Rappresentante Fiscale: figura, nomina e adempimenti

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La disciplina del rappresentante fiscale IVA del soggetto non residente è dettata dall’articolo 17 del DPR n. 633/72. Un soggetto non residente che effettua in Italia operazioni rilevanti IVA, può adempiere ai relativi obblighi o diritti nominando un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato. Questo in alternativa alla sua identificazione diretta nel nostro Paese.

In questo articolo voglio parlarti della figura del Rappresentante Fiscale italiano di soggetto estero. Quando un’impresa estera si trova a compiere operazioni imponibili IVA in Italia, può trovarsi nella situazione di doversi identificare direttamente.

In alternativa a questa procedura di identificazione diretta, è possibile per l’azienda estera, nominare in Italia il proprio Rappresentante Fiscale IVA.

Il Rappresentante Fiscale italiano di soggetto estero è un soggetto (persona fisica o società), incaricato di adempiere a tutti gli adempimenti IVA in Italia del soggetto estero.

La nomina del rappresentante fiscale per gli operatori non residenti, che intrattengono rapporti con l’Italia, e che non hanno una Stabile Organizzazione, è obbligatoria. Questo per effetto dell’articolo 17, secondo comma, del DPR n 633/72.

Con il Rappresentante Fiscale gli operatori esteri possono adempiere agli obblighi ed esercitare i diritti in materia di IVA per le operazioni rilevanti in Italia.

Vediamo, quindi, tutte le informazioni utili per la gestione IVA in Italia con Rappresentante Fiscale.


FORME DI IDENTIFICAZIONE IN ITALIA DI SOGGETTI ESTERI

Con quali forme un operatore estero può svolgere singole operazioni IVA in Italia?

La risposta a questa domanda porta a considerare tre diverse soluzioni possibili.

Vediamole in dettaglio:

  • Stabile Organizzazione. Si manifesta quando un soggetto non residente svolge in Italia un’attività economica stabile, e si qualifica come soggetto passivo d’imposta nazionale. Relativamente alle operazioni effettuate nel territorio dello Stato;
  • Rappresentante fiscale IVA. Alla sua nomina si ricorre quando il soggetto non residente pone in essere nel territorio dello Stato singoli atti economici rilevanti ai fini IVA. La nomina è obbligatoria quando l’acquirente nazionale è un privato. Questo poiché senza l’identificazione del soggetto passivo, l’operazione rimarrebbe completamente detassata, nonché nelle vendite a distanza;
  • Identificazione diretta. Consiste nella possibilità di adempiere agli obblighi od esercitare i diritti previsti in materia IVA registrandosi direttamente presso l’Amministrazione Finanziaria. Tale identificazione avviene presentando una dichiarazione di inizio attività, dalla quale si riceverà un numero di partita IVA.

La nomina del Rappresentante Fiscale IVA (che potrà essere anche una società purché con sede in Italia) e l’identificazione diretta sono opzioni alternative fra di loro. Tuttavia ciascuna può coesistere singolarmente con l’esistenza di una stabile organizzazione.

In questo contributo ti parlerò della disciplina riguardante il rappresentante fiscale italiano di un operatore estero, ad esempio un E-commerce che opera in Italia.

Cominciamo!


RAPPRESENTANTE FISCALE IVA: DISCIPLINA

Il Rappresentante Fiscale è una persona fisica o una società italiana, che munita di Partita IVA dedicata, assolve gli obblighi ed i diritti IVA.

In sostanza, il rappresentante opera in Italia per conto dell’azienda estera in relazione alle operazioni attività e passive imponibili IVA.

La figura del Rappresentante Fiscale è disciplinata dall’articolo 17, comma 2, del DPR n 633/72. Il quale prevede:

 2. Gli obblighi ed i diritti derivanti dall’applicazione del presente decreto relativamente ad operazioni effettuate nel territorio dello Stato da o nei confronti di soggetti non residenti e senza stabile organizzazione in Italia, possono essere adempiuti o esercitati, nei modi ordinari, da un rappresentante residente nel territorio dello Stato e nominato nelle forme di cui al terzo comma dell’art. 53, il quale risponde in solido con il rappresentato degli obblighi derivanti dall’applicazione del presente decreto. La nomina del rappresentante deve essere comunicata all’altro contraente anteriormente all’effettuazione dell’operazione. La disposizione si applica anche relativamente alle operazioni, imponibili ai sensi dell’articolo 7, quarto comma, lettera f), effettuate da soggetti domiciliati, residenti o con stabili organizzazioni operanti nei territori esclusi a norma del primo comma, lettera a), dello stesso art. 7.

