L’autotutela come strumento di difesa del contribuente

56
1255

Grazie all’istituto dell’Autotutela il contribuente può ottenere velocemente l’annullamento di un atto. Può trattarsi di un avviso di accertamento, una comunicazione di irregolarità o una cartella esattoriale. L’esercizio di questo diritto può essere espletato su qualsiasi atto emesso dall’Amministrazione finanziaria. L’Autotutela è uno strumento deflattivo del contenzioso tributario, e dovresti utilizzarlo sempre.

L’Autotutela è uno dei diritti messi a disposizione del contribuente quando si vede notificare un atto illegittimo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Un atto di accertamento o di constatazione, una comunicazione di irregolarità o una cartella esattoriale illegittimi devono essere annullati da parte dell’Amministrazione finanziaria. Quando questa non vi provvede autonomamente è compito del contribuente portare a conoscenza dell’errore l’ente che ha emesso l’atto.

Tutto questo avviene tramite l’esercizio del potere di Autotutela.

L’Autotutela è una istanza bonaria che il contribuente invia all’Amministrazione finanziaria per far valere un suo diritto. Questo consente di evitare il ricorso al giudice tributario. E’ per questo motivo che devi conoscere e saper utilizzare il potere di Autotutela.

In questa guida, infatti, ho intenzione di farti conoscere il potere di autotutela che puoi esercitare, spiegandoti i vantaggi che puoi ottenere. Inoltre ti spiegherò come poter redigere una istanza in Autotutela.

Non perderti questo contributo se ti hanno appena notificato un atto illegittimo.

Autotutela

[divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

IL POTERE DI AUTOTUTELA DEL CONTRIBUENTE

Voglio parlarti chiaro.

Ad oggi il potere di Autotutela è scarsamente utilizzato dai contribuenti.

Considera che molto spesso gli Uffici, quando riscontrano l’emissione di un atto palesemente errato consigliano al contribuente che la cosa migliore è fare il ricorso tributario. Lo consigliano come unica soluzione alternativa al pagamento delle somme richieste.

Niente di più sbagliato!

Il contribuente in questi casi è mal consigliato.

Gli Uffici molto spesso confidano nel fatto che per importi non rilevanti il contribuente preferirà sempre pagare piuttosto che iniziare un ricorso tributario, sicuramente lungo e costoso. Naturalmente questo è a loro stretto vantaggio.

Se sei in questa situazione devi sapere che prima di intentare il ricorso tributario hai a disposizione uno strumento gratuito per risolvere la questione in modo bonario. Mi riferisco all’istituto dell’Autotutela.

Posso assicurarti per mia esperienza personale che gli Uffici dell’Amministrazione Finanziaria su questo aspetto tendono ancora a fare orecchie da mercante.

In caso di errori cercano di tutelare al massimo la loro posizione. Magari confidando sul fatto che soltanto in casi di imposta richiesta di valore molto elevato il contribuente è disposto ad accollarsi gli oneri che un ricorso tributario comporta.

Per questo motivo è bene già arrivare preparati all’incontro con l’Ufficio, presentandosi già con in mano in istanza di riesame dell’atto in autotutela.

Naturalmente ti consiglio di fare questo assieme al tuo dottore Commercialista di fiducia.creazione-di-una-newsletter-step-by-step

Potere di autotutela: normativa

Laddove l’Amministrazione finanziaria prenda atto di aver commesso un errore nell’emissione di un documento, può correggerlo autonomamente.

Pensa al caso più frequente di avvisi bonari o di avvisi di accertamento per imposte dirette o indirette, con palesi errori di notifica o di prescrizione.

In questi casi l’Ufficio può autonomamente annullare il proprio operato e correggere l’errore riscontrato, senza necessità di attendere la decisione di un giudice. Questo potere di autocorrezione è disciplinato dal D.M. n. 37/1997.

L’atto illegittimo può essere annullato d’ufficio, in via autonoma, o su richiesta del contribuente.

La presentazione dell’istanza in Autotutela, tuttavia, non sospende i termini per la presentazione del ricorso dinanzi al giudice tributario. Questo poiché l’Autotutela è per l’Amministrazione una facoltà discrezionale.

