Identificazione Diretta ai fini IVA: la procedura

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Come avviene la procedura di Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia? Qual’è la procedura da seguire, e quale documentazione allegare? Scopri in questo articolo tutte le informazioni per identificare in Italia aziende estere ai fini IVA.

Un’azienda estera (non residente) può trovarsi per vari motivi a doversi identificare direttamente ai fini IVA in Italia.

L’Identificazione Diretta ai fini IVA è un’adempimento a cui, solitamente, devono ricorrere le aziende estere che si trovano ad operare in Italia in E-commerce.

In particolare, per le aziende che effettuano attività di E-commerce indiretto in Italia e superano la soglia per l’identificazione diretta nel nostro Paese.

L’IVA in queste operazioni, è dovuta nel Paese del prestatore, ma se l’attività in Italia supera la soglia di € 35.000 annue è obbligatoria l’Identificazione Diretta ai fini IVA.

Per questo motivo è opportuno che il soggetto non residente inquadri correttamente la propria posizione da un punto di vista fiscale e tributario.

In questo articolo ti mostrerò quando si rende necessaria l’Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia e la procedura da attuare per ottenerla.

Procedura, che voglio anticiparti sin da adesso, non sarà semplice, ma soprattutto non sarà veloce da ottenere.


Quando si rende necessaria l’Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia?

Solitamente, quando, un’azienda non residente inizia ad operare in Italia ha di fronte a se alcune possibilità per gestire correttamente gli aspetti tributari.

Le modalità a disposizione dipendono dal grado di presenza in Italia del soggetto non residente.

Il soggetto estero può aprire una subsidiary in Italia e gestire con questa il flusso reddituale che arriva dall’attività italiana. Si tratta, senza dubbio, della modalità più completa per operare in Italia per qualsiasi tipologia di attività.

In alternativa, è possibile optare per la costituzione di una Stabile Organizzazione in Italia. La Stabile Organizzazione è data dalla presenza stabile in Italia del soggetto estero tramite un ufficio o una sede fissa, senza che vi sia un autonomo soggetto di diritto staccato dall’azienda estera. Questo può essere il caso di aziende estere che concludono contratti in Italia ed esercitano direttamente nel territorio dello Stato un’attività economica.

In ultima istanza, quando l’azienda non ha in Italia una presenza fisica, ma ivi vi svolge la propria attività, può essere richiesta l’Identificazione Diretta della stessa in Italia. L’Identificazione Diretta ai fini IVA, ad esempio, riguarda le aziende che operano in E-commerce indiretto e che superano i € 35.000 di fatturato annuo in Italia, verso privati.

Queste aziende sono obbligate ad Identificarsi in Italia ai fini IVA per applicare sulle vendite l’IVA italiana.

Alternativa all’Identificazione Diretta è possibile nominare in Italia un Rappresentante Fiscale. Si tratta di un soggetto che rappresenta l’azienda non residente ai fini dell’assolvimento dell’IVA in Italia. In pratica, azienda estera e il proprio rappresentante sono responsabili del versamento dell’IVA in Italia.

Importanza della Pianificazione Fiscale

La scelta della corretta identificazione in Italia, anche se può sembrare banale, è di fondamentale importanza per ogni soggetto estero che voglia operare in Italia. Per questo motivo ti consiglio di contattare, sempre, un dottore Commercialista esperto in Fiscalità Internazionale.

Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio lo strumento dell’Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia.


L’Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia

Lo strumento dell’Identificazione Diretta è stato introdotto in Italia con il DLgs n 191/02 in recepimento della Direttiva UE n 2000/65/CE. Successivamente, questa direttiva è stata rifusa negli articoli 204 e seguenti della Direttiva UE n 2006/112/CE.

In dettaglio, quindi, devono ricorrere all’Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia gli enti non residenti nello Stato che esercitano:

  • Attività di Impresa;
  • Attività di Arte o Professione

in uno Stato UE o in un Paese terzo con cui esistono strumenti giuridici di reciprocità ed assistenza in materia di imposizione indiretta.

L’Identificazione Diretta ai fini IVA deve essere applicata, in assenza di una Stabile Organizzazione, ed in alternativa alla nomina del Rappresentante Fiscale.

Questo strumento si attiva nel caso di cessione di beni o prestazione di servizi territorialmente rilevanti in Italia, effettuate da soggetti non residenti nei confronti di:

  • Privati consumatori;
  • Enti non commerciali privi di Partita IVA;
  • Soggetti non residenti anche se in possesso di Partita IVA, per identificazione diretta o nomina di rappresentate fiscale. Risoluzione n 89/E/2010 Agenzia delle Entrate.

