Premi di Risultato: tassazione agevolata

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Tassazione agevolata dei premi di risultato. Indicazione dei Premi di Risultato in Dichiarazione dei redditi. I premi in denaro, a scelta del lavoratore, possono essere convertiti in benefit che, a particolari condizioni, non sono soggetti a tassazione.

I Premi di Risultato dei lavoratori dipendenti sono soggetti ordinariamente ad una tassazione sostitutiva agevolata del 10%.

Questa è la regola generale di tassazione. Tuttavia, parte del compenso in denaro può essere sostituito da un benefit, esentasse.

In sostanza il lavoratore ha la facoltà di convertire il premio in denaro in benefit, come buoni pasto e ticket restaurant, opere e servizi, anche di istruzioni, assistenza a familiari, etc.

Dopo aver analizzato la disciplina dei Premi di Risultato vedremo le principali prestazioni di welfare aziendale potenzialmente fruibili in alternativa al Premio di Risultato. Infine, vedremo la corretta compilazione del quadro C del modello 730.

Cominciamo!

Premi di risultato
Premi di risultato

TASSAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO DEI LAVORATORI DIPENDENTI


La detassazione dei Premi di Risultato riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato. In particolare i titolari di contratto di lavoro subordinato:

  • a tempo determinato o
  • a tempo indeterminato

che nel periodo di imposta hanno percepito compensi per premi di risultato e che hanno percepito redditi da lavoro dipendente non superiori a € 80.000.

La norma prevede che le retribuzioni premiali siano erogate:

  • Sotto forma di compensi per premi di risultato o di partecipazione agli utili dell’impresa e in tal caso sono assoggettate ad un’imposta sostitutiva del 10%;
  • A richiesta del lavoratore e purché previsto dalla contrattazione di secondo livello, sotto forma di benefit. Sono tali le prestazioni, opere, servizi corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese aventi finalità di rilevanza sociale. I benefit non sono assoggettati ad alcuna imposizione entro i limiti dell’importo del premio agevolabile;
  • A scelta del lavoratore, sotto forma di auto aziendali, prestiti, alloggio fabbricati concessi in uso o comodato o servizi di trasporto ferroviario di persone. Il valore di tali benefit, determinato ai sensi dell’articolo 51, comma 4, TUIR, è assoggettato a imposizione ordinaria, non è possibile assoggettarli a tassazione sostitutiva.

Sono però, previsti alcuni limiti: infatti, l’importo del premio assoggettabile ad imposta sostitutiva è fissato in:

  • 3.000 in linea generale;
  • 4.000, in caso di premio erogato da aziende che adottano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Questo per contratti stipulati fino al 24 aprile 2017.

APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA SOSTITUTIVA

L’imposta sostitutiva del 10% sui Premi di Risultato è applicata direttamente dal datore di lavoro.

Il datore che funge da sostituto d’imposta trattiene la ritenuta direttamente in busta paga e certifica l’importo nella Certificazione Unica.

Il datore di lavoro compila i:

  • punti 572 e/o 582 rubricati “Premi di Risultato assoggettati ad imposta sostitutiva“, ed i
  • punti 576 e/o 586Imposta sostitutiva” o 577 e/o 587Imposta sostitutiva sospesa

Può esserci la non applicazione della tassazione nei casi di rinuncia scritta da parte del lavoratore. Oppure, perché il datore di lavoro ha verificato la convenienza per la tassazione ordinaria per il lavoratore. Nel caso sono compilati i punti 578 e/o 588 della CU.

Le casistiche che si possono verificare sono le seguenti.

LAVORATORE CON PIU’ CU NON CONGUAGLIATE

Una situazione che può verificarsi è che il datore di lavoro sia in possesso di più modelli di Certificazione Unica non conguagliati. Oppure alcune CU conguagliate ed altre non conguagliate.

In questa fattispecie la conseguenza che si potrebbe verificare è quella di aver fruito della tassazione agevolata su un ammontare di compensi superiore al limite.

Al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi è necessario conguagliare gli importi presenti nelle varie Certificazioni Uniche. In questo modo è possibile assoggettare a tassazione ordinari a IRPEF l’ammontare dei compensi percepiti che eccede il limite dei € 3.000.

MODIFICA DELLA TASSAZIONE DEI PREMI DI RISULTATO

Altra ipotesi è quella della necessita di modificare la tassazione dei Premi di Risultato.

Può essere il caso di un contribuente che ha percepito compensi da uno o più datori di lavoro e, quindi, in possesso di più CU dove sono compilati i punti da 571 a 589. Nelle CU i datori di lavoro hanno assoggettato questi compensi a tassazione agevolata in mancanza dei requisiti previsti.

Classico caso è quello del lavoratore che con diverse CU ha superato la soglia di € 80.000 di lavoro dipendente. Pertanto, non è nelle condizioni di fruire della tassazione agevolata dei Premi di Risultato.

In questa fattispecie il lavoratore è tenuto, in dichiarazione, ad assoggettare a tassazione ordinaria i compensi ricevuti.