L’annullamento dell’atto illegittimo comporta automaticamente anche quello degli atti ad esso consequenziali e l’obbligo di rimborso delle somme riscosse in forza dei medesimi.

In sostanza, quindi, quando ti trovi in una situazione di notifica di atto illegittimo puoi trasmettere all’Ufficio competente una semplice domanda in carta libera. Istanza contenente un’esposizione sintetica dei fatti e corredata dalla documentazione idonea a dimostrare le tesi sostenute.

Il tutto per ottenere l’annullamento dell’atto, evitando il ricorso al giudice tributario. Vantaggio sicuramente non trascurabile.

I casi più frequenti di autotutela

Al fine di farti comprendere meglio in quali fattispecie puoi utilizzare il potere di Autotutela di seguito troverai l’indicazione dei casi più frequenti in cui puoi utilizzarla.

In pratica, i casi più frequenti per i quali l’Amministrazione finanziaria si attiva per correggere un atto, attraverso la presentazione dell’istanza in autotutela si hanno quando l’illegittimità deriva principalmente da:

  • Errore di persona nella notifica dell’atto. Situazione, frequente quando un atto è notificato al soggetto A, ma è intestato al soggetto B;
  • Evidente errore logico o di calcolo nella pretesa impositiva. Situazione in cui la pretesa tributaria non è calcolata in modo corretto all’interno dell’atto;
  • Errore sul presupposto dell’imposta. Situazione in cui l’imposta viene applicata in base ad un presupposto, ad esempio il percepimento di redditi, quando invece tali redditi non sono mai stati percepiti;
  • Doppia imposizione dello stesso tributo. Ad esempio viene notificata due volta la cartella esattoriale per il pagamento di uno stesso tributo relativo allo stesso anno;
  • Mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti dal contribuente. Situazione molto frequente. Soprattutto quando il contribuente effettua pagamenti utilizzando il Ravvedimento Operoso;
  • Mancanza di documentazione successivamente presentata (non oltre i termini di decadenza);
  • Sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati;
  • Errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione finanziaria.

[divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

LA PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA IN AUTOTUTELA AGLI UFFICI FINANZIARI: PREDISPOSIZIONE DELL’ISTANZA

Con la richiesta di esercizio dell’Autotutela, il contribuente può chiedere all’Ufficio di riesaminare un atto che deve essere corretto o annullato.

La richiesta del contribuente può essere fatta in carta libera, da presentare direttamente all’ufficio o da spedire a mezzo raccomandata A.R., o via email, seguendo le istruzioni riportate nell’atto notificato.

Il contribuente può anche usare il modello di Istanza in Autotutela reso disponibile dall’agenzia delle Entrate dal 22 ottobre 2012.

L’istituto dell’Autotutela consente all’amministrazione finanziaria, anche in pendenza di giudizio o nei casi in cui le pretese di recupero sono ormai definitive e non più impugnabili, di annullare i propri atti illegittimi.

In Autotutela, nel rispetto dei cittadini, gli atti sbagliati si possono annullare sempre, senza limiti di tempo. Sbagliare in materia fiscale è la cosa più facile che possa capitare. Però, non tutti sono pronti a riconoscere l’errore.

Istanza in Autotutela: a chi indirizzare l’atto?

L’atto di Autotutela deve essere emesso nei confronti dell’Ente che ha emesso la comunicazione per la quale si vuole ottenere un annullamento totale o parziale.

Nel caso, ad esempio, di autotutela per la notifica di una cartella esattoriale, la richiesta di annullamento va indirizzata:

  • Direttamente all’Agente della riscossione – nel caso in cui si voglia contestare esclusivamente la legittimità della cartella esattoriale emessa. Classico caso può essere quello della mancata firma del responsabile, per un vizio di notifica, o per iscrizione ipotecaria per un credito inferiore ad €. 8.000,00;
  • All’Ente titolare della pretesa impositiva – in tutti i casi in cui non si contesti la cartella esattoriale ma il contenuto della pretesa impositiva l’istanza di autotutela deve essere intestata all’Ente che ha emesso il documento che ha poi dato al concessionario l’incarico di riscuoterlo. Ad esempio se la cartella esattoriale deriva da un atto emesso dall’Agenzia delle Entrate, dal Comune, o dall’INPS, sarà nei confronti di uno di questi Enti che il contribuente dovrà indirizzare la propria istanza. Per esempio nel caso di avviso di accertamento per l’IRPEF la richiesta sarà indirizzata all’Agenzia delle Entrate, in caso di avvisi di accertamento per IMU, la richiesta andrà indirizzata direttamente al Comune. In questi casi è sempre opportuno mettere l’Agente della riscossione a conoscenza dell’istanza di autotutela presentata, spedendogli una copia della stesa.