Per le operazioni effettuate nei confronti di imprese, quindi, operazioni B2B il soggetto chiamato ad emettere Fattura è l’azienda non residente, senza l’indicazione della Partita IVA italiana ottenuta con l’identificazione.

In questo caso il soggetto committente italiano, dovrà registrare la fattura ricevuta dal soggetto estero, attraverso l’applicazione del Reverse Charge, con il meccanismo:

  • Dell’Integrazione Contabile. In caso di azienda prestatore residente in Paese UE;
  • Dell’autofattura. In caso di azienda prestatore residente in Paese Extra-UE.

La responsabilità fiscale nell’Identificazione Diretta

Aspetto importante che caratterizza l’Identificazione Diretta ai fini IVA rispetto alla Stabile Organizzazione e alla nomina del Rappresentante Fiscale riguarda la responsabilità.

Mi riferisco alla responsabilità tributaria relativa al pagamento dei tributi, come nel caso dell’IVA. Con l’Identificazione Diretta in Italia la responsabilità del tributo rimane imputabile a tutti gli effetti al soggetto estero, con facoltà di agire con poteri di firma.

Naturalmente, occorre fare una precisazione tra imposte dirette ed indirette.

Il soggetto non residente che si identifica in Italia non assume come territorio fiscalmente rilevante quello italiano, bensì quello estero. In pratica, pur mantenendo lo status di soggetto non residente l’azienda estera diventa soggetto destinatario di diritti ed obblighi.

Si tratta di diritti ed obblighi previsti dalla normativa fiscale interna per le operazioni rilevanti nel territorio dello Stato ai fini IVA. Vedasi sul punto la Circolare n 53/E/2010 dell’Agenzia delle Entrate.

Al contrario, invece, ai fini delle imposte sui redditi il soggetto non residente che si identifica in Italia ai fini IVA non diventa soggetto di diritto a cui possono essere imputati diritti ed obblighi tributari. Tale soggetto rimane assoggettato alle imposte dirette nel Paese in cui risulta essere fiscalmente residente.

Vediamo adesso la procedura da attuare per ottenere l’Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia.


Procedura per ottenere l’Identificazione Diretta ai fini IVA in Italia

Il soggetto non residente che desidera identificarsi in Italia ai fini IVA per assolvere i relativi obblighi di imposta è tenuto ad adottare una precisa procedura.

Questo è quanto prevede l’articolo 35-ter del DPR n 633/72 in materia di Identificazione Diretta IVA in Italia di soggetti non residenti.

Vediamo, quindi la procedura da adottare per ottenere l’identificazione.

Procedura di richiesta di Identificazione Diretta IVA

Il soggetto non residente, prima di compiere operazioni territorialmente rilevanti ai fini IVA in Italia è tenuto a presentare il modello ANR/3 all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente.

Si tratta dell’ufficio territoriale di Pescara dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, le dichiarazioni per l’Identificazione Diretta, con conseguente attribuzione di Partita IVA, devono essere presentate esclusivamente all’Agenzia delle EntrateCentro operativo di Pescara – Via Rio Sparto 21 – 65100 Pescara.

La documentazione deve essere inviata secondo le seguente modalità:

  • Direttamente all’ufficio (anche a mezzo di persona appositamente delegata);
  • A mezzo servizio postale, mediante raccomandata. Deve essere allegata copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante e la certificazione attestante la qualità di soggetto passivo agli effetti dell’IVA posseduta nello Stato di appartenenza. Le dichiarazioni si considerano presentate il giorno in cui risultano spedite.

Documenti da allegare al modello ANR/3

Una volta compilato e sottoscritto da parte del Legale Rappresentante l’apposito modello ANR/3 si devono allegare:

