Lettere di compliance sui redditi esteri: sei pronto?

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Se hai movimentato capitali finanziari all’estero e non li hai dichiarati all’Agenzia delle Entrate, hai un problema. Sono partite le lettere di compliance volte a comunicare ai contribuenti interessati la non compliance rispetto alla normativa sul monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere. 

Tutti i contribuenti residenti fiscalmente in Italia sono tenuti ad effettuare il monitoraggio fiscale delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

Si tratta dell’obbligo di dichiarare attività finanziarie detenute all’estero a scopo di investimento. Attività finanziarie, quindi, idonee a produrre redditi imponibili in Italia.

Come preannunciato dalla stessa Agenzia delle Entrate molti contribuenti italiani hanno già ricevuto le c.d. lettere di compliance.

Si tratta di lettere con le quali l’Agenzia, forte delle informazioni ottenute dallo scambio con le Autorità fiscali estere invita a sanare le eventuali irregolarità dichiarative. Cosa che può essere effettuata mediante il ricorso allo strumento del ravvedimento operoso.

Se nell’ultimo anno hai movimentato attività finanziarie all’estero e non le hai comunicate all’Agenzia delle Entrate attraverso la dichiarazione dei redditi, questo articolo è per te.

In questo report scoprirai se sei tra i soggetti che riceveranno lettere di compliance alla normativa sul monitoraggio fiscale. Ti indicherò cosa accadrà se non ti ravvederai, e le sanzioni a cui andrai incontro.


Lettere di compliance frutto dello scambio automatico di informazioni fiscali in ambito internazionale

La progressiva entrata in funzione delle diverse forme di scambio di informazioni di matrice Europea e Convenzionale, ha portato l’Amministrazione finanziaria ad avere a disposizione una mole di dati.

Si tratta di informazioni potenzialmente utili all’identificazione delle fattispecie di carattere evasivo ed elusivo a livello transfrontaliero.

Lo scambio automatico di informazioni relativo ai rapporti di natura finanziaria detenuti all’estero ha fornito i primi dati. Sulla base di questi sono state elaborate e trasmesse Lettere di Compliance.

Si tratta di comunicazioni con le quali i contribuenti sono stati avvertiti delle anomalie previste relative alla compilazione del Quadro RW.

Appare opportuno, quindi, prima di analizzare la portata e le problematiche legate alla ricezione di Lettere di Compliance vediamo gli obblighi di monitoraggio fiscale.


Monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere

Il monitoraggio fiscale è un adempimento obbligatorio a cui sono chiamati tutti i contribuenti fiscalmente residenti in Italia.

La disciplina è stata introdotta nel nostro ordinamento dal D.L. n. 167/90, convertito poi dalla Legge n. 227/90.

L’obiettivo del monitoraggio fiscale è quello di porre un limite alle movimentazioni finanziarie tra Stati diversi. Questo in ragione dell’assenza di scambio di informazioni in materia fiscale tra i Paesi aderenti alla UE.

Oggi il monitoraggio fiscale rappresenta uno degli adempimenti più odiati dai contribuenti.

Questo adempimento li obbliga a dover dichiarare le loro attività finanziarie detenute all’estero. Inoltre, al sussistere di alcune condizioni, obbliga loro al pagamento delle imposte patrimoniali:

  • Ivie (per gli immobili);
  • Ivafe (per le attività finanziarie).

L’obbligo di adempiere al monitoraggio fiscale rappresenta la risposta all’esigenza dell’Amministrazione finanziaria di acquisire il maggior numero possibile di informazioni.

Si tratta di dati utili per poter svolgere la propria attività di accertamento relativamente ai patrimoni detenuti all’estero.

Dalla mia esperienza posso dire che il numero dell lettere di compliance inviate ai contribuenti sta crescendo di anno in anno. Questo è frutto del fatto che sempre più Stati hanno deciso di aderire allo scambio automatico di informazioni.

Questo aspetto ha portato alla segnalazione di sempre più situazioni anomale. Situazioni che l’Agenzia monitora attraverso la segnalazione al contribuente.

Vediamo adesso quali attività finanziarie sono oggetto di segnalazione.

Detenzione e disponibilità di attività finanziarie estere

Un aspetto importante della disciplina sul monitoraggio fiscale riguarda la detenzione delle attività finanziarie estere.