Infine, nel caso, invece, di contravvenzioni per violazioni del codice della strada, la richiesta va inoltrata anche alla Prefettura competente.

Appare utile ricordare che, qualora ci si rivolga ad un Ufficio sbagliato (per esempio al Concessionario della riscossione quando questi non è competente) esso deve “far da tramite” inoltrando l’istanza all’Ufficio giusto.

Cosa riportare nell’istanza in Autotutela?

L’istanza in Autotutela da parte del contribuente deve indicare al suo interno alcuni elementi essenziali al fine di ottenere l’effetto sperato nei confronti dell’Ufficio.

In particolare l’istanza deve riportare indicato:

  • L’atto di cui viene chiesto l’annullamento (totale o parziale). Di solito si riporta la data di emissione dell’atto, quella di notifica e il numero di protocollo identificativo dello stesso;
  • I motivi per cui si ritiene tale atto illegittimo e quindi annullabile. Tali motivazioni, per potere essere effettivamente prese in considerazione dall’Ufficio, devono essere opportunamente corredata da documenti giustificativi. Ad esempio, se si ritiene che un atto è dovuto solo parzialmente si dovranno allegare le quietanze degli avvenuti pagamenti. Se si ritiene che un atto sia stato notificato in ritardo rispetto ai termini ultimi di accertamento si dovrà allegare la notifica della raccomandata. Ecco che allora in sede di difesa potranno contestarsi, nel caso:
    • L’emissione di un nuovo atto sostitutivo di quello originario, ma nel quale siano state inserite modifiche sostanziali e/o vi sia una diversa valutazione del medesimo materiale probatorio;
    • L’integrazione di accertamento attraverso un secondo atto che non si fondi su elementi nuovi o non conosciuti/conoscibili al momento del precedente accertamento;
    • L’illegittima riapertura dei termini per l’accertamento tramite tali atti sostitutivi o integrativi.

Possibili esiti dell’istanza di Autotutela

Dopo aver esaminato l’istanza e l’atto contestato, l’Ufficio dovrebbe comunicare al contribuente la propria decisione di accoglimento o di rigetto dell’istanza di Autotutela presentata.

Tuttavia, non sempre ciò avviene e spesso gli Enti non forniscono alcun riscontro al contribuente.

Attenzione, in quanto, in tali casi il silenzio non può essere considerato come assenso all’istanza presentata.

Inoltre, come già detto, la presentazione dell’istanza non interrompe i termini utili per la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria competente.

Per cui, è bene ricordare che l’atto resta ancora valido in assenza di un espresso annullamento e se siamo vicini alla scadenza dei termini per la proposizione del ricorso è bene affrettarsi al presentarlo.

Se la comunicazione di accoglimento dell’istanza di autotutela dovesse pervenire dopo aver presentato il ricorso, non vi sono problemi, in quanto sarà cessata la materia del contendere e con essa anche il ricorso.

In questo caso, quando il contribuente ottiene l’annullamento dell’atto impositivo ha diritto di ottenere il rimborso delle somme eventualmente già versate.

Autotutela prima del ricorso

Contro l’atto impositivo viziato da errori, dunque, il contribuente può proporre sia l’istanza in autotutela all’Amministrazione finanziaria, che il ricorso tributario al giudice competente.

