Raddoppio dei termini di accertamento per attività in paradisi fiscali

 
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La disciplina del raddoppio dei termini di accertamento per attività finanziarie detenute in Paradisi Fiscali. Presunzione di evasione per investimenti in Paesi a fiscalità privilegiata che non sono stati oggetto di monitoraggio fiscale da parte del contribuente. Disciplina e sanzioni sul raddoppio dei termini tributari per investimenti finanziari all’estero. 

E’ necessario prestare la dovuta attenzione quando si detengono attività finanziarie in Paesi che possono essere definiti Paradisi Fiscali.

Esiste, infatti, l’articolo 12, comma 2, del D.L. 78/2009.

Tale norma ha introdotto nel nostro ordinamento tributario, una presunzione di evasione a fronte di investimenti ed attività finanziarie detenute in Stati o territori a fiscalità privilegiata, oggetto di monitoraggio fiscale nel  quadro RW.

Tale presunzione è collegata ad un raddoppio dei termini di accertamento, al fine di consentire all’Amministrazione Finanziaria di avere un prolungamento temporale per l’attività accertativa.

Attività sicuramente più complessa da realizzare in quanto l’investimento del contribuente si trova in Paese non collaborativo, Black List.

In questo contributo voglio andare a riepilogare la concreta applicazione del raddoppio dei termini di accertamento fiscale.

Questo in relazione ad investimenti finanziari detenuti in paradisi fiscali, oggetto di indicazione per il monitoraggio fiscale e per il pagamento delle imposte patrimoniali.

Se detieni investimenti all’estero, in questo contributo scoprirai i termini che ha l’Agenzia delle Entrate per effettuare un controllo nei tuoi confronti.

LA COMPILAZIONE DEL QUADRO RW PER INVESTIMENTI ESTERI

Il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale, dalle persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero ed attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale.

Il quadro deve essere compilato indipendentemente dalle modalità di acquisizione dell’attività finanziaria.

In ogni caso la compilazione dello stesso è dovuta anche:

  • Ai fini dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (IVIE) e
  • Ai fini dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (IVAFE).

In particolare, il contribuente deve indicare la consistenza degli investimenti e delle attività detenute all’estero per ogni periodo d’imposta. Tale obbligo sussiste anche se il contribuente nel corso del medesimo periodo ha totalmente disinvestito le attività estere.

L’aspetto da considerare è che questa normativa prevede una presunzione legale.

Mi riferisco al agli investimenti e alle attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato. Queste attività finanziarie, se non dichiarate, si presume siano costituite, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione.

Si tratta di una presunzione non di poco conto.

Pensa un contribuente che ha aperto un conto corrente in un Paese come gli Emirati Arabi. Secondo questa presunzione, anche se il contribuente non ha effettuato investimenti con redditi non dichiarati, si presume che invece, lo abbia fatto.

Come detto, resta comunque salva la possibilità per il contribuente di fornire prova contraria.

INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA

L’effetto di questa presunzione legale determina per il contribuente un gravoso onere. Si tratta dell’inversione dell’onere della prova.

Ordinariamente è l’Amministrazione Finanziaria che è chiamata a fondare il suo accertamento su prove, gravi precise e concordanti. In situazioni in cui, invece, vi è una inversione dell’onere della prova, tutto questo è posto a carico del contribuente.

Per l’Agenzia delle Entrate è sufficiente far scattare un controllo verso il contribuente, sarà poi lui a dover dare prova e smontare la presunzione legale.

Per questo motivo, se hai intenzione di effettuare investimenti finanziari in Paesi Black List, quindi, non collaborativi, devi prestare la dovuta attenzione.

Nessun intermediario finanziario ti dirà mai queste cose, e spesso si scoprono troppo tardi. Quindi è opportuno fare attenzione!

Se non si è in grado di smontare la presunzione legale il contribuente è chiamato a dover tassare l’importo dell’investimento. Questo in quanto la presunzione prevede che l’investimento sia prodotto con redditi non dichiarati. Oltre, naturalmente al pagamento di sanzioni ed interessi.

Sanzioni che poi riguardano anche il monitoraggio fiscale e l’IVAFE.

RADDOPPIO DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

Il legislatore ha deciso inoltre di garantire all’Amministrazione finanziaria maggiore tempo utile per effettuare questo tipo di accertamenti.