TASSAZIONE

Il contribuente può avere interesse ad assoggettare:

  • A tassazione ordinaria i compensi percepiti per premi di risultato ai quali il datore di lavoro ha applicato l’imposta sostitutiva (punti 572, 576, 582 e 586 della Certificazione Unica). In tal caso concorrono alla formazione del reddito complessivo i suddetti compensi considerando le imposte sostitutive trattenute quali ritenute IRPEF a titolo d’acconto;
  • A tassazione sostitutiva i compensi percepiti per premi di risultato che il datore di lavoro ha assoggettato a tassazione ordinaria (punto 578 e/o 588 della Certificazione Unica). E’ necessario aver percepito un reddito di lavoro dipendente non superiore a € 80.000. Tali compensi non vanno compresi nel reddito complessivo (entro il limite massimo di € 3.000) sui quali si calcola l’imposta sostitutiva del 10%.

In ogni caso, si deve tenere presente che, le somme percepite per premi di risultato vanno obbligatoriamente inserite nel rigo C4 del modello 730.

Questo, in quanto tale informazione consente la corretta determinazione del bonus IRPEF di cui al rigo C14.

PREMI DI RISULTATO NEL RIGO C4 DEL MODELLO 730

Nel modello 730, è previsto, nel quadro C (redditi di lavoro dipendente e assimilati) il rigo C4 che deve essere compilato per indicare l’agevolazione.

In merito alle modalità di compilazione del rigo C4 occorre seguire le seguenti istruzioni:

COLONNE DEL RIGO C4

COLONNA 1 DEL RIGO C4COMPILAZIONE
1 (Tipologia limite)Indicare il codice risultante dal punto 571 (o 581) della CU. Nella CU è riportato uno dei seguenti codici:
codice 1 se il limite dell’importo dei premi di risultato da assoggettare a tassazione è pari a € 3.000;
codice 2 se il limite dell’importo dei premi di risultato da assoggettare ad agevolazione è pari a € 4.000 per contratti collettivi aziendali stipulati fino al 24 aprile 2017.
2 (Somme tassazione ordinaria)Importo risultante dal punto 578 (o 588) della CU
3 (Somme imposta sostitutiva)Importo risultante dal punto 572 (o 582) della CU
4 (Ritenute imposta sostitutiva)Importo risultante dal punto 576 (o 586) della CU
5 (Benefit)Importo risultante dal punto 573 (o 583) della CU
6 (Benefit a tassazione ordinaria)Importo risultante dal punto 579 (e/o 589) della CU
7 (Tassazione ordinaria) e 8 (Tassazione sostitutiva)Colonne fra loro alternative. Non è possibile barrarle entrambe.

Conferma della tassazione operata dal datore:
– Colonna 7: barrare se nella CU è compilato il punto 578 e/o 588. Si conferma la tassazione ordinaria delle somme percepite per premi di risultato;
– Colonna 8: barrare se nella CU è compilato il punto 572 e/o 582. Pertanto, si conferma la tassazione con imposta sostitutiva delle somme percepite per premi di risultato.

Modifica della tassazione del datore:
– Colonna 7: barrare se nella CU è compilato il punto 572 e/o 582. Pertanto, si sceglie la tassazione ordinaria delle somme che il datore di lavoro ha assoggettato ad imposta sostitutiva;
– Colonna 8: barrare se nella CU è compilato il punto 578 e/o 588. Si assoggetta ad imposta sostitutiva le somme percepite che il datore ha assoggettato a tassazione ordinaria.
9 (Assenza dei requisiti)Va barrata se si intende modificare la tassazione agevolata operata dal datore di lavoro.

PREMI DI RISULTATO E BENEFIT ESENTI DA TASSAZIONE


Come anticipato, il lavoratore ha la possibilità di convertire il premio in denaro in una serie di servizi sociali.

In questo caso il valore dei servizi non deve essere computato ai fini dell’imposta sostitutiva del 10%.

In particolare, le somme ed i valori di cui all’articolo 51, comma 2, TUIR non concorrono, nel rispetto dei limiti ivi indicati, a formare il reddito di lavoro dipendente e non sono soggetti all’imposta sostitutiva (10%).

Questo anche nel caso in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme detassate.

Tuttavia, tali somme e valori, se versati in sostituzione dei premi di risultato, concorrono alla formazione del limite di € 3.000,00 unitamente agli importi percepiti in denaro per premi di risultato.

Le principali prestazioni di welfare aziendale potenzialmente fruibili in alternativa al premio di rendimento sono analizzate nei paragrafi che seguono.

BUONI PASTO O TICKET RESTAURANT

Tra le prestazioni di welfare aziendale che rientrano nel comma 2, art. 51, TUIR si segnalano i buoni pasto o ticket restaurant (lett. c).

Tali servizi sostitutivi di mensa, laddove l’accordo di secondo livello lo preveda, possono essere fruiti dai lavoratori in sostituzione di un premio di risultato detassabile. Fermo restando che gli stessi possono
essere utilizzati durante la giornata lavorativa (anche se domenicale o festiva), esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto.