Articolo 17, comma 2, DPR n 633/72

Il Rappresentante Fiscale opera per effettuare alcuni adempimenti per conto dell’azienda estera. Adempimenti che possono essere così schematizzati:

  • La fatturazione (non vi è obbligo di Fatturazione Elettronica);
  • La registrazione delle operazioni nei registri IVA;
  • La detrazione ed il rimborso dell’imposta;
  • La dichiarazione annuale IVA;
  • Le liquidazioni periodiche IVA.

EFFETTI DELLA NOMINA DEL RAPPRESENTANTE FISCALE

In seguito alla nomina del Rappresentante Fiscale si crea una discrepanza tra soggetto passivo che effettua l’operazione e soggetto debitore dell’imposta.

Gli effetti delle operazioni effettuate in Italia da parte dell’operatore non residente si producono in capo al Rappresentante. Questo come se si trattasse di un operatore residente o di una stabile organizzazione.

Può essere nominato Rappresentante Fiscale sia una persona fisica, che una persona giuridica residente o avente sede nel territorio dello Stato.

Uno stesso soggetto può, inoltre, essere rappresentante fiscale di diversi operatori non residenti. Possedendo, in tal caso, molteplici numeri di Partita IVA, in ragione del numero delle società rappresentate. I soggetti non residenti possono, invece, avere un solo rappresentante fiscale in Italia.

E’ importante sottolineare che gli obblighi IVA rimangono a carico dei soggetti cessionari o committenti italiani, tramite il meccanismo dell’autofattura. Questo qualora il soggetto estero non si identifichi in Italia ai fini IVA. Terzo comma dell’articolo 17 DPR n 633/72.


LA NOMINA DEL RAPPRESENTANTE FISCALE

La nomina del Rappresentante Fiscale in Italia di soggetto estero consente il recupero dell’IVA assolta su operazioni passive italiane. Inoltre, consente di operare con operatori privati in Italia (quando si superano le soglie di legge).

Ma come si nomina il proprio Rappresentante in Italia?

Il Rappresentante Fiscale deve essere nominato attraverso:

  • Atto pubblico;
  • Scrittura privata registrata;
  • Lettera annotata, in data anteriore alla prima operazione, in apposito registro presso l’Ufficio Iva competente in relazione al domicilio fiscale del rappresentante stesso;
  • Comunicazione effettuata all’Ufficio IVA, con le modalità previste dall’articolo 35 del DPR n. 633/1972, di data anteriore al passaggio dei beni.

La nomina avviene secondo forme stabilite dall’articolo 1, comma 4, del DPR 441/1997.

In alternativa la nomina può essere effettuata anche con atto pubblico estero autenticato dal notaio di Stato estero aderente alla convenzione AIA (Legge n 1253/66). Il notaio deve essere munito del timbro “Apostille“, oppure legalizzato dal console generale d’Italia presso lo Stato estero.

L’Apostille serve per certificare che Notaio o Autorità Governativa è autorizzata a rilasciare quel documento. In sostanza l’Apostille sostituisce la legalizzazione di un documento di fonte estera.

L’atto di nomina deve essere anteriore all’esecuzione dell’operazione che ne richiede la nomina e deve essere comunicato alla controparte.

La nomina deve essere portata a conoscenza dei fornitori antecedentemente la prima operazione. Infatti le fatture emesse nei confronti del rappresentante fiscale devono essere cointestate al rappresentante ed al soggetto estero.

NOMINA OBBLIGATORIA DEL RAPPRESENTANTE FISCALE

E’ obbligatoria la nomina del rappresentante per i soggetti comunitari che, in mancanza di una Stabile organizzazione:

  • Introducono nel territorio dello Stato beni per esigenze della propria impresa;
  • Cedono a privati consumatori beni precedentemente introdotti in Italia ed ivi installati, montati o assiemati;
  • Effettuano nei confronti di privati consumatori prestazioni di trasporto intracomunitario di beni e relative intermediazioni, prestazioni accessorie ai detti trasporti e relative intermediazioni. Ovvero intermediazioni diverse da quelle indicate all’articolo 7, quarto comma, lettera d), del DPR n. 633/1972, nei casi in cui dette operazioni siano territorialmente rilevanti in Italia.