  • Il certificato originale e aggiornato rilasciato dalle Autorità Fiscali del Paese dove ha la sede legale l’impresa che attesti l’iscrizione ai fini IVA;
  • Il certificato originale e aggiornato rilasciato della Camera di Commercio del Paese dove ha la sede legale l’impresa. Se trattasi di società, detto certificato deve indicare i rappresentanti con facoltà di agire e i poteri di firma;
  • Le traduzioni in lingua italiana dei certificati suindicati sottoscritte da chi le ha eseguite, con in allegato una copia di un valido documento d’identità;
  • Copia di un valido documento d’identità del firmatario o del legale rappresentante firmatario della richiesta di identificazione diretta (mod. ANR/3);
  • Dichiarazione resa sotto la propria responsabilità, ai sensi dell’articolo 47 del DPR n 445/2000, sottoscritta dal legale rappresentante della società, dove si specifica:
    • L’attività abituale e le altre attività effettivamente svolte nel Paese estero di stabilimento;
    • L’attività che si intende svolgere in Italia in seguito all’identificazione diretta ex articolo 35-ter DPR n 633/72;
    • Le motivazioni della richiesta;
    • Verso quali soggetti (società, privati, etc.) si rivolge l’attività da svolgere in Italia;
    • Che il soggetto non residente non ha una stabile organizzazione nel territorio italiano.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

Verificata la sussistenza dei requisiti di legge e la rispondenza della documentazione a quanto richiesto, l’Ufficio comunica l’avvenuta identificazione diretta ed il rilascio del numero di Partita IVA.

Contestualmente provvede all’invio al relativo certificato di attribuzione al soggetto non residente. Da quel momento il soggetto identificato è chiamato ad assolvere tutti gli obblighi previsti dalla normativa IVA italiana.

Nel caso in cui il soggetto estero che si identifica abbia sforato la soglia di vendite a privati consumatori italiani di € 35.000 è chiamato ad autocertificare nel modello di attribuzione della Partita IVA il volume delle vendite per cui avrebbe dovuto essere applicata IVA italiana.

Mi riferisco alle vendite avvenute tra lo sforamento e l’avvenuta attribuzione del numero di Partita IVA italiano.

La regolarizzazione delle operazioni intervenute anteriormente all’acquisizione della soggettività passiva italiana deve avvenire mediante l’istituto del Ravvedimento Operoso di cui all’articolo 13 del DLgs n 472/97.

Adempimenti IVA del soggetto identificato

Il soggetto identificato ai fini IVA in Italia è chiamato a procedere alla fatturazione e registrazione delle operazioni attive e passive effettuate. Quindi anche all’effettuazione della liquidazione IVA e dei versamenti periodici.

Tutto questo secondo quanto indicato dal Titolo II del DPR n 633/72.

Il soggetto identificato in Italia ha facoltà di chiedere eventuali rimborsi IVA trimestrali, e ad effettuare la dichiarazione IVA annuale, chiedendo anche a rimborso il relativo credito.

Inoltre il soggetto in questione è tenuto alla redazione e conservazione dei registri e documenti e alla presentazione dei modelli INTRASTAT.

Per quanto riguarda la modalità di fatturazione, il soggetto identificato in Italia non è chiamato ad emettere la Fattura in modalità elettronica.

Per ciò che concerne le modalità di effettuazione dei pagamenti dei soggetti non residenti, questi possono avvenire:

  • Mediante il servizio telematico Fisconline richiedendo il pincode all’Agenzia delle Entrate ed aprendo un c/c bancario presso una Banca convenzionata con l’Agenzia delle Entrate;
  • Oppure, mediante l’effettuazione di un bonifico dal c/c estero, in favore dei capitoli e articoli di entrata del Bilancio dello Stato e/o dei conti di tesoreria. Questo secondo lo standard MT103 e secondo le indicazioni fornite dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Modello ANR/3 per variazione dati o cessazione

Il modello ANR deve essere utilizzato anche per comunicare eventuali variazioni di uno o più dei dati già comunicati indicati nella dichiarazione per l’identificazione diretta o per cessare l’attività.

In questo caso non è necessario presentare il modello di persona o via raccomandata agli uffici di Pescara dell’Agenzia delle Entrate, ma può essere utilizzata la trasmissione telematica del modello.

Identificazione diretta ai fini IVA di soggetto non residente: conclusioni

Concludendo, per identificare in Italia soggetti non residenti che per norma sono tenuti a versare l’IVA nel nostro Paese l’identificazione diretta è un valido strumento.

Tuttavia, si deve segnalare che la procedura di ottenimento della Partita IVA è relativamente lunga, in quanto la stessa passa per una procedura non informatizzata. Inoltre, i costi legati alla documentazione da allegare possono essere rilevanti. Basti pensare alle traduzioni da effettuare della documentazione.

Per questo motivo, spesso, le aziende estere preferiscono ricorrere all’identificazione tramite stabile organizzazione o tramite rappresentante fiscale in Italia.

Tuttavia, il vantaggio dell’identificazione diretta IVA è dato dal fatto che il soggetto non diventa soggetto di diritti ed obblighi in Italia ai fini delle imposte dirette.

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