Quadro NR del modello Redditi per l’opzione dei neo residenti

0
180
 

Quadro NR del modello Redditi Persone Fisiche per esercitare l’opzione per l’applicazione del regime fiscale dei soggetti ad alto reddito che intendono trasferire la residenza fiscale in Italia.

L’articolo 24-bis del DPR n. 917/86, ha introdotto un regime opzionale di vantaggio per le persone fisiche cd. “neo residenti”.

Si tratta di un regime di vantaggio che ricalca quanto previsto anche in altri Paesi. Basti pensare al regime dei resident non domiciled vigente in UK, Malta e Portogallo. Si tratta di un regime che assoggetta a tassazione solo il reddito di fonte interna. Mentre il reddito di fonte estera è tassato nella misura in cui esso viene trasferito nello Stato, cd. remittance.

Il regime fiscale dei neo residenti è un regime opzionale che deroga alla regola generale di tassazione su base mondiale (cd. world wide taxation), prevista dall’articolo 2 del DPR n. 917/86.

Tale regime, per poter essere applicato, richiede come principio cardine il rispetto dei requisiti di residenza e domicilio in Italia, da parte del soggetto proveniente da un Paese estero. Deve trattarsi però di un soggetto il cui ingresso in Italia sia consono a:

favorire l’ingresso di significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali

L’obiettivo apertamente dichiarato, quindi, è quello di attrarre in Italia persone fisiche ricche, cd. “high net worth individuals”. Seve trattarsi, quindi, di soggetti in grado di portare in Italia investimenti e posti di lavoro.

In sede di dichiarazione dei redditi, i contribuenti interessati al regime dei neo residenti possono esprimere la propria opzione per eventuali regimi impositivi alternativi a quello ordinariamente previsto.
In questo contributo tutte le informazioni utili per l’applicazione del regime dei neo residenti in dichiarazione dei redditi attraverso il quadro NR.
Quadro NR

Quadro NR: caratteristiche del regime dei neo residenti

Il punto di partenza per capire i vantaggi del regime dei neo residenti è quello legato alla deroga della tassazione su base mondiale dei redditi.

Il contribuente che è considerato residente fiscalmente in Italia è assoggettato ad imposizione in base all’intero reddito percepito, ovunque prodotto.

Questa regola, per effetto del regime dei neo residenti subisce una deroga per quanto riguarda i redditi prodotti all’estero.

Secondo il regime dei neo residenti concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente soltanto i redditi prodotti in Italia.

Mentre, per i redditi prodotti all’estero – individuati in base ai criteri di localizzazione indicati all’art. 23 del DPR n. 917/86 – è prevista un’imposta sostitutiva pari a centomila euro per ciascun periodo di imposta.

Pertanto, per i redditi prodotti all’estero si prevede:

  • L’esclusione dal reddito complessivo e, dunque, dalla determinazione dell’imposta in base e i relativi scaglioni di reddito; e
  • Il versamento di una imposta sostitutiva forfetaria indipendentemente dall’ammontare dei predetti redditi.

Requisiti di applicazione del regime dei neo residenti

Affinché il contribuente possa beneficiare del predetto regime occorre che sussistano i seguenti requisiti:

  • L’acquisto della residenza ai fini delle imposte sui redditi in Italia, ai sensi dell’art. 2 del DPR n. 917/86;
  • L’avere avuto residenza ai fini delle imposte sui redditi all’estero per nove dei dieci periodi d’imposta precedenti quello di validità di opzione al predetto regime (periodo di osservazione).

L’opzione è liberamente revocabile e ha una durata massima di quindici periodi d’imposta.

Il rinnovo avviene tacitamente di periodo d’imposta in periodo d’imposta. Trascorsi i quindici periodi d’imposta, non è più possibile rinnovare l’opzione per il regime.

