Esterometro 2019 per le operazioni transfrontaliere: guida pratica

0
486
 

A partire dal 1º gennaio 2019 è obbligatorio l’invio telematico dell’Esterometro. Comunicazione che riguarda le operazioni transfrontaliere. Modello da emettere entro la fine del mese successivo a quello della data del documento emesso. Ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. La comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere, Esterometro.

A partire dal 1º gennaio 2019 è in vigore l’obbligo di emissione della Fattura Elettronica per tutte le operazioni tra privati (B2B e B2C). Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 909, lettera a) n) 4 Legge n 205/17.

Accanto a questo adempimento, in ottica di semplificazione è stato eliminato l’adempimento legato alla comunicazione delle fatture emesse e ricevute. Mi riferisco al c.d. Spesometro.

Dall’obbligo di fatturazione elettronica rimangono escluse le fatture emesse e ricevute nei confronti/da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Per questo motivo si è reso necessario introdurre un nuovo adempimento legato alla comunicazione di questo tipo di fatture, l’Esterometro.

Vediamo, quindi, tutte le informazioni relative alla nuova comunicazione periodica delle operazioni effettuate con controparti aventi sede in un Paese estero.


CHE COS’È L’ESTEROMETRO? LA COMUNICAZIONE MENSILE DELLE OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE

Il fatto che l’obbligo di fatturazione elettronica delle operazioni attive e passive riguardi soltanto le operazioni concluse con controparti residenti comporta alcune conseguenze.

Prima tra tutte l’impossibilità per l’amministrazione finanziaria di tracciare tutte le operazioni effettuate dalle imprese o dai professionisti italiani con controparti estere (sia UE che Extra-UE).

Per questo è stato introdotta una comunicazione periodica volta a monitorare le operazioni estere.

Come detto, tali operazioni rimangono escluse dall’obbligo della fatturazione elettronica e spesso le frodi fiscali sono perpetrate con l’ausilio di operatori esteri.

Per questo motivo si è resa necessaria questa nuova comunicazione.

L’Esterometro, infatti fa riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso soggetti esteri.

Soggetti che non sono tenuti a doversi identificare in Italia per operare.

La comunicazione c.d. Esterometro è una comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere da inviare con cadenza mensile all’Agenzia delle Entrate.

ESTEROMETRO SOGGETTI OBBLIGATI ED ESCLUSI

Sono obbligati alla trasmissione dell’Esterometro gli operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica.

Questo con particolare riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

La norma prevede quindi l’assoggettamento a fatturazione elettronica per i soggetti identificati, escludendoli, di conseguenza, dall’Esterometro.

Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica i contribuenti che applicano un regime fiscale di vantaggio o un Regime Forfettario ovvero il regime speciale degli agricoltori.

Sono esclusi, inoltre, i soggetti non residenti e non stabiliti in Italia.

Il comma 3-bis dell’articolo 1, del DLgs n 127/2015 prevede che:

I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione

I soggetti obbligati dovrebbero essere quelli residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato direttamente ex art. 35-ter del DPR n 633/1972 o per mezzo di rappresentante fiscale.

La Circolare n 13/E/2018 ha invece escluso i soggetti non residenti identificati ai fini IVA specificando: “Ne consegue che, a sensi della normativa comunitaria, tra i soggetti ‘‘stabiliti’’ non possono essere inclusi i soggetti non residenti meramente identificati. Questo, a meno
che non possa essere dimostrata l’esistenza di una stabile organizzazione”.

I DATI DA TRASMETTERE NELL’ESTEROMETRO

I dati che devono essere indicati nella Comunicazione riguardano le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Si fa riferimento al tracciato ed alle regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate al Provvedimento 30 aprile 2018:

Dati da indicare nella comunicazione

  1. I dati identificativi del cedente/prestatore;
  1. I dati identificativi del cessionario/committente;
  1. La data del documento comprovante l’operazione;
  1. La data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  1. Il numero del documento;
  1. La base imponibile;
  1. L’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione (codice natura).

La struttura dell’Esterometro è sostanzialmente quella dello Spesometro.

Il tutto con la sola differenza che i dati da trasmettere saranno appunto limitati a quelli che si riferiscono a rapporti intrattenuti con l’estero. Posto che tutti gli altri perverranno già a monte al Sistema di Interscambio tramite fatturazione elettronica.

OPERAZIONI EFFETTUATE MEDIANTE EMISSIONE O RICEZIONE DI BOLLETTA DOGANALE

La predisposizione e l’invio dell’Esterometro rimane facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una Bolletta Doganale.

Questo in quanto si tratta di operazioni già note all’Erario, e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche per mezzo del sistema di interscambio (SDI).

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, verranno mantenute le semplificazioni dei modelli INTRA acquisti in vigore dal 1º gennaio 2018.

TERMINE PER TRASMETTERE LA COMUNICAZIONE TELEMATICA

La trasmissione telematica della Comunicazione deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso. Ovvero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

Tale adempimento è sicuramente maggiormente gravoso per i contribuenti essendo la scadenza mensile anziché trimestrale/semestrale come lo spesometro.

Per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’IVA.

