Notifiche di accertamenti fiscali: il recapito all’estero

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In questo articolo scoprirai come il trasferimento di residenza non ti salverà dalle notifiche di accertamenti fiscali. Avvisi di irregolarità e cartelle esattoriali relative ad annualità ancora accertabili possono esserti notificate. Se sei un soggetto fiscalmente residente all’estero potrai ricevere ancora atti impositivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agente della riscossione. Vediamo le regole di notifica.

Il trasferimento di residenza all’estero, molto spesso, viene utilizzato come strumento per cercare di eclissarsi dall’Amministrazione finanziaria italiana.

Soprattutto se il soggetto, magari, si è trovato con qualche situazione di debito fiscale pendente.

In questo contributo andrò ad analizzare il motivo per cui il trasferimento di residenza non è utile a salvarti se devi ricevere notifiche di:

  • Accertamenti fiscali;
  • Avvisi di irregolarità, o
  • Cartelle di pagamento.

Non sono poche le domande che mi arrivano su questo argomento.

Prendiamo ad esempio la domanda posta da un lettore per fornire una risposta che può essere applicabile in tutte le fattispecie simili.

Ecco la domanda:

Buongiorno, sono un cittadino italiano residente all’estero (Lussemburgo) da circa due anni sono regolarmente iscritto all’AIRE.

Ho saputo che l’Agenzia delle Entrate ha inviato qualche mese fa, a mio nome, una raccomandata presso il mio indirizzo di residenza estero. Raccomandata che per un errore di numero civico non è stata accettata.

Immagino si tratti di una comunicazione di irregolarità riguardante annualità precedenti che ho correttamente dichiarato in Italia. Mi chiedo come mai l’abbiano inviata al mio nuovo indirizzo. Visto che pensavo di non ricevere più questo tipo di comunicazioni da quanto mi sono trasferito all’estero. 

Quale risposta posso fornire a questo lettore?

E quale regola generale posso ricavare da questa situazione?

Vediamolo insieme di seguito.

Sei pronto? si comincia!


Notifiche di accertamenti fiscali: la residenza

Per rispondere concretamente alla domanda del lettore, occorre partire da una regola generale.

Mi riferisco alla disciplina sulla notifica di accertamenti o atti di pagamento per i soggetti non residenti. Tale disciplina è inserita all’interno del Codice di Procedura Civile.

L’articolo 142 del CPC, infatti, prevede le regole di notifica di atti impositivi a soggetti:

  • Non residenti;
  • Non dimoranti
  • E non domiciliati in Italia.

Definizione

Art. 142 c.p.c. Notifiche di accertamenti a persona non residente, ne’ dimorante, ne’ domiciliata nella Repubblica.

Salvo quanto disposto nel secondo comma, se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio o costituito un procuratore a norma dell’art. 77, l’atto è notificato mediante spedizione al destinatario. La spedizione avviene per mezzo della posta con raccomandata e mediante consegna di altra copia al Ministero degli affari esteri. per la consegna alla persona alla quale e’ diretta.

Una cartella di pagamento, così come un avviso di pagamento sono atti ricettizi: sono atti che producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono destinati (articolo 1334 del codice civile). nei modi previsti dalla normativa in materia di notifica.

Non essendoci stata una notifica dell’atto ai sensi dell’articolo 142 c.p.c., l’avviso di pagamento non esplica i tuoi effetti. né decorrono i termini per il pagamento o per il ricorso al giudice competente.

Invio tramite PEC

Stante quanto detto sopra, devi tenere in considerazione che le notifiche di accertamenti o di avvisi di pagamento di un cittadino italiano iscritto all’AIRE, devono essere poste in essere in un solo modo.

Ovvero, attraverso l’invio o la consegna della raccomandata nell’attuale Paese straniero di residenza.

Questo significa, che il trasferirsi in un Paese estero non funge in alcun modo da schermo contro le notifiche di accertamenti effettuate dall’Amministrazione finanziaria.

Le autorità fiscali di vari Paesi hanno iniziato a collaborare sempre più tra loro attraverso un’importante scambio di informazioni.

Per questo motivo, la notifica di atti in Paesi esteri non è più così difficile come poteva esserlo in passato.

Considerato anche che adesso la maggior parte delle notifiche avviene via Posta elettronica certificata (per i possessori di Partita IVA), le possibilità si sfuggire alla notifica sono davvero minime.