Questo è quanto precisato nella C.M. 23 febbraio 1994, n. 13-VII-15-464.

L’obbligo di avvalersi del rappresentante fiscale IVA non sussiste, quando le operazioni sono direttamente qualificabili come acquisti o cessioni intracomunitari tra le parti contraenti. Ivi comprese le operazioni triangolari.

In relazione all’applicazione dell’IVA sui servizi di trasporto internazionali e la nomina del Rappresentante Fiscale occorre fare riferimento alla Risoluzione n 162/E/2000.

La norma prevede che le società che effettuano prestazioni territorialmente rilevanti in Italia nei confronti di privati consumatori, benché non imponibili, in assenza di una sede o stabile organizzazione nel territorio dello Stato, sono tenute a nominare un Rappresentante Fiscale Iva in Italia.

La nomina del rappresentante, che in tale casistica è obbligatoria, deve essere effettuata anteriormente al compimento della prima operazione, con le modalità indicate successivamente.

COMUNICAZIONE DELLA NOMINA DEL RAPPRESENTANTE FISCALE

Il Rappresentante Fiscale IVA, deve essere un soggetto residente nel territorio dello Stato e deve risultare nominato, ai sensi dell’articolo 53, terzo comma, del DPR n 633/72.

La nomina del Rappresentante Fiscale IVA deve essere comunicata da parte del soggetto non residente al residente prima dell’esecuzione dell’operazione.

La R.M. 29 gennaio 1998, n. 3/E/1045, chiarisce che la tardività dell’annotazione nell’apposito registro della lettera di incarico viene equiparata, sul piano degli effetti, al difetto vero e proprio dell’annotazione stessa.

L’annotazione tempestiva costituisce, quindi, un vero e proprio onere, il cui mancato assolvimento impedisce, segnatamente alle operazioni poste in essere antecedentemente all’annotazione in discorso, la produzione dei benefici riconducibili all’atto di nomina.

In assenza di una valida nomina del rappresentante, il cosiddetto falsus procurator dovrà, quindi, astenersi dal compiere qualsiasi atto di rilevanza tributaria. Atto che, in caso contrario, non produrrà effetto alcuno, al punto da dover essere rinnovato dal vero procuratore. Senza l’annotazione, infatti, l’Ufficio non è in grado di stabilire una data certa, da cui far decorrere gli effetti collegati alla rappresentanza.

La nomina del Rappresentante Fiscale IVA si può configurare alla stregua di un mandato.

ESEMPIO DI ATTO DI NOMINA DEL RAPPRESENTANTE FISCALE

Il sottoscritto………., nato a……….. il…….. e residente a………. in via………, in qualità di legale rappresentante dell’impresa……… con sede legale a…….. in via……….. con partita IVA n…………. con la presente scrittura privata NOMINA quale proprio rappresentante fiscale nel territorio italiano il signor/la società…….. residente/con sede a………. in via………. e con partita IVA n…………

Lo scrivente conferisce al rappresentante fiscale tutti i poteri necessari per eseguire gli adempimenti previsti dal D.P.R. n. 633/1972 e dal D.L. n. 331/1993. (Nel caso di rappresentante fiscale “leggero”, citare la limitazione alla fatturazione e alla compilazione degli elenchi Intrastat prevista dall’art. 44, comma 3, del D.L. n. 331/1993). Lì………………….. ………………. (Firma)

APERTURA DELLA PARTITA IVA

Il soggetto nominato rappresentante deve aprire la propria posizione IVA. Si tratta della presentazione della dichiarazione di inizio attività IVA, ovvero:

  • Il modello AA7/10 per le società;
  • Il modello AA9/12 per le persone fisiche.

Attraverso l’apertura della posizione IVA del rappresentante il soggetto estero è sottoposto a tutti gli obblighi previsti dalla normativa IVA nazionale.

Il soggetto italiano nominato rappresentante che già possiede una Partita IVA, sarà dotato di una seconda Partita IVA. Ciascuna posizione deve essere gestita in modo autonomo e con contabilità separata.

Un Rappresentante Fiscale può essere nominato con riferimento a più soggetti esteri. In questo caso sarà intestatario di più posizioni IVA differenti. Tuttavia, un soggetto estero non può avere più di un Rappresentante Fiscale.