Il predetto regime può anche essere esteso ai familiari del contribuente. Familiari che, in caso di adesione, sono tenuti a versare a titolo di imposta sostitutiva sui loro redditi esteri l’importo di venticinquemila euro.

I familiari sono quelli individuati in base all’art. 433 c.c., laddove anche per questi ultimi ricorrano gli stessi requisiti previsti per il contribuente.

L’opzione consente, inoltre, al contribuente di disapplicare il regime CFC in relazione alle partecipazioni detenute in soggetti situati in Paesi a fiscalità privilegiata.

Sono escluse dal regime di imposta sostitutiva soltanto le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate avvenute nei primi cinque periodi d’imposta di validità dell’opzione. Partecipazioni per le quali trova applicazione il regime ordinario. Le plusvalenze realizzate successivamente a tale periodo, per converso, beneficiano del regime speciale in commento.

Versamento dell’imposta sostitutiva

L’importo dell’imposta sostitutiva dovrà essere versato per intero entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi, attualmente fissato al 30 giugno.

Il mancato versamento in tutto o in parte alla scadenza prevista comporta la decadenza dal regime.

Il regime, inoltre, si interrompe laddove, durante il periodo di efficacia, il contribuente trasferisca la propria residenza all’estero.

Infine, si rammenta che l’adesione al regime comporta:

  • L’esclusione dal quadro RW dei beni situati negli Stati per i quali trova applicazione la disciplina in commento;
  • L’esclusione da IVAFE e IVIE dei beni situati nelle giurisdizioni per i quali il contribuente ha optato;
  • L’esenzione dei beni situati all’estero, relativamente alle giurisdizioni per le quali il contribuente ha esercitato l’opzione, dalle imposte di successione e donazioni.

Neo-residenti e convenzioni contro le doppie imposizioni

I rapporti tra il nuovo regime e le convenzioni contro le doppie imposizioni si incentrano sostanzialmente
su tre aspetti:

  • Il diritto di avvalersi del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero;
  • L’applicazione della disciplina convenzionale da parte dello Stato della fonte;
  • La valorizzazione dei beni.

Con riferimento al credito d’imposta, è escluso qualsivoglia diritto a tale credito d’imposta estera di cui all’art. 165 del DPR n. 917/86. Questo in relazione ai redditi esteri per i quali è stata esercitata l’opzione.

Per questo motivo il contribuente dovrà valutare con molta attenzione la convenienza ad aderire al regime in commento. Posto che, oltre all’imposta fissa dovuta in Italia, potrebbe dover sostenere nello Stato della fonte le imposte locali.

A tal proposito, si rammenta come il contribuente – in sede di interpello o in dichiarazione – potrà escludere una o più giurisdizioni dal novero di quelle dalle quali provengono i redditi che ricadono nel regime. Tale valutazione si impone in tutti quei casi in cui la disciplina ordinaria risulti più favorevole rispetto a quella speciale.

Rifiuto di applicazione del regime convenzionale

Con riferimento alla possibilità che lo Stato della fonte possa applicare il regime convenzionale ai redditi che hanno la propria fonte in detto Stato, vi è – seppure in via piuttosto remota – la possibilità che sia respinta l’eventuale richiesta di applicazione del regime convenzionale. Questo sull’assunto che l’imposta sostitutiva non sarebbe contemplata tra quelle oggetto della Convenzione.

In particolare, il rifiuto da parte dello Stato della fonte dell’applicazione del regime convenzionale potrebbe essere motivato in ragione del fatto che l’imposta sostitutiva sia stata introdotta soltanto dopo la stipula del trattato.

Per questo motivo è opportuno effettuare i dovuti approfondimenti anche in relazione agli effetti che sul piano convenzionale comporta l’eventuale opzione per il regime dei neo residenti.

Valorizzazione dei beni

Infine, con riferimento alla valorizzazione dei beni, dovrebbero trovare applicazione al caso di specie le indicazioni a suo tempo fornite dall’Amministrazione finanziaria con riferimento alla disciplina da applicare in caso di trasferimento di residenza di un soggetto da un Paese UE in Italia.