Indirizzo di residenza

Gli avvisi di accertamento e le cartelle di pagamento devono essere sempre recapitate all’indirizzo di residenza del contribuente.

Non importa ove sia ubicata la residenza di un soggetto, in Italia o in un Paese estero. La residenza è sempre il suo Domicilio Fiscale. Ovvero il luogo deputato a ricevere atti.

Per cui se sei residente all’estero le notifiche di accertamento ti verranno recapitate all’estero.

Se invece sei ufficialmente residente in Italia, ma vivi concretamente all’estero (non essendo iscritto all’AIRE), le cartelle di pagamento ti sono recapitate al tuo indirizzo in Italia.

Nulla vieta ad un organismo statale di inviare della corrispondenza ad una casella postale presente sul territorio di un altro Stato.

L’invio di corrispondenza in territorio straniero non è considerata una violazione della sovranità statale.

Si basti leggere questa nota relativa alla notifica all’estero delle cartelle di pagamento.

Questo però ci fa capire che In realtà la domanda del lettore è mal posta e cela un’altra preoccupazione.


Notifiche di accertamenti per residenti all’estero

Molto probabilmente la vera domanda che voleva porre il lettore, e che si cela dietro a quanto scritto, potrebbe essere la seguente:

Lo Stato in cui non sei più residente può condurti davanti a un tribunale se non paghi le imposte precedentemente maturate?

Ovvero se mi trasferisco all’estero posso non dover più pagare le imposte che ho già maturato in anni precedenti in Italia?

E’ questa la vera domanda del lettore.

Sono convinto, inoltre, che questo sia un pensiero a cui magari anche tu, hai pensato almeno una volta.

Chi non ha mai pensato ad un modo per evitare di vedersi notificare atti di imposizione?! Il problema è che il trasferimento di residenza all’estero non è una valida soluzione.

Anzi, è del tutto inefficace, e se hai effettuato il trasferimento all’estero per questo devi saperlo!

Trasferimento all’estero e accertamenti

E’ evidente, quindi, come per pudore il lettore non abbia voluto chiedere in modo esplicito qualcosa che ha un’intento elusivo.

E’ innegabile che soprattutto negli anni passati, molte persone si siano trasferite all’estero a scopo elusivo. Questo avviene quando lo scopo del trasferimento è palesemente quello di evitare di pagare le imposte maturate durante gli anni di residenza italiana.

Non lo posso negare, magari a qualcuno sarà anche andata bene.

Tuttavia, ti assicuro che negli ultimi anni le cose stanno cambiando.

Infatti, il trasferimento all’estero non costituisce affatto uno schermo utile a farti evitare le notifiche di accertamenti fiscali.

Quindi approfitto di questo articolo per fare un po’ di chiarezza sul concetto di trasferimento di residenza.


Notifica di accertamenti all’estero: le casistiche

Adesso voglio farti, capire il motivo per cui concretamente il trasferimento all’estero non ti rende immune da notifiche di accertamenti.

La notifica di un atto di accertamento tributario nei confronti di un contribuente trasferitosi all’estero:

  • Deve essere effettuata presso il Domicilio Fiscale Italiano. Questo se la notifica avviene entro i 60 giorni dall’iscrizione AIRE;
  • All’indirizzo di residenza estero, indicato al momento dell’iscrizione AIRE. Questo se la notifica avviene oltre i 60 giorni dall’iscrizione AIRE.

Inoltre, in caso di iscrizione AIRE da oltre 60 giorni per il perfezionamento della notifica deve farsi riferimento alle Convenzioni Internazionali.

In mancanza di convenzioni trova applicazione la procedura prevista dagli articoli 30 e 75 del DPR n 200/1967. La procedura prevede l’invio di due copie dell’atto, con traduzione se il destinatario è straniero, direttamente alle Rappresentanze diplomatiche-consolari territorialmente competenti.

In mancanza, e quindi in via residuale, alla procedura prevista dall’articolo 142, comma 1 del CPC. La procedura prevede la spedizione al destinatario a mezzo raccomandata. Conseguentemente copia viene consegnata al PM, il quale la invia al Ministero degli Affari Esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta.


Trasferimento all’estero come elusione fiscale

Il trasferimento all’estero non è più uno strumento utile per evitare il pagamento delle imposte già maturate in anni precedenti.