Aspetto particolare è che è possibile nominare un rappresentante per il compimento di una singola operazione IVA (e non per tutte le operazioni). Sul punto vedasi la Risoluzione n 66/E/2002.

E’ possibile la nomina per una singola operazione e non per tutte le operazioni effettuate dal soggetto estero in Italia. (RisMin 66_2002)

L’IVA, da versare non per singola operazione ma con le scadenze ordinarie (mensili o trimestrali), deve essere determinata secondo le regole generali al netto dell’IVA detraibile sugli acquisti.


RESPONSABILITA’ ED ADEMPIMENTI DEL RAPPRESENTANTE FISCALE

Il Rappresentante Fiscale opera per effettuare alcuni adempimenti per conto dell’azienda estera.

Questi adempimenti che possono essere così schematizzati:

  • La fatturazione (non vi è obbligo di Fatturazione Elettronica);
  • La registrazione delle operazioni nei registri IVA;
  • La detrazione ed il rimborso dell’imposta;
  • La dichiarazione annuale IVA;
  • Le liquidazioni periodiche IVA.

In sostanza, il Rappresentante Fiscale IVA:

  • Risponde in solido con l’operatore estero per gli adempimenti Iva da seguire;
  • Esercita i diritti, in nome e per conto del soggetto non residente che rappresenta, connessi all’applicazione dell’IVA.

La R.M. 15 settembre 1993, n. VII-15-7, ha chiarito che sia le fatture emesse, che le fatture di acquisto ricevute dal rappresentante devono essere cointestate. Cioè devono contenere gli estremi tanto del rappresentante (e la sua qualità), quanto del soggetto rappresentato.

LA RESPONSABILITA’ SOLIDALE IVA

Il Rappresentante Fiscale risponde in solido con il rappresentato relativamente agli obblighi derivanti dall’applicazione delle norme in materia di IVA. Vedi l’articolo 17, comma 3, del DPR n 633/72.

La responsabilità solidale è limitata alle operazioni, territorialmente rilevanti in Italia, compiute dal rappresentato estero per il suo tramite. Vedi la Risoluzione n 66/E/2002.

Per questa ragione, al rappresentante fiscale è attribuita una soggettività passiva parziale (Cass. 12.7.2001 n. 9449).

Dal punto di vista civilistico, il rappresentante fiscale agisce come mandatario.

Tuttavia, la responsabilità del rappresentante italiano di un soggetto non residente è determinata non tanto in funzione dell’accordo privatistico (contratto di mandato) che lo lega al rappresentato non residente, quanto dall’applicazione delle norme giuridiche sulla territorialità dell’operazione e sulla conseguente individuazione del debitore dell’imposta (Risoluzione n. 66/E/2002).

Sul piano comunitario, la responsabilità solidale del rappresentante fiscale è limitata all’assolvimento dell’IVA. Articolo 205 della Direttiva n 2006/112/CE.

IL RAPPRESENTANTE FISCALE IVA “LEGGERO

Nel caso in cui, in ambito intracomunitario, vengano effettuate esclusivamente operazioni attive e passive:

  • Non imponibili;
  • Esenti;
  • Non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;

il rappresentante, è detto “leggero”.

Tale rappresentante è tenuto esclusivamente all’esecuzione dei seguenti obblighi:

  1. Fatturazione delle operazioni;
  2. Compilazione e presentazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari.

Tale semplificazione viene meno con l’effettuazione della prima operazione attiva o passiva, che comporti:

  • Il pagamento dell’imposta o
  • Il relativo recupero,

a partire dall’effettuazione di tale operazione, sorgono in capo al rappresentante tutti i normali obblighi IVA (fatturazione, registrazione, dichiarazione ecc).


FATTURAZIONE DELLE OPERAZIONI DEL RAPPRESENTANTE FISCALE

Il Rappresentante Fiscale deve emettere Fattura con IVA italiana per le cessioni nei confronti di privati consumatori italiani.

Al contrario, deve essere emessa fattura senza applicazione di IVA quando effettua prestazioni o cessioni nei confronti di soggetti IVA residenti.

I cessionari o committenti soggetti IVA residenti che acquistano beni o servizi da rappresentanti fiscali, hanno l’obbligo di:

  • Emettere autofattura o
  • Integrare la fattura ricevuta con IVA.