L’obbligo di monitoraggio, infatti, sussiste indipendentemente dalla modalità con cui il contribuente residente ha assunto la detenzione dell’attività finanziaria estera:

  • titolo gratuito (ad esempio, per donazione o successione) o
  • titolo oneroso.

L’obbligo di monitoraggio nel modello Redditi degli investimenti esteri sorge quando, congiuntamente, il soggetto abbia il potere di disporre del bene e abbia il possesso del reddito che ritrae dallo stesso.

Nel caso in cui sullo stesso bene vi siano più diritti reali (nuda proprietà e usufrutto) suscettibili di produrre reddito imponibile in Italia, ogni singolo titolare del diritto è chiamato a monitorare il patrimonio estero.

Questo, nei limiti del valore della quota di propria competenza (rinvenibile nell’atto costitutivo del diritto).

Nel caso in cui, invece, l’attività finanziaria all’estero sia in comunione o cointestata a più soggetti, ognuno di questi ha l’obbligo di presentazione del quadro RW.

Questo con riferimento all’intero valore del bene e con l’indicazione della percentuale di possesso.

Un ulteriore precisazione in merito ai soggetti obbligati al monitoraggio è arrivata dalla Circolare n. 38/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate.

Documento che afferma che sono tenuti al monitoraggio fiscale anche i soggetti che hanno la semplice disponibilità o la possibilità di movimentazione dell’attività finanziaria estera  (soggetti con delega al prelievo su un conto corrente estero).

Non devono, invece, compilare il quadro RW i soggetti che hanno il solo potere di firma sul conto corrente estero,. Questo a patto che si tratti di delega ad operare per esclusivo conto dell’intestatario (la società) e non nell’interesse proprio.

Vedi il caso dell’amministratore che ha delega di prelievo sul conto estero della società.

Valore delle attività finanziarie estere

Per le attività finanziarie estere il valore fiscalmente rilevante è costituito dal costo di acquisto o dal valore di mercato.

Le attività estere di natura finanziaria sono costituite dalle attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.

Ad esempio:

  • Partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti;
  • Finanziamenti;
  • Polizze di assicurazione sulla vita stipulate con compagnie di assicurazione estere;
  • Metalli preziosi allo stato grezzo o monetato detenuti all’estero;
  • Attività finanziarie italiane detenute all’estero;
  • Attività di natura finanziaria italiane detenute in Italia per il tramite di fiduciarie estere o di soggetti esteri interposti).

Inoltre, così come per gli investimenti, devono essere monitorate anche le attività finanziarie intestate a società localizzate in Paesi non collaborativi, detenute dal soggetto residente in qualità di titolare effettivo.

Le attività finanziarie devono essere indicate ai fini del monitoraggio in ogni caso.

Questo salvo il caso di depositi e conti correnti, relativamente ai quali l’obbligo sorge solo nel caso in cui il valore massimo complessivo nel singolo periodo d’imposto ecceda € 15.000.

Il valore delle attività finanziarie estere da indicare nel quadro RW è pari al valore di mercato rilevato al termine del singolo periodo d’imposta.

Ovvero, nel caso di attività finanziarie non quotate in mercati regolamentati (o di attività che, seppur quotate, sono state escluse dalla negoziazione), il valore nominale o il valore di rimborso o, in mancanza, il costo di acquisto.

Per approfondire: Stock Option estere nel quadro RW


Lettere di compliance: soggetti interessati

Arrivato a questo punto del report dovresti aver già capito se sei tra i soggetti che detiene attività finanziarie estere.

Ti ho indicato le attività oggetto di monitoraggio e il valore finanziario che le identifica.

Se sei tra questi soggetti devi verificare di aver correttamente presentato la dichiarazione dei redditi compilando il quadro RW del modello Redditi.

Nel caso in cui il quadro non risulti compilato, oppure risulti incompleto o inesatto, potresti essere tra i destinatari di una lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate.

Rientrano tra i soggetti destinatari di “particolari attenzioni” da parte dell’Agenzia:

  • Tutti i cittadini italiani, anche se iscritti all’AIRE. In quanto, la loro residenza fiscale potrebbe essere comunque attratta nel territorio dello Stato;
  • Cittadini esteri iscritti nell’Anagrafe della popolazione residente in Italia. Oppure soggetti esteri per i quali la residenza fiscale, sulla base di analoghe considerazioni circa elementi di fatto, viene comunque attratta in Italia.