Il trasferimento di residenza non estingue le responsabilità legate al mancato pagamento delle imposte e delle tasse maturate e divenute definitive.

Ovviamente si tratta di tutte le imposte definitive precedenti al trasferimento di residenza.

Per esemplificare possiamo dire che tutto quello che viene prima del trasferimento rappresenta un debito certo.

Quindi di responsabilità del soggetto che lo ha maturato, anche se successivamente trasferito all’estero.

Cercare il trasferimento in uno Paese lontano, potrà anche essere una mossa utile ad evitare di essere rintracciato dall’Amministrazione finanziaria italiana.

Tuttavia è bene sottolineare che questo è un comportamento che viola la normativa fiscale italiana.

Non appena il soggetto metterà di nuovo piede in Italia il risultato ottenuto sarà l’opposto, ovvero, l’addebito di imposte sanzioni e interessi.

Inoltre, trasferirsi all’estero, nell’ambito di un Paese facente parte dell’Unione europea, non esclude di per sé la possibilità da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana di poter procedere ancora nei confronti del contribuente. Ai fini della riscossione dei tributi.


Notifica delle cartelle di pagamento

Quindi, se hai delle imposte pregresse non pagate e ti trasferisci all’estero, sicuramente ti verranno recapitate le cartelle di pagamento all’indirizzo estero.

Indirizzo che è quello che hai indicato nella tua iscrizione all’AIRE.

Le cartelle di pagamento destinate ai cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE devono essere trasmesse agli uffici locali dell’agenzia delle entrate territorialmente competente. Sulla base del domicilio fiscale del debitore.

Ovvero del luogo dove il soggetto ha prodotto il proprio reddito.

L’Agenzia delle Entrate avvia quindi una procedura di mutua assistenza tra paesi esteri in materia di notifiche affinché l’atto giunga al destinatario.

Ovviamente se sei all’estero l’Amministrazione finanziaria italiana può rifarsi sui tuoi beni presenti sul territorio italiano.

Ad ogni modo, sappi che andando via senza chiudere i debiti con lo Stato, non solo violeresti una legge italiana. Ma potresti trovare la Guardia di Finanza ad accoglierti a braccia aperte appena arrivi all’aeroporto.


Notifica di accertamento all’estero: consigli

Quindi, nel caso ricevessi delle cartelle di  pagamento, anche se ti sei trasferito all’estero, ti conviene rivolgerti a un esperto di mediazione del credito. Ovvero un soggetto che ti permetta di accendere un mutuo che ripaghi i debiti maturati.

Oppure, se ritieni di essere stato vittima di un errore, puoi rivolgerti ad un Commercialista o ad un Legale. Questo per instaurare un contenzioso con l’Amministrazione finanziaria, presentando ricorso.

Scelte diverse da queste possono portarti a violazioni norme che ti porteranno ad incorrere in ulteriori sanzioni a tuo carico.

Tuttavia, ciò non toglie che il trasferimento di residenza all’estero sia e resti un’idea intelligente per risparmiare sulla tassazione futura dei tuoi redditi.

30 COMMENTS

  1. La notifica ad un cittadino fiscalmente residente in Italia, ma anagraficamente all’estero (domicilio civilistico in Italia), dove viene effettuata?

  2. Salve
    Sono un cittadino italiano residente all’estero non iscritto Aire
    Ho lasciato l’italia 4 anni fa con dei conteziosi aperti col fisco.
    Quali sono le probabilità che il notificatore risalga al mio attuale indirizzo e riesca a notificare?

  3. Se lei non ha modificato l’indirizzo di residenza le notifiche continueranno ad avvenire in Italia. Trasferirsi all’estero, per di più senza iscrizione all’AIRE, non fa venir meno la notifica degli atti giudiziari. Se non può accettare le raccomandate per irreperibilità, le stesse saranno depositate presso la casa comunale, e se dopo 10 giorni non saranno ritirate, la notifica si considererà comunque compiuta. Quindi, come vede gli atti giudiziari continueranno tranquillamente ad essere notificati e ad essere efficaci anche in sua assenza.

  4. Chiarisco. Io sono iscritto all’AIRE, ma avendo il centro principale degli interessi economici e patrimoniali in Italia sono fiscalmente residente in Italia. Come faccio a farmi notificare eventuali atti al mio effettivo indirizzo estero e non in quello di residenza fiscale ?