Questo sempre se l’operazione risulta essere territorialmente rilevante in Italia. Il tutto ai sensi dell’articolo 17, comma 2, DPR n 633/72.

Questa è la regola generale da ricordare per la fatturazione IVA delle operazioni interne.

Le fatture emesse dal rappresentante fiscale devono contenere sia i dati del rappresentante sia i dati del soggetto estero rappresentato.

FATTURA PER CESSIONE DI BENI PRESENTI IN ITALIA

La fatturazione di una cessione di beni già presenti sul territorio nazionale, fatta ad un soggetto passivo IVA deve essere effettuata dal soggetto estero.

Infatti, la fattura emessa esclusivamente con l’indicazione della partita IVA italiana non è da considerarsi rilevante ai fini IVA.

Lo conferma la Risoluzione n. 21/E dell’Agenzia delle entrate.

Nel documento si sostiene che, per una cessione effettuata nei confronti di un soggetto passivo Iva Italiano, il documento emesso con l’indicazione della sola partita Iva italiana da parte del rappresentante fiscale di un soggetto passivo estero sia da considerare non rilevante come fattura ai fini Iva.

In questi casi la fattura deve essere richiesta direttamente dal fornitore estero.

L’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/1972 prevede che:

gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti nei confronti di soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, compresi i soggetti indicati all’articolo 7-ter, comma 2, lettere b) e c), sono adempiuti dai cessionari o committenti. Tuttavia, nel caso di cessioni di beni o di prestazioni di servizi effettuate da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, il cessionario o committente adempie gli obblighi di fatturazione di registrazione secondo le disposizioni degli articoli 46 e 47 del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427

FATTURAZIONE DEL CLIENTE ITALIANO

Pertanto, il soggetto passivo stabilito in Italia, per tutti gli acquisti di beni o servizi territorialmente rilevanti in Italia, effettuati da soggetti non residenti, ha l’obbligo di:

  • Integrare la fattura ricevuta dal fornitore o prestatore UE;
  • Emettere autofattura, se il fornitore è stabilito in Paesi extra-UE.

La Risoluzione n 89/E/2010, ha precisato che l’articolo 17, comma 2,

esclude che il cedente o prestatore non residente sia tenuto all’emissione della fattura (e ai conseguenti adempimenti di annotazione e dichiarazione), tramite il numero identificativo Iva italiano

In tale sede era anche stato confermato che l’IVA relativa a beni e servizi territorialmente rilevanti in Italia, deve sempre essere assolta dal cessionario o committente stabilito in Italia. L’assolvimento avviene mediante l’applicazione del meccanismo del reverse charge.

Questo ancorché il cedente o prestatore sia identificato ai fini IVA in Italia, tramite identificazione diretta o rappresentante fiscale. A tal proposito, si vedano anche C.M. n. 14/E/2010 e C.M. n. 36/E/2010.

In realtà l’Agenzia ammette che, per le cessioni interne, il rappresentante fiscale di un soggetto estero sia legittimato, per esigenze interne, ad emettere al cessionario/committente residente un documento non rilevante ai fini dell’IVA, pur indicando che l’imposta afferente tale operazione verrà assolta dal cessionario o committente.

ADEMPIMENTI DEL CLIENTE ITALIANO

Difatti, gli adempimenti che il soggetto passivo italiano deve porre in essere, in relazione alle prestazioni rese dal fornitore/prestatore UE, in caso di fornitore comunitario, sono (si veda in tal senso anche la C.M. n. 12/E/2013):

  • Numerare la fattura ricevuta dal fornitore UE, integrarla con gli elementi che formano base imponibile e Iva ed annotarla distintamente nel registro Iva vendite ed Iva acquisti, oppure,
  • In caso di mancata ricezione della fattura del fornitore comunitario entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, emettere autofattura entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione ed annotarla entro il termine di emissione e con riferimento al mese precedente.

Pertanto, il contribuente dovrà considerare la fattura emessa dal rappresentante fiscale del soggetto non residente, riportante la sola partita IVA italiana, come non rilevante ai fini IVA.