È applicabile, il raddoppio dei termini di accertamento, per le seguenti fattispecie:

  • Per le attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato. Questo se le attività sono detenute in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale. Nel caso le stesse si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione (art. 12 del D.L. n. 78/2009);
  • Per l’irrogazione delle sanzioni relative alle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale (art. 4 del D.L. n. 167/90) per le attività detenute nei paradisi fiscali.

Detto raddoppio non può essere cumulato con il raddoppio dei termini di decadenza per reati fiscali, Corte Cost. 25.7.2011 n. 247, rispetto ai periodi di imposta per i quali può essere applicata la pregressa normativa sul raddoppio.

TERMINI DI ACCERTAMENTO PER INVESTIMENTI IN PAESI BLACK LIST

Quindi, per la rettifica dei redditi derivanti dagli investimenti in Paradisi fiscali, l’Agenzia può procedere entro il 31.12 del decimo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Ovvero entro il 31.12 del quattordicesimo in caso di omessa presentazione.

RADDOPPIO DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO PER VIOLAZIONE QUADRO RW

Dalla violazione, deriva poi normalmente la sanzione per l’omessa compilazione del modulo RW. Per la quale la norma dispone espressamente che i termini, ordinariamente previsti, siano raddoppiati.

L’articolo 20 del D.Lgs. n. 472/97 disciplina i termini per la contestazione delle sanzioni. Esso prevede che l’atto deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31.12 del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione o nel diverso termine previsto per l’accertamento dei singoli tributi.

Con riferimento alle disponibilità detenute in paradisi fiscali, quindi, la sanzione va notificata entro il 31.12 del decimo anno successivo.

Diversa è invece l’ipotesi di una mera contestazione di sanzioni non legata ad un accertamento delle imposte dirette o dell’Iva. È il caso, ad esempio, di una violazione RW (non riferita a paradisi fiscali) o degli omessi versamenti delle ritenute di acconto scoperte in sede di rettifica dell’Ufficio.

MONITORAGGIO FISCALE DELLE ATTIVITÀ ESTERE

Il quadro RW è un quadro non reddituale della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, delle società semplici ed enti equiparati e degli enti non commerciali.

Si tratta, in pratica, di rispondere a disposizioni di natura fiscale, atte a consentire la possibilità di controllo di talune operazioni finanziarie da e verso l’estero. Anche ai fini di cooperazione e di scambio di informazioni tra i Paesi comunitari.

OBBLIGHI DI MONITORAGGIO FISCALE

La compilazione del quadro RW deve essere effettuata per indicare la consistenza delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero nel periodo d’imposta di riferimento.

Gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi non sussistono per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a €. 15.000.

Il limite di €. 15.000 per i conti correnti ed i depositi è stato inserito, in sede di conversione, dall’art. 2, co. 4-bis del D.L. n. 4/2014. In precedenza, la norma non conteneva alcun limite e pertanto qualunque investimento o attività estera dovevano essere dichiarati.

SOGGETTI OBBLIGATI ALLA PRESENTAZIONE DEL QUADRO RW

I soggetti obbligati al monitoraggio fiscale sono:

  • Le persone fisiche, anche titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo (indipendentemente dal tipo di contabilità adottata);
  • Gli enti non commerciali, tra cui anche i trust;
  • Le società semplici e gli enti alle stesse equiparati (ex art. 5 del DPR n. 917/86).

Sono tenuti all’obbligo dichiarativo anche i soggetti che vantano un diritto reale di godimento sul bene ovvero sono proprietari in comunione.

STATI O TERRITORI COLLABORATIVI

Gli obblighi di monitoraggio prevedono alcune semplificazioni quando il soggetto per il tramite del quale il contribuente detiene l’attività finanziaria ovvero l’investimento, ha sede in un Paesecollaborativo”.

Per Stati o territori collaborativi si devono intendere quelli che assicurano comunque la possibilità di un controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana da attuare tramite lo strumento dello scambio di informazioni.

Si tratta non soltanto degli Stati o territori inclusi nella white list, ma anche dei Paesi che, pur non inclusi in questo elenco, prevedono un adeguato scambio di informazioni tramite delle convenzioni per evitare la doppia imposizione sul reddito. Ovvero con specifici accordi internazionali o quelli con cui trovano applicazione le disposizioni comunitarie in materia di assistenza amministrativa.

