in sospensione d’imposta senza provvedere preventivamente all’emissione della dichiarazione d’intento, si applica la sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell’imposta, oltre al pagamento del tributo.

Qualora, invece, l’operazione venga posta in essere anche con presenza della dichiarazione d’intento, ma senza che ne sussistano i presupposti, dell’omesso pagamento del tributo ne rispondono solamente gli esportatori che hanno rilasciato la dichiarazione stessa.

Questa precisazione è di per se molto importante in quanto solleva esplicitamente il cedente dalla responsabilità per non aver applicato la rivalsa.


ESPORTATORI ABITUALI, PLAFOND E DICHIARAZIONE IVA: CONSULENZA

In questo articolo ho cercato di riassumere tutte le informazioni che possono esserti utili per verificare il tuo status di Esportatore Abituale.

Nel caso tu stia effettuando frequenti operazioni con controparti estere il Regime degli Esportatori Abituali può esserti di aiuto soprattutto da un punto di vista finanziario.

Evitare il formarsi di crediti di imposta ti permette di avere maggiore disponibilità finanziaria da destinare alla tua attività.

Per questo motivo se vuoi avere maggiori informazioni su questo regime, oppure verificare l’utilizzo del tuo plafond, oppure affidarci la compilazione della tua dichiarazione IVA, contattami per una consulenza!

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.