Da precisare è che, oltre alle lettere di compliance (meno pericolose per i contribuenti), è partito anche l’invio di inviti o questionari ex articolo 32 DPR n. 600/1973.

Inviti e questionari che, a differenza della richiesta generica tipica delle sopracitate lettere di compliance, rappresenta l’inizio di una vera e propria attività istruttoria.


Lettere di compliance: contenuto della comunicazione

Se pensi di ricevere anche tu una lettera di compliance ti sarà di fondamentale importanza capire qual’è il contenuto della comunicazione.

In particolare, le lettere di compliance vengono inviate al contribuente quando vengono riscontrate anomalie nel confronto tra:

  • I dati ricevuti dalle autorità fiscali estere, e
  • I dati dichiarati dal contribuente in dichiarazione dei redditi.

La comunicazione, in se, non fornisce dati rilevanti, in quanto ha l’obiettivo di indicare al contribuente la non compliance rispetto ai dati dell’Agenzia.

Non viene fornita alcuna indicazione ne sul Paese ne sull’entità dell’attività finanziaria non dichiarata detenuta all’estero.

L’obiettivo della comunicazione è quello di stimolare il corretto assolvimento degli obblighi di monitoraggio fiscale. Questo in relazione alle attività finanziarie detenute all’estero.

La lettera di compliance, infatti, mira a favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili derivanti da redditi percepiti da attività finanziarie estere.

La scelta dei contribuenti da sottoporre a compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate è effettuata in modo quasi automatico.

La banca dati dell’Agenzia invia la comunicazione a specifici contribuenti, quelli ritenuti a maggior rischio evasione.

La scelta dei contribuenti da sottoporre a controllo, tuttavia, deriva essenzialmente dalle informazioni ricevute dal Common Reporting Standard (CRS).

In ogni caso le lettere di compliance contengono le seguenti informazioni:

  • Codice fiscale, cognome e nome del contribuente;
  • Numero identificativo della comunicazione e anno d’imposta;
  • Codice atto;
  • Modalità per regolarizzare la propria posizione, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso;
  • Modalità per richiedere informazioni o per eventuali precisazioni utili a chiarire l’anomalia segnalata, rivolgendosi alla Direzione Provinciale competente.

Cosa succede quando si riceve una lettera di compliance?

Se sei entrato nella lista di contribuenti che ha ricevuto una lettera di compliance, ti consiglio di rivolgerti subito ad un dottore Commercialista esperto.

Devi individuare un soggetto che come il sottoscritto abbia maturato esperienza in ambito di fiscalità internazionale.

Solo in questo modo potrai avere a tua disposizione l’esperienza di un professionista che ha già aiutato altri contribuenti in questa situazione.

Fatto questo, assieme a lui, avrai a tua disposizione due scelte.

Vediamo quali sono.

Presentazione della dichiarazione dei redditi integrativa

La prima è quella di aderire alla lettera di compliance e presentare una dichiarazione integrativa. In pratica si tratta di andare a modificare la dichiarazione precedentemente presentata.

In questo modo andrai a:

  • Sanare la tua situazione dichiarando attività finanziarie estere;
  • Dichiarare i redditi derivanti da queste attività.

Il vantaggio di questa soluzione è indubbiamente quello di poter usufruire dei vantaggi del ravvedimento operoso.

Per approfondire ti lascio da consultare questo apposito articolo dedicato: “Ravvedimento operoso del quadro RW“.

Versando la maggiore imposta dovuta con sanzioni ridotte ed interessi potrai sanare interamente la tua situazione.

Questo senza rischiare ulteriori ingerenze da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Non aderire alla lettera di compliance

Si tratta di una soluzione che generalmente non mi sento di consigliare.

Questa soluzione comporta il fatto di non effettuare alcuna dichiarazione integrativa.

La situazione rimane immutata, ma in questo caso l’Agenzia delle Entrate potrà procedere con i passi successivi. Mi riferisco alla possibilità di emettere un avviso di accertamento.