In particolare, l’Agenzia delle entrate all’epoca ritenne che la valorizzazione dei beni del soggetto che intendeva trasferire in Italia la propria residenza fiscale doveva avvenire in base al valore normale o al costo storico a seconda che i beni avessero o meno scontato nel Paese di origine una imposizione in uscita.

Istanza di interpello o opzione nel quadro NR in dichiarazione

L’applicazione del regime dei neo residenti deve essere esercitata dal contribuente interessato attraverso una opzione da esercitare in dichiarazione dei redditi. Questo è quanto prevede l’applicazione dell’articolo 24 del DPR n. 917/86.

La possibilità di presentare un interpello è soltanto una facoltà concessa in più al contribuente (Provvedimento attuativo 8 marzo 2017). Questo al fine di individuare la sussistenza degli elementi che provino la sussistenza dei requisiti per accedere al predetto regime fiscale.

Nello stesso provvedimento, infatti, si ammette la possibilità che il contribuente eserciti l’opzione in dichiarazione in assenza di interpello. Da qui la necessità di inserire nel modello dichiarativo il quadro NR. Ovvero il quadro che evidenzi l’eventuale esercizio dell’opzione al regime in commento da parte dei contribuenti interessati anche in assenza di preventivo interpello.

In caso di presentazione dell’istanza di interpello, il contribuente, oltre a produrre, ove fosse opportuno, apposita documentazione, deve allegare – debitamente compilata – anche l’apposita check-list contenuta nel Provvedimento.

Check list nella quale sono elencati alcuni casi al ricorrere dei quali il contribuente potrebbe essere considerato, nel periodo di osservazione, residente fiscalmente in Italia e, dunque, non in possesso dei requisiti per beneficiare del regime sostitutivo.

A prescindere, inoltre, dalla presentazione dell’istanza di interpello e, dunque, della presentazione in quella sede della check-list, le istruzioni al Modello Redditi richiedono che il contribuente provveda in sede di dichiarazione alla compilazione della sezione II del quadro NR. Sezione nella quale è riprodotto sostanzialmente l’elenco di ipotesi della check-list allegata al Provvedimento, duplicandone all’evidenza l’onere.

Quadro NR e adempimenti dichiarativi

Il regime dei neo residenti ha fatto il suo ingresso nel modello di dichiarazione dei redditi da presentarsi nel 2018 con riferimento ai redditi prodotti nel 2017.

In particolare, è stato introdotto il quadro NR. Nel quadro, come anticipato, i contribuenti potranno esprimere l’opzione per l’adesione al nuovo regime.

L’opzione può essere esercitata dal contribuente anche nella dichiarazione del periodo d’imposta successivo a quello in cui ha acquistato la residenza in Italia. Cosicché, il contribuente potrà esercitare l’opzione nella dichiarazione dei redditi 2018, anche laddove abbia acquistato la residenza ai fini fiscali in Italia già nel periodo d’imposta 2016. In tal caso, comunque, il regime avrebbe validità a decorrere dal periodo d’imposta 2017.

Sezione I del quadro NR

Nella sezione I del quadro NR, in particolare, sono richieste informazioni concernenti l’opzione o la revoca del regime, la cittadinanza del contribuente e la relativa residenza. Nonché le giurisdizioni dei redditi che si intende escludere.

La compilazione della predetta sezione è obbligatoria al fine del perfezionamento dell’adesione al regime. La predetta sezione verrà compilata anche dai familiari del contribuente, nella propria dichiarazione dei redditi. Questo laddove anch’essi abbiano optato per beneficiare del suddetto regime sostitutivo.