Si tratta, però, di due procedimenti sostanzialmente diversi:

  • L’autotutela­­ è più celere, economica, può essere fatta direttamente dall’interessato e non richiede formule particolari. Viene presentata allo stesso organo che ha emanato l’atto viziato e che, pertanto, potrebbe non essere imparziale (nella maggior parte dei casi concreti è così). Certamente, quindi, esso tenderà a confermare la legittimità dei propri atti, salvo il caso di errori palesi ed incontestabili. L’autotutela è quindi opportuna nel caso di vizi palesi dell’atto, quali ad esempio il pagamento già avvenuto;
  • Il ricorso al giudice, invece, per quanto costoso (è necessario l’intervento di un avvocato, o di un dottore commercialista) e più lungo, apre un contraddittorio davanti a un giudice che è terzo e imparziale. In teoria nulla vieta di presentare contemporaneamente sia il ricorso in autotutela, sia quello in tribunale. Anche per via della più celere definizione del primo, il cittadino può sempre rinunciare alla causa in un secondo momento. Inoltre, la presentazione preventiva dell’istanza di autotutela consente al contribuente di poter fornire prova di aver voluto evitare il contenzioso, dimostrando che lo stesso è stato generato dall’eccessiva inerzia dell’Ufficio nel fornire una risposta all’autotutela presentata.

[divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

ISTANZA IN AUTOTUTELA: CONSULENZA

Se hai letto questo articolo significa che molto probabilmente stai pensando di redigere una istanza in autotutela.

Per questo se hai un dubbio, oppure se vuoi spiegarmi la tua situazione per capire se possiamo presentare per te un’istanza di autotutela agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, contattami!

Sarò a vostra disposizione per una consulenza personalizzata. Potrai spiegarmi il tuo caso e ti spiegherò se ci sono gli estremi per agire con una istanza in autotutela. Nel caso potrai redigerla e seguire la pratica da solo. Oppure, se preferisci potremo pensare noi a tutto quanto.

Non aspettare, compila adesso il form di contatto seguente. Sarai ricontattato nel più breve tempo.

[contact-form-7 404 "Not Found"]
 

56 COMMENTS

  1. L’autotutela può essere sempre presentata ma credo che l’atto sia ormai già passato all’Agente della riscossione. A mio avviso adesso si può fare ben poco. Per fare valere i suoi diritti avrebbe dovuto presentare ricorso.

     
  2. Buongiorno,
    Ho ricevuto due settimane fa una riliquidazione del credito irpef risultante dalla dichiarazione 2016 (redditi 2015) con la quale è stata negata la deduzione per assegni alimentari ai figli disposta dal giudice ordinario (non in costanza di matrimonio). Tale facoltà sembrava essere legittima dopo avere consultato commercialista e pubblicazioni fiscali (era il primo anno che le riportavo in dichiarazione e mi era stato detto che non senza divorzio tali importi sono deducibili in esito a sentenza Cassazione).
    E’ consigliabile presentare istanza autotutela e contestuale reclamo/mediazione?
    Grazie in anticipo

     
  3. Certamente, presenti prima istanza di autotutela e poi entro la scadenza inizi a predisporre l’istanza di reclamo/mediazione.

     
  4. Buongiorno, sono una insegnante precaria e quindi, alla fine di giugno, il mio contratto scade. Negli anni, ho sempre presentato domanda di Naspi (o quello che c’era al tempo) per poi revocarla alla riassunzione. Nel 2016 ho tardato nella revoca e l’INPS mi ha chiesto indietro una somma che ho prontamente pagato. Purtroppo tale somma mi è stata di nuovo detratta dall’indennità di disoccupazione spettante nel 2017. Ho proposto ricorso in autotutela (secondo la circolare 146 del 15/12/06) il 12/10/17 ma, ad oggi, non ho avuto risposta. Entro quanto tempo deve o dovrebbe rispondere l’INPS? Entro quale data dovrò proporre ricorso in tribunale e di quale tipologia di ricorso si tratta? (amministrativo? tributario? previdenziale?).
    Può essere adito il giudice di pace, con minori spese?
    Grazie per la cortesia.
    Cordiali saluti.

     
  5. Salve Alessia, senza vedere i documenti non è possibile rispondere. Posso consigliarle di andare all’Inps al più presto.