Avviso, che una volta notificato impedisce al contribuente la possibilità di usufruire del ravvedimento operoso. Questo comporta, inevitabilmente, l’applicazione di sanzioni piene da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per questo mi sento di non consigliare questa soluzione. A meno che non sia palese il fatto che l’Agenzia delle Entrate abbia commesso un errore nell’invio della lettera. Magari perché non hai mai detenuto attività finanziarie estere.

In questo caso, però, consiglio comunque di rispondere alla lettera con un’istanza in autotutela in cui si comunica lo sbaglio commesso dall’Agenzia.


Monitoraggio fiscale di attività finanziarie estere: il regime sanzionatorio 

Arrivato a questo punto sono sicuro che sei curioso di conoscere il regime sanzionatorio legato al monitoraggio fiscale.

La misura delle sanzioni relative alle violazioni del monitoraggio fiscale è contenuta nell’articolo 5 del D.L. n. 167/90. Così come rinnovato dall’articolo 9 della Legge n. 97/2013.

Per le violazioni relative all’omessa o infedele presentazione del quadro RW è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria.

Sanzione nella misura compresa tra il 3% e il 15% calcolata sull’ammontare di ogni singolo importo non dichiarato. Non è più applicabile, invece, la confisca dei beni non dichiarati.

Le sanzioni sono raddoppiate, nella misura dal 6% al 30% degli importi non monitorati, qualora le violazioni dovessero riguardare beni, attività o investimenti detenuti in Paesi a regime fiscale agevolato.

La sanzione è, invece, applicata nella misura fissa di € 250 in caso di presentazione del quadro RW con un ritardo non superiore a 90 giorni. Il termine si misura dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Queste naturalmente sono le sanzioni piene applicate dall’Agenzia in caso di mancata risposta alla compliance con una dichiarazione integrativa.


Lettere di compliance: riflessioni

Le indicazioni fornite dall’Amministrazione finanziaria evidenziano la potenziale disponibilità delle informazioni rinvenienti dal CRS.

Tuttavia, è altrettanto vero che vi è l’impossibilità di selezionare le informazioni CRS “utili” incrociandole con gli altri dati presenti all’interno dell’Anagrafe Tributaria. Questo comporta che gran parte degli indizi di evasione riguardino soggetti perfettamente in regola.

Pertanto, l’Agenzia ha deciso di porsi in modo positivo nei confronti dei contribuenti non in regola.

Questa comunicazione li avverte dell’esistenza di una possibile anomalia senza precludere l’accesso all’istituto del ravvedimento operoso. Questo nel caso in cui il contribuente abbia effettivamente violato la norma.

Lettera di compliance configura una sorta di ulteriore ultimatum nei confronti dei contribuenti che:

  • Non hanno aderito a nessuna delle due edizioni della voluntary disclosure ma
  • Sono risultati quali reportable person ai fini dello scambio automatico.

Tali richieste potrebbero dunque essere recapitate non solo a soggetti che hanno effettivamente omesso di dichiarare redditi di fonte estera o di compilare il Quadro RW. Ma anche a soggetti non tenuti ad indicare tali attività o redditi in dichiarazione.

Ad esempio, a cittadini italiani fiscalmente residenti all’estero e correttamente iscritti all’AIRE.

Oppure a coloro che non sono chiamati a compilare il Quadro RW in quanto lavoratori in zone di frontiera e detentori – nello Stato estero in cui lavorano – di conti correnti.

Soggetti fiscalmente residenti in Italia titolari di disponibilità all’estero per il tramite di un intermediario italiano. Soggetto che, al verificarsi dei presupposti, prelevi eventuali ritenute ed imposte sostitutive dovute sui redditi di fonte estera.

Ti segnalo in particolar modo casi riguardanti: polizze vita, quote di fondi comuni d’investimento e azioni o quote di società estere.


Lettere di compliance: come modificare la tua posizione

Come detto, se sei un contribuente che ha ricevuto una lettera di compliance, non restare fermo.

Non fare niente è sicuramente la scelta peggiore che hai a disposizione.

Se hai bisogno di un consulente a cui affidarti per analizzare la situazione ed individuare la soluzione migliore per te sono a disposizione.

Compilando il form che troverai al link seguente potrai richiedere direttamente la mia consulenza.

Riceverai un preventivo personalizzato e se lo accetterai analizzerò la situazione e ne discuteremo insieme in consulenza.

 

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