In tal caso, oltre ad esprimersi l’opzione dovranno essere indicati i dati del contribuente principale. Gli stessi, peraltro, saranno tenuti a compilare la sezione II indicando quali delle ipotesi ivi elencate si siano verificate nel periodo di osservazione. Questo al fine di accertare la ricorrenza dei requisiti per l’estensione del regime d’imposta sostitutiva anche nei loro confronti.

Sezione II del quadro NR

La sezione II del quadro NR richiede sostanzialmente le medesime informazioni della check-list (allegata al Provvedimento) predisposta dall’Agenzia. Questo nel caso in cui il contribuente ricorra alla preventiva presentazione dell’istanza interpello.

In altri termini, la sezione elenca una serie di potenziali casi al ricorrere dei quali si potrebbe configurare l’eventuale residenza fiscale del contribuente in Italia in almeno due dei dieci periodi d’imposta precedenti quello di validità dell’opzione.

Tale circostanza potrebbe rappresentare una causa ostativa all’accesso da parte del contribuente al regime in commento.

La predetta sezione dovrà essere compilata dal contribuente, evidenziando per ciascuna ipotesi la relativa ricorrenza o meno.

Sezione III del quadro NR

Nella sezione III del quadro NR, da compilare a cura del contribuente principale, si richiedono informazioni circa i familiari che optano insieme a quest’ultimo per il regime.

Tale ultima sezione sarà compilata soltanto nel caso in cui effettivamente vi siano familiari del contribuente principale interessati ad aderire, insieme a quest’ultimo, al regime dei neo-residenti.

Documentazione da conservare

Nelle istruzioni alla dichiarazione si prevede che, oltre alle informazioni presenti nel quadro, il contribuente debba conservare e fornire su richiesta dell’Agenzia delle entrate la documentazione comprovante gli elementi personali ed economici di collegamento con lo Stato estero di residenza.

Elementi che devono essere supportati da evidenze probatorie, idonee ad escludere la residenza ai fini fiscali in Italia. Nonché la documentazione comprovante le relazioni personali e lavorative, gli elementi patrimoniali e reddituali per i quali dalla compilazione del quadro NR è emerso un collegamento con l’Italia e non altrimenti risultanti all’Amministrazione finanziaria.

Si tratta tipicamente di relazioni personali e lavorative e delle disponibilità patrimoniali e del possesso effettivo di redditi di qualsiasi tipo per interposta persona.

Neo residenti e quadro NR: conclusioni

La disciplina dei neo residenti ha sicuramente trovato appeal da parte di molti contribuenti che, intenzionati a trasferirsi in Italia per le più varie ragioni, hanno individuato nella summenzionata disciplina un incentivo particolarmente vantaggioso.

Con il Provvedimento dell’8 marzo 2017 sono state introdotte alcune regole che hanno semplificato notevolmente il meccanismo di adesione al regime. Nel Provvedimento si è, infatti, precisato che la procedura di interpello è meramente facoltativa.  Per questo, dunque, il contribuente potrebbe – ove sussistano i requisiti – esercitare l’opzione direttamente in dichiarazione.

Questo con l’avvertenza, come prevedono le istruzioni alla dichiarazione stessa, di conservare la documentazione necessaria per provare la sussistenza dei requisiti previsti dalla norma in caso di verifica.

I modelli dichiarativi hanno recepito la novità in commento prevedendo un apposito quadro (NR) nel quale il contribuente è tenuto a fornire una serie di informazioni e, in primis, l’esercizio dell’opzione con o senza preventivo interpello.

Il quadro, inoltre, si compone – come detto – di una sezione II che presenta una serie di ipotesi al ricorrere delle quali potrebbero sorgere da parte dell’Amministrazione dubbi circa la residenza all’estero del contribuente durante il periodo di osservazione. Al contribuente viene chiesto di confermare o negare la ricorrenza di ciascuna ipotesi riportata nell’elenco. L’ultima sezione, infine, riguarda l’eventuale estensione del regime sostitutivo ai familiari del contribuente.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.