In caso di conversione del premio con buoni pasto o ticket restaurant, questi ultimi non scontano alcuna tassazione nei limiti previsti dall’articolo 51, comma 2, lettera c), TUIR.

Pertanto, il relativo valore non concorre alla formazione del reddito nel limite giornaliero di:

  • € 5,29, per i buoni pasto cartacei;
  • € 7, per i ticket elettronici.

OPERE E SERVIZI

Secondo quanto previsto dall’articolo 51 comma 2, lettera f), TUIR, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente:

“l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell’articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell’articolo 100”

Si tratta, in particolare, delle spese sostenute per finalità di:

  • Educazione;
  • Istruzione;
  • Ricreazione;
  • Assistenza sociale e sanitaria;
  • Culto.

Le opere ed i servizi contemplati dalla norma possono essere messi a disposizione direttamente dal datore di lavoro o, come chiarito con Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 34/2004 per il servizio di
check-up medico, da parte di strutture esterne all’azienda ma a condizione che il dipendente resti estraneo al rapporto economico che intercorre tra l’azienda e il terzo erogatore del servizio.

SOMME, PRESTAZIONI E SERVIZI DI EDUCAZIONE E ISTRUZIONE

La lettera f-bis) dispone che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente:

“le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di
mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari”

Data l’ampia formulazione della lettera f-bis), sono riconducibili alla norma:

  • Le somme (pertanto i contributi versati dal datore di lavoro per rimborsare al lavoratore le spese sostenute) nonché
  • I servizi e le prestazioni (messi a disposizione direttamente dal datore di lavoro o tramite terzi), erogati alla generalità dei lavoratori o a categorie di dipendenti:
  • Per la fruizione, da parte dei familiari,
    • dei servizi di istruzione ed educazione, ivi compresi asili nido e scuole materne;
    • dei servizi integrativi e di mensa ad essi connessi (ivi compresi il servizio di trasporto scolastico, il rimborso di somme destinate alle gite didattiche, alle visite d’istruzione ed alle altre iniziative incluse nei piani di offerta formativa scolastica nonché l’offerta – anche sotto forma di rimborso spese – di servizi di baby-sitting);
  • Per la frequenza, da parte dei familiari, di centri estivi e invernali e ludoteche;
  • Sotto forma di borse di studio a favore dei familiari (assegni, premi di merito e sussidi per fini di studio nonché contributi per rimborsare le spese sostenute per le rette scolastiche, tasse universitarie, libri di testo scolastici oltre che incentivi economici agli studenti che conseguono livelli di eccellenza nell’ambito scolastico).

SOMME E PRESTAZIONI PER SERVIZI DI ASSISTENZA AI FAMILIARI

La lettera f-ter) dispone la non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente delle:

“somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti
indicati nell’articolo 12”

La norma, nell’intento di conciliare le esigenze della vita familiare del dipendente con quelle lavorative, consente di detassare le prestazioni di assistenza per i familiari anziani o non autosufficienti erogate anche sotto forma di somme a titolo di rimborso spese.

CONTRIBUTI E PREMI PER RISCHIO NON AUTOSUFFICIENZA

La lettera f-quater, comma 2, articolo 51 del TUIR, introdotta dalla Legge di Stabilità 2017, dispone la non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente per:

“i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana […] o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie”

PREVIDENZA COMPLEMENTARE, ASSISTENZA SANITARIA, AZIONI

Secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 184-bis, Legge n. 208/2015 concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, né sono soggetti all’imposta sostitutiva del 10%:

  • I contributi:
    • Versati alle forme pensionistiche complementari di cui al D.Lgs n. 252/2005,
    • Di assistenza sanitaria di cui alla lettera a), comma 2, articolo 51, TUIR;
  • Il valore delle azioni di cui alla lettera g), comma 2, articolo 51, TUIR ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, del premio di risultato e della partecipazione agli utili, anche se di importo eccedente i limiti di esenzione fissati dalle relative disposizioni, ossia:
    • 5.164,57 € per i contributi alle forme pensionistiche complementari;
    • 3.615,20 € per i contributi all’assistenza sanitaria integrativa;
    • 2.065,83 € per l’azionariato diffuso.

Ciò implica che i limiti “ordinari” sopra indicati, nell’ipotesi di fruizione in sostituzione del premio, aumentano in funzione dell’ammontare del premio convertito e, comunque, nel limite massimo di € 3.000.

In altri termini, nell’ipotesi considerata:

  • Per i contributi alla previdenza complementare, il limite massimo deducibile può arrivare potenzialmente a € 8.164,57;
  • Per i contributi all’assistenza sanitaria integrativa, il limite massimo da rendere esente può arrivare potenzialmente a € 6.615,20;
  • Infine, per l’azionariato diffuso, il limite massimo da rendere esente può arrivare potenzialmente a € 5.065,83

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