E, quindi, come con la conseguente necessità di richiedere, in sostituzione, l’emissione di una fattura direttamente da parte del fornitore comunitario

In caso di mancato ricevimento della stessa nei termini prescritti, il soggetto IVA italiano è tenuto ad emettere autofattura. Questo, se non riceve la fattura nei due mesi seguenti all’effettuazione dell’operazione.


RAPPRESENTANTE E DEPOSITI FISCALI

L’articolo 50-bis del D.L. n. 331/1993 regolamenta i “depositi IVA” per la custodia di beni nazionali e comunitari, che non siano destinati alla vendita al minuto nei locali dei depositi medesimi.

L’estrazione dei beni da un deposito Iva può essere effettuata solo da soggetti passivi d’imposta, mediante pagamento dell’Iva.

In caso di soggetti esteri è, quindi, il rappresentante fiscale, se nominato, che adempie agli obblighi per l’estrazione dei beni dai depositi fiscali.

Nel caso di operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta, i gestori dei depositi Iva assumono, qualora non sia stato già nominato un rappresentante fiscale, la veste di rappresentanti “leggeri” dei soggetti passivi d’imposta non residenti, per l’adempimento dei relativi obblighi tributari.

Le disposizioni previste dal suddetto articolo 50-bis permettono agli operatori, anche non residenti, che abbiano nominato un rappresentate fiscale, di procedere al ritiro dei beni di provenienza extra-CEE senza pagamento dell’Iva normalmente dovuta all’importazione.

In tal caso, è necessario compilare un’apposita dichiarazione dell’importatore in merito alla destinazione del bene, comprovata dalla restituzione di copia del documento doganale di importazione, munita dell’attestazione, sottoscritta dal depositario, di avvenuta presa in carico delle merci nell’apposito registro per i depositi Iva.

Vi possono essere diverse casistiche:

  • I beni vengono immessi in territorio interno: la cessione è imponibile in linea di principio, salvo l’applicazione di specifiche cause di non imponibilità;
  • I beni sono inviati in territorio extra-CEE: il cedente deve fatturare i beni in regime di non imponibilità (articolo 8, primo comma, del DPR n. 633/1972);
  • I beni sono inviati in altro Stato membro della Comunità: il cedente, nel caso in cui il cessionario sia identificato ai fini Iva, deve fatturare i beni in regime di non imponibilità (articolo 46, comma 2, del D.L. n. 331/1993).

IMMISSIONE DI BENI IN LIBERA PRATICA

L’immissione in libera pratica si risolve in una procedura di pagamento delle imposte, quali dazi, prelievi agricoli ed ogni altra tassa ad effetto equivalente al momento dell’ingresso della merce nel territorio nazionale.

In linea generale, le merci presentate alla dogana al momento dell’immissione in libera pratica in Italia dovrebbero scontare, oltre ai dazi doganali, anche l’Iva.

A norma dell’articolo 67 del DPR 633/1972, infatti, costituiscono importazioni, tra le altre, le operazioni di immissione in libera pratica, con sospensione del pagamento dell’imposta, qualora si tratti di beni destinati a proseguire verso altro Stato membro della Comunità economica europea.

Quindi, nell’ipotesi in cui i beni provenienti da uno Stato extra-U.e. introdotti in “libera pratica” in Italia siano destinati ad un soggetto in altro Stato membro, il pagamento dell’Iva non deve essere effettuato in Italia.

In tal caso, infatti, trova applicazione il principio di pagamento dell’imposta “a destinazione”, secondo il quale l’Iva deve essere assolta in altro Stato membro dal cessionario residente in detto Stato.

Il Ministero ha, tuttavia, chiarito che tale agevolazione può essere applicata solo nel caso in cui il soggetto destinatario della merce sia titolare di partita Iva in Italia (Telex 13-05-1993, n. 616/VII) e, quindi, qualora il soggetto non disponga di una stabile organizzazione, nel caso in cui abbia nominato un rappresentante fiscale.

ESEMPIO DI IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA

  • Cedente: soggetto extra-UE
  • Cessionario: soggetto UE
  • Dogana di immissione UE: Italia

Nel caso riportato, il cessionario assolve i dazi doganali al momento dell’ingresso della merce in Italia. L’Ufficio doganale che accetta la dichiarazione di importazione liquida l’Iva, sospendendone però la riscossione, a norma dell’art. 67, primo comma, lett. a, del DPR n. 633/1972.