Lista Paesi White List: DM 4.9.1996

AlbaniaAndorraAntigua e BarbudaArgentinaArubaAustraliaAustria
BarbadosBelgioBelizeBrasileBulgariaCanadaCile
CiproColombiaCoreaCroaziaCosta RicaCuracaoDanimarca
EstoniaFederazione TussaFinlandiaFranciaGermaniaGiapponeGibilterra
GreciaGrenadaGroenlandiaGuernseyIndiaIndonesiaIrlanda
IslandaIsola di ManIsole CookIsole FaroeIsole MarshallIsraeleKuwait
LatviaLiechtensteinLituaniaLussemburgoMalesiaMaltaMauritius
MessicoMonacoMontserratNiueNorvegiaNuova ZelandaPaesi Bassi
PoloniaPortogalloRegno UnitoRepubblica CecaRepubblica Popolare CineseRepubblica SlovaccaRomania
San MarinoSaint Kitts e NevisSanta LuciaSaint Vincent e GrenadinesSamoaSeychellesSingapore
Sint MaartenSloveniaSpagnaSud AfricaSvizzeraSud AfricaSvezia
UngheriaUruguay

REGIME SANZIONATORIO E RADDOPPIO DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

La misura delle sanzioni relative alle violazioni del monitoraggio fiscale è contenuta nell’articolo 5 del D.L. n. 167/90. Come rinnovato dall’articolo 9 della Legge n. 97/2013.

Per le violazioni relative all’omessa o infedele presentazione del quadro RW è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria nella misura compresa tra il 3% e il 15% dell’ammontare di ogni singolo importo non dichiarato.

Le sanzioni sono raddoppiate, nella misura dal 6% al 30% degli importi non monitorati, qualora le violazioni dovessero riguardare beni, attività o investimenti detenuti in Paesi a regime fiscale agevolato.

Inoltre, nel caso di presentazione del quadro RW con un ritardo non superiore a novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, la sanzione è applicata nella misura fissa di €. 250.

TERMINI DI DECADENZA DELL’ACCERTAMENTO

Tali sanzioni devono essere notificate al contribuente entro il 31.12 del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione. Oppure, nel diverso termine previsto per l’accertamento dei singoli tributi.

Mentre, con riferimento alle disponibilità detenute in paradisi fiscali la sanzione dal 6% al 30% deve essere notificata entro il 31.12 del decimo anno successivo.

Per questo motivo è fondamentale conoscere con attenzione questo particolare regime del raddoppio dei termini di accertamento.

Il favor rei

Le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale hanno natura tributaria e, in quanto tali, si rendono applicabili i principi generali e gli istituti previsti dal D.Lgs. n. 472/97. Ossia i seguenti:

  • Il principio del favor rei,
  • Il principio di legalità e
  • L’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97.

In applicazione del principio del favor rei previsto al comma 3 dell’articolo 3 del Dlgs 472/1997, l’omessa o infedele compilazione del quadro RW, nel caso in cui la violazione sia stata commessa e non sia ancora definitiva alla data del 4 settembre 2013, è sanzionata nella misura compresa tra il 3% e il 15% degli importi non dichiarati (ovvero tra il 6% e il 30%, nel caso di detenzione in Stati o Territori a regime fiscale privilegiato).

Inoltre, ai sensi del comma 2, le violazioni attinenti l’infedele o omessa compilazione delle sezioni I e III del quadro RW (soppresse per effetto dell’articolo 9 della Legge n. 97/13 a decorrere dal periodo d’imposta 2013), non sono più punibili e l’eventuale debito residuo per atti di irrogazione sanzioni non ancora definitivi è da considerarsi estinto.

CONSULENZA FISCALE PER INVESTIMENTI FINANZIARI ESTERI

In questo articolo ho voluto riepilogarti la disciplina che riguarda l’inversione dell’onere della prova e il raddoppio dei termini di accertamento.

Se ti hanno proposto di effettuare un investimento finanziario in un Paese estero ti consiglio di prestare la massima attenzione. In caso di Paese Black List, qualora vi fosse una violazione degli obblighi di legge sul monitoraggio fiscale, potresti incorrere in gravi problemi.

Non tutti i consulenti finanziari sono in grado di metterti in guardia su questi aspetti, anche perché si tratta di una normativa che neppure sono tenuti a conoscere.

Per questo motivo se hai intenzione di investire o tutelare il tuo patrimonio devi farlo nel modo corretto. Per questo ti serve un professionista che conosca bene il mondo della Pianificazione Fiscale.

Ricorda sempre che effettuare una corretta Pianificazione Finanziaria ti farà risparmiare, rispetto a dover intervenire sulle conseguenze di una negligenza.

Contattami attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

Sarai ricontattato nel più breve tempo e potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato.

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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