     
  6. Buonasera, ho un’attività di bar e una tabaccheria. l’attività di bar viene esercitata da una s.n.c. di cui possiedo il 50% mentre la tabaccheria è svolta in forma di ditta individuale. In data 13/11/2017 ho ricevuto un avviso di accertamento ove l’Agenzia delle Entrate mi contesta (alla d.i.) maggiori redditi per € 40.000 disconoscendomi i costi relativi alla locazione che la tabaccheria paga al bar per l’uso dei locali. Nella rideterminazione del mio reddito personale pertanto mi viene contestato un maggior reddito derivante dall’attività di tabaccheria ma nel contempo non mi viene riconosciuto un minor reddito di partecipazione alla s.n.c.. Il quesito che volevo porvi è questo: avendomi notificato l’atto in data 13/11/2017 l’A.E. non sta violando il mio diritto all’autotutela?? Avendo 60 gg. il termine sarebbe il 12/01/2018 ma a quella data l’annualità 2012 sarebbe prescritta. Vi ringrazio anticipatamente.

     
  7. L’atto è stato notificato nei termini, quindi, la prescrizione è superata. Le consiglio di affidarsi ad un Commercialsita esperto per capire come muoversi in questa situazione.

     
  8. Salve, ho ricevuto due accertamenti a breve distanza l’uno dall’altro dal Comune di residenza. Uno riguarda una Ici del 2011 non pagata, inviato a mezzo poste private, che hanno restituito il plico all’Ente in Dicembre 2016, asserendo che l’indirizzo fosse sconosciuto. A seguito di ciò il Comune ha inviato una lettera ordinaria, nel decorso anno, invitandomi a ritirare tale accertamento, cosa che ho fatto ai primi del mese in corso. L’altro atto, concernente una IMU 2012, pagata parzialmente, arrivato tramite PPTT sempre ai primi del mese in corso , e quindi anche questa soggetta a prescrizione. Per ambedue i pagamenti ho proposto separate istanze in autotutela. Mi sono accorto, però, di aver citato un articolo di legge ( il 137 del c.p.c.) che non c’entra affatto ai fini della difesa. La domanda è: può tale errore inficiare la regolarità dell’ autotutela e di un eventuale ricorso alla Comm.ne Tributaria, o è del tutto ininfluente ? Posso invocare la prescrizione dei termini per la notifica tardiva in ambedue i casi? So che vi sono alcune sentenze contrastanti tra loro in materia di decorrenza di termini. Grazie

     
  9. Non sarà un articolo non corretto ad inficiare, eventualmente l’autotutela. Per quanto riguarda la prescrizione bisogna vedere perché per il comune l’atto è consegnato nei termini, poi il fatto che le poste abbiano sbagliato non è fatto imputabile al comune.

     
  10. Buonasera, a me e capitata una cosa un po’ strana perché in sede di autotutela il comune mi ha dato ragione mentre nella successiva riposta alla istanza di mediazione propedeutica al ricorso il Comune mi ha dato torto proponendomi comunque un accordo. Mi domando se conviene non rispondere alla mediazione e e fare cadere il ricorso essendo secondo me cessata la materia del contendere oppure rispondere comunque alla mediazione facendo presente che in autotutela con provvedimento di data anteriore e stata già accolta la mia domanda ed quindi cessata la materia del contendere.

     
  11. Se c’è stata chiusura in autotutela, perché si è andati avanti nella mediazione?! A questo punto se non si chiude la questione nella mediazione si dovrà presentare ricorso. Ormai, in fase di mediazione, non si può fare riferimento all’autotutela. Comunque, per capire meglio bisogna analizzare la situazione in dettaglio.

     
  12. Salve,
    Ho ricevuto una cartella esattoriale da parte di Serit pur vivendo all’estero (Germania). Ritengo che alcune richieste di pagamento siano cadute in prescrizione come ad esempio un presunto bollo in data 2010. Come posso fare a far ricorso? Autotutela? Come muovermi? Grazie