Facciamo un semplice esempio. Caso di una fattura di un fornitore tedesco datata 31 gennaio 2019 registrata il 20 febbraio 2019. Il termine per effettuare l’invio della comunicazione in oggetto è il 31 marzo 2019.

EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA PER OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE

Per le sole fatture emesse, la comunicazione Esterometro non è dovuta se viene predisposta la fatturazione elettronica.

In tal caso si trasmette al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa, con apposito formato XML e compilando solo il campo
CodiceDestinatario” con un codice convenzionale composto da sette ‘‘ics’’ (‘‘XXXXXXX’’). Così come indicato nelle specifiche tecniche allegate al citato provvedimento.

L’Agenzia delle Entrate, nel corso di un Incontro con la stampa specializzata del 24 maggio 2018 ha, infatti, così risposto alla seguente domanda:

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Si possono trasformare le fatture emesse e ricevute dall’estero in fatture elettroniche inviandole attraverso lo SdI in modo da adempiere all’obbligo mensile di comunicazione?

La risposta è affermativa con riferimento solo alle fatture emesse verso soggetti esteri. Infatti, il punto 9.4 del provvedimento del 30 aprile 2018 stabilisce che:

Per le sole fatture emesse, le comunicazioni di cui al punto 9.1 (ossia relative a ‘‘operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato’’) possono essere eseguite trasmettendo al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa, in un file nel formato stabilito al punto 1.3 e compilando solo il campo ‘‘CodiceDestinatario’’ con un codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento“.[/box]

[box type=”warning” align=”aligncenter” class=”” width=””]Sarebbe una grande semplificazione dal punto di vista operativo l’introduzione dell’invio al sistema SDI anche delle fatture da operatori non residenti, attualmente non contemplata dalla norma.[/box]

TRASMISSIONE TELEMATICA DELL’ESTEROMETRO E CONSULTAZIONE

I dati delle fatture relativi ad operazioni verso o da soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati in Italia, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate devono essere rappresentati in formato XML (eXtensible Markup Language).

Questo, secondo lo schema e le regole riportate nell’allegato del provvedimento 30 aprile 2018.

Affinché il file XML sia accettato dal sistema dell’Agenzia delle Entrate predisposto per la ricezione dei file (di seguito Sistema Ricevente), il responsabile della trasmissione (il soggetto obbligato o un suo delegato) deve apporvi una firma elettronica (qualificata o basata su certificati Entrate). Oppure, solo in caso di invio del file tramite upload sull’interfaccia web del servizio ‘‘Fatture e Corrispettivi’’, il sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate.

La consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messi a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate dei singoli operatori è consentita anche agli intermediari.

Soggetti individuati dall’articolo 3, comma 3, del DPR 22 luglio 1998, n. 322 appositamente delegati dal cedente/prestatore o dal cessionario/ committente.

La delega può essere conferita e revocata dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia o presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia stessa.

L’intermediario delegato al predetto servizio è abilitato anche alla consultazione dei dati delle fatture transfrontaliere.

ESTEROMETRO LE SANZIONI PER GLI OPERATORI

Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere si applica la sanzione amministrativa di euro 2 per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre.

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di euro 500, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita dalla norma. Ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Non si applica l’istituto del cumulo giuridico (previsto dall’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997).

Esterometro per le operazioni con controparti estere: conclusioni

La comunicazione delle operazioni intercorse con controparti estere in vigore dal 1° gennaio 2019 è un’ulteriore adempimento per i contribuenti.

Tutti i soggetti coinvolti dalla Fattura Elettronica dovranno adempiere a questo ulteriore onere. Vediamo, tuttavia, come è possibile affrontarlo al meglio con qualche accorgimento.

In particolare, vediamo, come è possibile ridurre al minimo l’impatto dell’esterometro.

Fatture Attive tramite SDI

Un primo elemento da prendere in considerazione può essere quello di far transitare per il sistema di interscambio la fatturazione attiva.

E’ vero che la fattura elettronica non arriva al destinatario (soggetto estero), e che per questo deve essere inviata fattura cartacea. Tuttavia, emettere comunque la fattura elettronica fa si che il sistema di interscambio riceva la fattura.

La ricezione della fattura da parte dello SDI comporta l’esonero per la stessa fattura dalla comunicazione esterometro. Infatti, tale fattura è già stata presa in carico dall’Amministrazione Finanziaria.

Operare in questo modo con tutte le fatture estere fa si che non vi sia obbligo di inserire gli stessi documenti nell’esterometro.

Fatture Passive registrate una volta a trimestre

Per le fatture passive le cose si complicano. Non è possibile, infatti, che un soggetto estero invii la fattura a SDI. Per questo motivo tutta la fatturazione passiva dovrà passare obbligatoriamente per l’esterometro.

Come è possibile, tuttavia, semplificare la situazione?

Quello che si può fare è sfruttare il fatto che le fatture nella comunicazione seguono la data di registrazione contabile e non quella di ricezione della fattura.

Per questo motivo, è possibile registrare le fatture passive una sola volta a trimestre. In questo modo non si perde la normale detrazione dell’IVA ed è possibile inviare per un solo mese nel trimestre la comunicazione.

Una bella semplificazione. Cosa ne pensate?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.