Deve, inoltre, essere fornita la prova che la merce importata viene fatta proseguire verso altro Stato membro. A tal fine, l’operazione dovrà essere indicata separatamente nel listing delle cessioni intracomunitarie presentato dal rappresentante.

Il cedente, in base al disposto dell’art. 46, comma 2, del D.L. n. 331/1993, provvede, poi, mediante rappresentante fiscale in Italia, ad emettere fattura non imponibile ex art. 41, comma 2, lett. c, del D.L. n. 331/1993.

Il cessionario provvederà, quindi, secondo la normativa vigente nel proprio Stato, ad assoggettare ad imposta l’operazione, mediante integrazione.


RAPPRESENTANTE FISCALE IN ITALIA DI SOGGETTO ESTERO: CONSULENZA

In questo articolo ho voluto indicarti tutti gli adempimenti e le responsabilità che gravano sul Rappresentante Fiscale IVA.

Il soggetto estero che si trova ad effettuare operazioni rilevanti IVA in Italia ha la possibilità di nominare il proprio rappresentante fiscale andando così a recuperare IVA italiana.

La nomina del Rappresentante non è adempimento semplice. Per questo motivo, se hai bisogno di un esperto che possa aiutarti in questo ambito, contattami!

Potrò occuparmi degli adempimenti legati all’avvio delle pratiche IVA ed alla tenuta degli adempimenti obbligatori IVA in Italia del Rappresentante Fiscale.

Contattami seguendo il link seguente, per ricevere una consulenza o un preventivo.

 

16 COMMENTS

  1. Salve,
    grazie per aver redatto questo esaustivo articolo.
    Mi chiedevo quale sia il volume minimo necessario per nominare un rappresentante fiscale in Italia.
    Mi spiego meglio.
    Se noi dalla Bulgaria, vendiamo un prodotto in Italia che costa 100€, quanti prodotti devo vendere prima di essere obbligato a far pagare l’IVA ai clienti italiani?

    Grazie

     
  2. In Italia la soglia per la nomina di un rappresentante fiscale o per una identificazione è di 35.000 euro nelle vendite B2C di beni. Se vuole maggiori informazioni o ha bisogno di consulenza per l’identificazione diretta in Italia possiamo aiutarla. Mi contatti in privato.

     
  3. Buongiorno
    Sono Direttore di una dita rumena che ha reprezentante fiscale in Italia.
    Lavoriamo abigliamento in triangolazione tranne il noștri R.fiscale.
    Materiale parte tutto dal ns Cliente da Italia il nostro rapresentante fa la Dogana il Italia e manda tutto in Republica Moldova per confezione.
    Al importo del prodoto finito in Dogana Italiana abbiamo pagato Iva e dazzi doganali.
    Da piu di un anno (il27.02.2017)abbiamo chiesto rimborso Iva Per un importo di 26 000 euro e ancora non sapiamo niente.Non conosco le leggi italiane per la Iva ,ma mi sembra strano che il nostro rapresentante fiscale in Italia quando lo dobandiamo di Iva lui non sa mai niente e ne vuole andare alla Agenzia delle entrate Per domandare Cosa succede . Vorei sapere il rimborso Iva nostro a Chi viene fatto alla Dogana o direttamente nel ns conto dalla România.E posibile che una altra persona puo prendere questa Iva nel nostro conto?
    Quale sono tempi per rimborso Iva in Italia?
    Grazie

     
  4. I tempi dei rimborsi Iva dipendono dall’Agenzia delle Entrate, e dallo stato di lavorazione della pratica. E’ comunque possibile aver ragguagli sulla situazione. Se vuole siamo a disposizione per cercare di aiutarla in questo.

     
  5. Buongiorno,
    chiedo gentilmente se vi è la possibilità di avere questo articolo già tradotto in inglese
    Grazie
    Cordiali slauti

     
  6. Sono residente in Italia ma titolare di una società Rumena, Vi chiedo se con la società Rumena aprendo una partita IVA in Italia, posso prendere lavori anche in Italia pagando le tasse in Italia. Grazie Mille