  5. Ci sono delle imprecisioni in quello che afferma. Se lei dice di avere una residenza fiscale in Italia, le notifiche avvengono al suo indirizzo di residenza italiano. Se, invece, è iscritto all’AIRE, le notifiche arrivano all’indirizzo estero. Iscrizione all’AIRE e all’anagrafe della popolazione residente non possono esserci contemporaneamente.

  6. Io risiedo anagraficamente all’estero e sono iscritto aire.
    Vivo all’estero dei soli proventi da affitto di immobili in Italia. Dichiaro i redditi sia in Italia che all’estero, detraendo all’estero quanto pagato in Italia.
    Compilo il quadro residenti all’estero (sapendo di sbagliare) e per stare tranquillo anche il quadro RW. Dichiaro gli interessi sui depositi esteri e porto in detrazione l’imposta prelevata all’origine dalla banca straniera (26%).
    Mi potrebbero chiamare per questo dall’ade e chiedermi documenti. E vorrei ricevere la richiesta all’indirizzo corretto.

  7. L’indirizzo a cui riceverà la comunicazione di controllo è quello estero, e non quello italiano.

  8. Come funziona invece se si ha lasciato il paese senza essere a conoscenza di debiti e solo dopo vegnano inviate comunicazioni, ma erroneamente al precedente indirizzo italiano? Possiamo attendere che arrivi all’estero?

  9. La notifica italiana se effettuata corerrettamente è valida, dopo i giorni trascorsi in Casa comunale. Se nono si è effettuato un corretto trasferimento di residenza all’estero, la notifica all’estero non avverrà mai, e sarà valida la notifica italiana. Bisogna fare attenzione. Per maggiori info mi contatti al servizio di consulenza online.

  10. Scusatemi, ma tutto ciò è valido solo per un italiano, iscritto o no all’Aire.
    Per un cittadino straniero (anche se comunità europea) che torna al suo paese di origine, o altro stato europeo, che chiude tutte le residenze/domicilio in Italia, ho dei dubbi che l’AdE possa indagare in uno stato estero.
    O sbaglio?

  11. Le indicazioni sono valide per gli italiani che si trasferiscono all’estero. Un soggetto estero che chiude attività e residenza in Italia, è più difficile che venga seguito all’estero.

  12. Buongiorno…io risiedo regolarmente in Bulgaria ma in una zona dove non arriva il postino…che succede se non ricevo notifiche da equitalia? GRAZIE

  13. Passato un certo numero di giorni, se la notifica al domicilio non è possibile, c’è effissione nella casa comunale dell’ultimo domicilio italiano. Dopodiché l’atto si considera come notificato. Le consiglio, quindi, di verificare la sua posizione in Italia.

  14. Salve
    Ho delle notifiche da ritirare ma sono all’estero per lavoro e non posso tornare prima di 5 mesi ( Ho avuto le ferie a Natale)
    Cosa succederà

  15. Succederà che le comunicazioni che non arrivano con raccomandata saranno considerate notificate. Mentre le notifiche con raccomandata in caso di mancata accettazione passeranno alla casa comunicale e saranno considerate notificate.

  16. Ho ricevuto al mio indirizzo estero (sono cittadino italiano residente all’estero da molti anni) una cartella esattoriale relativa a un pagamento ICI 2010. La notificazione del mancato pagamento ICI non è mai stata notificata al mio indirizzo di residenza estero e quindi ritengo che il pagamento sia andato in prescrizione. Mi conviene ignorare la cartella esattoriale o chiederne lo sgravio? Grazie. Tommy

  17. posso notificare un pvc all’estero all’indirizzo pec comunicato alla camera di commercio italiana. la notifica è valida?

  18. Certamente, le notifiche di accertamenti avvengono via PEC per tutte le imprese, indipendentemente dalla residenza.

  19. buongiorno,

    sono un cittadino italiano residente estero dal dicenbre 2011 iscritto all’AIRE.

    Ho ricevuto in questi giorni(aprile 2018) una intimazione di pagamento dall’agenzia di riscossione relativo a contributi IVS del 2006 notificati con una cartella nel 2008 (sono dati riportati nell’intimazione)

    Non so se mi sono state inviate altre intimazioni in Italia fino al 2011 (anche se non iscritto all’AIRE ero quasi sempre all’estero per lavoro) mentre dove risiedo attualmente dal 2011 ad oggi non mi è mai stata recapitata alcuna intimazione:
    posso considerare prescritto il debito ? c’è una procedura da fare ?