     
  13. Mi contatti in privato per una consulenza, posso analizzare la situazione ed indicarle come muoversi al meglio.

     
  14. Salve, ho ricevuto una cartella per un ricorso non accolto ad una multa presa nel 2013 per infrazione al Cds. Purtroppo la cartella mi è stata notificata tramite pec e quando l’ho vista erano da poco scaduti i 60 gg per la presentazione di qualunque ricorso….
    Io non ho ricevuto alcuna notifica per il rigetto del ricorso. Ho chiesto di verificare alla prefettura interessata ed effettivamente la comunicazione del rigetto era stata mandata solo tramite per al mio avvocato che era stato delegato a presentare ricorso. Nella delega però non avevo a suo tempo eletto domicilio presso l’avvocato, e questa cosa è stata verificata anche dalla prefettura.
    Mi è stato chiesto quindi di inviare loro un’stanza di autotutela dicendomi che avrebbero provveduto ad annullare la richiesta.
    Invece mi hanno respinto l’istanza con la motivazione che erano scaduti i termini per l’impugnazione della cartella.
    Non mi sembra regolare.
    Io posso andare in autotutela con l’ente creditore per chiedere, con evidente ragione, di annullare la cartella anche fuori dai 60 giorni, conferma?
    Come posso contattarla in privato?

    Ringrazio

     
  15. L’autotutela può essere sempre presentata, ma non è detto che sarà accolta. Può contattarmi tramite il form di contatto presente nella pagina di descrizione.

     
  16. Buongiorno,l’agenzia delle entrate mi ha recapitato un accertamento con raccomandata semplice di un debito che ho nei loro confronti per delle cartelle esattoriali. Tali cartelle sono ormai prescritte,posso io fare le domande di cancellazione del debito prima di un ulteriore loro atto di notifica?

     
  17. Se le cartelle sono prescritte può farlo, ma deve fare attenzione perché l’accettazione di quell’atto di per se interrompe la prescrizione.

     
  18. AdE mi ha notificato una cartella per tassazione separata IFR erogato da INPS (F.di Garanzia e Tesoreria) nel 2014. Non trovando corretto l’imponibile ho presentato istanza in autotutela allegando i documenti comprovanti le somme percepite. Mi sto accorgendo però ora (non senza difficoltà a comprendere i calcoli) che l’errore sembra dovuto ad INPS che nel calcolo del saldo TFR ha trattenuto due volte, sia dal F.do Garanzia che dal F.do Tesoreria) un anticipo di 3000 euro erogato nel 2013. Per cui la cartella AdE sarebbe corretta ma INPS deve integrarmi i 3000 euro indebitamente trattenuti.
    Cosa posso fare? Lascio che AdE mi dia risposta? E verso INPS come devo comportarmi oltre che chiedere i necessari chiarimenti allo sportello?

     
  19. Seguito mio precedente commento od.: L’INPS ha trattenuto due volte l’anticipo di 3000 euro ma nel 770 (anzi sembrano emessi tre successivi 770 integrativi) avrebbe dichiarato l’importo lordo dovuto ma senza tener conto
    del doppio anticipo trattenutomi. Quindi avrebbe dichiarato un importo ma ne ha liquidato un altro.

     
  20. Se l’errore è dell’Inps deve procedere con questo ente per ottenere una risposta. L’AdE in questo caso, a quanto scrive, non c’entra per ottenere riscontro.

     
  21. In caso di rettifica parziale di un avviso di accertamento a seguito di autotutela, non ripartono i 60 gg per procedere al pagamento?

    Gli importi dovuti sono stati rettificati e invece che pagare entro il 20/05 abbiamo pagato entro il 16/07 (60 gg dopo la data di ricezione del nuovo accertamento parziale.

    Ora ci hanno mandato una richiesta di sanzioni per superamento dei 60 gg.

    E’ corretto?

     
  22. I termini ripartono soltanto se l’atto di partenza viene riemesso dagli uffici. Soltanto in questo caso i termini ripartono. Per capire se ha agito correttamente deve verificare questo.

     
  23. Mi è stato notificato un accertamento di unico 2012 il 01/09/18 presentato il 24/09/18 il riesame parziale in autotutela, rinotificato dall’ente il 17/10/18 , ho chiesto in data 09/11/18 il rateizzo , mi hanno risposto che sono trascorsi i termini poichè il versamento della 1 rata andava versato entro il 01/11/2018 (termine dei 60 giorni della prima notifica).
    Mi chiedo i 60 giorni non partono dalla seconda e definitiva notifica del 17/10/18?

     
  24. Bisogna capire se è stato emesso un nuovo accertamento o se è stato modificato il precedente, nel caso l’atto rimane quello originario.

     
  25. L’ avviso di accertamento ultimo è diverso dal primo notificato il 01/09/18 per cui credo che i termini partono dal secondo?

     

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.