     
  7. Deve aprire una branch italiana della sua società, a quel punto può prendere lavori in Italia.

     
  8. Buongiorno,

    Ho una ditta in Svizzera e sarei interessato all’apertura di una posizione di rappresentanza fiscale in italia per rispondere alle richieste dei nostri clienti privati, per quelli con partita iva utilizziamo il meccanismo del revers charge ,per quelli privati non abbiamo attualmente la capacità di rispondere alle loro esigenze, l’attività è riguardante ristrutturazioni e prodotti da rivestimento e sue installazioni.
    La pratica descritta pur nella sua complessità burocratica dovrebbe limitarsi alla nomina del rappresentante ,all’apertura della posizione iva e al versamento dei pagamenti iva.
    Quanto potrebbe essere un costo indicativo di questa pratica?
    E possibile che un parente su territorio italiano venga nominato e che faccia i versamenti all’iva?
    Ringrazio per qualsiasi dettaglio aggiuntivo al corposo e esaustivo articolo.

     
  9. Certamente, è possibile nominare proprio rappresentante fiscale in Italia, qualsiasi persona. E’sufficiente aprire una posizione IVA. Il costo dipende da quanto il rappresentante vuole farsi pagare. Dico questo perché il rappresentante fiscale e responsabile in solido con l’azienda per l’eventualmente mancato, o errato versamento dell’IVA in Italia. Naturalmente, spettano al rappresentante fiscale le incombenze legate alla fatturazione delle operazioni a privati italiani.

     
  10. Grazie della risposta,
    In particolare pensavo di nominare direttamente la mia compagna
    e fatturare direttamente attraverso di lei
    se fosse il caso voi vi occupate delle dichiarazioni Iva ?…

    La detrazione ed il rimborso dell’imposta;
    La dichiarazione annuale Iva;
    Le liquidazioni periodiche Iva.
    Se si ,potrei ricevere un preventivo dei costi
    Grazie

     
  11. Buongiorno, articolo davvero molto interessante ed esaustivo.
    Le riepilogo la mia situazione.
    Io sono residente in Svizzera e vorrei aprire una ditta individuale che si occuperà prevalentemente di e-commerce. La questione è che alcuni dei prodotti che saranno in vendita dall’e-commerce verranno spediti da un magazzino che si trova in Italia. idealmente il sito venderà in Svizzera, in Italia e nel resto d’Europa.

    Come funziona per la rappresentanza fiscale? Mi hanno parlato di raggiungimento della soglia della cifra d’affari nazionale (VAT Threshold), che in Italia dovrebbe essere di euro 35’000. Non ho capito: al di sotto di questa soglia non è necessaria la rappresentanza fiscale o è comunque obbligatoria?

    Altra domanda: in Italia posseggo ancora una partita IVA in qualità di libero professionista. Potrei usare questa partita IVA eventualmente come rappresentanza fiscale o devo necessariamente aprirne un’altra?

    Grazie anticipatamente.

     
  12. Salve Massimiliano, posso sicuramente rispondere alle sue domande, ma mi occorrono sicuramente maggiori informazioni. Se vuole mi scriva in privato a questa mail: info@fiscomania.com in modo da fissare una consulenza personalizzata dedicata a risolvere le sue problematiche.

     
  13. Buonasera, avremmo bisogno di avere un rappresentante fiscale in Italia di una nostra azienda americana.
    che commercializza software on line e codici di attivazione software e licenze di sistemi operativi.

    Le nostre domande sono :
    – Quali requisiti deve avere questa figura del rappresentante fiscale ?
    – Deve essere residente in Italia o solo domiciliato ?
    – Può essere cittadino Extra CEE o solo cittadino CEE o solo cittadino ITALIANO ?
    – Possiamo poi fatturare con IVA esposta ai nostri clienti DISTRIBUTORI ESCLUSIVI ITALIANI ?

    Potete voi, nel caso volessimo, dopo aver valutato le risposte ai nostri quesiti, adempire alle formalità di apertura della partita IVA Italiana a nome del nostro rappresentante ITALIANO che noi forniremo ?

    Grazie per la eventuale risposta
    Cordiali Saluti
    Giovanni Clerici

     
  14. Salve Giovanni, il rappresentante fiscale è una figura che fiscalmente rappresenta la vostra azienda in Italia. La cosa importante è che questa figura diventa rappresentante delle imposte dovute dall’azienda in Italia. Nell’articolo, trova tutte le info utili su questa figura. Una volta individuata la figura che deve svolgere questo ruolo possiamo aiutarvi nella gestione fiscale annuale di tutti gli adempimenti. Scrivetemi a questa email: info@fiscomania.com.

     

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