    Grazie.

  20. Con queste informazioni è impossibile dire se il debito è prescritto o meno. Se ha ricevuto un sollecito significa che la comunicazione è stata notificata, bisogna capire quando e dove per capire se ci sono stati vizi. Se tutto invece è in regola il debito è valido ed esistente. Per maggiori info mi contatti per una consulenza.

  21. Buonasera
    Ho appena ricevuto un sollecito di pagamento, per una notifica del 2013 (Irpef 2008)
    Non ho ancora i dettagli (per cui non posso esprimermi sul contenuto della richiesta).
    Ma ho una domanda, sono iscritto all’AIRE dal 2011 in quanto lavoro per una multinazionale olandese da allora e vivo con la mia famiglia in Olanda da allora. Niente di esotico.
    Per quanto ne so , non ho mai ricevuto la notifica in Olanda.
    Ovviamente chiedero la copia della notifica 2013 per verificare l’indirizzo.
    Ma se come penso, la notifica e’ stata fatta, al vecchio indirizzo italiano, ho spazio per chiedere l’annullamento?
    Grazie e cordiali saluti

  22. La notifica dell’accertamento all’estero può avvenire soltanto se il contribuente trasferito comunica all’ultimo Comune italiano la propria residenza estera attraverso l’AIRE. Altrimenti resterà valido l’ultimo indirizzo di residenza italiano. Nel suo caso, a quanto afferma, potrebbero esserci gli estremi per un annullamento in autotutela.

  23. Buongiorno.
    Sono residente fiscalmente all’estero dal 2011 e regolarmente iscritto all’AIRE dal tale data. (Lavoro per una multinazionale olandese).
    Ho ricevuto un sollecito di pagamento per un errore nella dichiarazione 2008, ho chiesa copia della prima notifica e quest’ultima datata 2013 era stata mandata al mio vecchio indirizzo italiano.
    Ho presentato domanda di stralcio in autotutela in quanto ovviamente la notifica non e’ mai stata recapitata, allegando documento dell’anagrafe di TORINO che attesta il cambio di residenza nel 2011
    tuttavia la domanda e’ stata respinta in quanto l’agenzia delle entrate ha ricevuto il cambio indirizzo nel 2014 dal comune. Ma quest’ultima spiegazione non mi sembra legittima, cosa posso fare?
    grazie

  24. Buongiorno, sono un cittadino straniero (UE) che lavora regolarmente in Italia, avendo sempre avuto la residenza anagrafica all’estero. Mi è stato notificato un avviso di accertamento all’indirizzo del datore di lavoro. e’ valida la notifica? Grazie.

  25. La notifica è corretta, il suo domicilio fiscale è nel luogo in cui le viene erogato il reddito.

  26. Salve
    sono residente all’estero dal 2011 iscritto AIRE, vivo fra Italia e Spagna. Torno in Italia e mi ritrovo una raccomandata di Equitalia che mi ipoteca la casa e mi impone un fermo auto per cartelle non pagate questo nel 2015
    Nelle verifiche effettuate in seguito, loro mi dicono che hanno spedito una raccomandata al mio domicilio estero nel giugno 2014 ma che non ho mai visto e quindi nemmeno firmato, infatti nella cedola non c’e’ la mia firma ma solamente il timbro della posta spagnola con indicato -Termini Scaduti – e rimandata al mittente ovvero ad Equiltalia.
    Mi viene riferito che per loro una raccomandata spedita all’estero anche se non firmata, fa testo ugualmente ed e’ valida, facendo riferimento anche a sentenze della Cassazione.
    La cosa mi sembra molto strana e fuori da ogni logica comprensione.
    Per questo le chiedevo una sua opinione in merito.
    Grazie e distinti saluti
    Andrea

  27. Salve Andrea, l’agente della riscossione spedisce al suo domicilio fiscale, che dal 2011 è estero, per loro la consegna avviene nel momento in cui affidano l’invio alle poste. Quindi per loro la comunicazione è notificata. Questo in quanto anche in caso di mancato recapito, perché la comunicazione dopo una serie di giorni di giacenza è considerata notificata.

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