Regime Forfettario 2019: guida ai requisiti di accesso

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Il Regime Forfettario è un regime fiscale per le imprese e i professionisti di minori dimensioni. Regime che prevede agevolazioni fiscali e contributive, a patto di rispettare i requisiti di accesso e permanenza nel regime. Di seguito proponiamo una guida riepilogativa al Regime Forfettario. Rimandandovi agli specifici a specifici articoli per gli approfondimenti del caso.

La Legge n. 190/2014, così come modificata dalla Legge n. 208/2015, ha introdotto, a partire dal primo gennaio 2015, il regime fiscale forfettario.

Tale regime è stato modificato a partire dal 1° gennaio 2019 dalla Legge n 145/2018. Questo per quanto riguarda i requisiti di accesso e di permanenza nel regime sono cambiati.

Si tratta di un regime fiscale naturale per Imprenditori e Liberi Professionisti con tassazione sostitutiva degli effetti dell’IRPEF, dell’IRAP per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni.

Il Regime Forfettario un regime fiscale agevolato, volto ad incentivare l’apertura e la gestione di attività commerciali o professionali di dimensioni minori. Per questo motivo prevede minori adempimenti e oneri da sostenere.

Per questi soggetti resta comunque salva la facoltà di adottare i regimi fiscali ordinari con applicazione dell’IVA.

Vediamo di seguito di riepilogare gli aspetti principali legati all’attuazione del Regime Forfettario, per professionisti e piccole imprese.

Ho pensato di realizzare questa guida in modo semplice e pratico, in modo che possa essere di facile consultazione per tutti.

Troverai tutte le informazioni utili se stai pensando di avviare una nuova attività professionale o imprenditoriale, senza dimenticare i miei consigli.

Sei pronto?!


REGIME FORFETTARIO E PRECEDENTI REGIMI AGEVOLATI AI FINI IVA

Con l’entrata in vigore del Regime Forfettario, dal primo gennaio 2015, tutti i regimi fiscali agevolati precedentemente in vigore sono stati abrogati.

In particolare si tratta dei seguenti regimi fiscali:

  • Il regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della L. 388/2000);
  • Il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. C.d. Regime dei Minimi (art. 27 co. 1 e 2 del D.L. n. 98/2011);
  • Il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” (art. 27 co. 3 del D.L. n. 98/2011).

In buona sostanza, il Regime Forfettario è divenuto l’unico regime fiscale agevolato utilizzabile. Questo sia dai contribuenti che vogliono intraprendere una nuova attività che da quelli che sono già in attività.

Naturalmente previa sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa.

L’unica eccezione è data dai contribuenti che fino al 2015 si sono avvalsi del Regime dei Minimi.

Questi contribuenti, infatti, possono continuare ad applicare tale regime in via transitoria e fino alla scadenza naturale del regime.

Quindi, o fino a completamento del quinquennio, o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

Fermo restando la possibilità di applicare comunque il Regime Forfettario, valutandone la convenienza.

APPLICAZIONE DEL REGIME

Il Regime Forfettario è un regime fiscale che può essere applicato indistintamente da tutti i contribuenti che operano in regime di impresa o di esercenti arti o professioni.

Per questo motivo sono previsti dalla norma una serie di requisiti da rispettare.

Requisiti che devono essere verificati con riferimento all’anno di imposta precedente a quello in cui si applicherà questo regime fiscale.


REGIME FORFETTARIO: CARATTERISTICHE FISCALI E PREVIDENZIALI 

Le caratteristiche principali del Regime Forfettario possono essere sintetizzate nel modo seguente:

REGIME DI CASSA
Il reddito di impresa o di lavoro autonomo viene determinato esclusivamente in base al criterio di cassa. Ovvero sulla base dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta. A questo reddito è applicato un coefficiente di redditività, che tiene conto delle spese applicate in modo forfettario. Al reddito imponibile così determinato è applicata un imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni), che poi a regime passa al 15%. Il pagamento delle imposte avviene con la dichiarazione dei redditi

SPESE FORFETTARIE
Le spese sostenute per l’esercizio dell’attività non possono essere dedotte analiticamente dal reddito. Ad eccezione dei contributi previdenziali versati in ciascun periodo di imposta. Al posto della deduzione analitica dei costi è prevista una deducibilità forfettaria, con una aliquota in percentuale sul reddito che varia a seconda dell’attività esercitata.

AGEVOLAZIONI
Oltre alla deduzione forfettaria dei costi e alla tassazione con imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, ci sono altre agevolazioni.

E’ prevista, infatti:

  • L’esclusione dall’applicazione dell’IVA. Di concerto anche l’impossibilità di detrarsi l’IVA in acquisto. Chi opera in Regime Forfettario ai fini IVA è equiparato ad un “privato”;
  • Esclusione dall’applicazione delle ritenute di acconto. Questo per i soggetti che operano come Professionisti;
  • Non è prevista l’applicazione degli indici di affidabilità;
  • L’applicazione della Fatturazione Elettronica per le operazioni attive e passive è soltanto facoltativa.

Gli esercenti attività d’impresa hanno la facoltà di chiedere all’INPS una riduzione contributiva.

Si tratta di una riduzione del 35% dei contributi dovuti annualmente alla Gestione Ivs Artigiani e commercianti INPS.

Te lo spiegherò meglio nel proseguo.


REGIME FORFETTARIO 2019: LIMITI E REQUISITI DI ACCESSO

requisiti che la Legge chiede di rispettare per l’accesso a questo regime forfettario devono essere verificati da ciascun soggetto.

La verifica deve essere effettuata con riferimento all’anno di imposta precedente rispetto a quello per il quale si chiede l’accesso al regime.

Il Regime Forfettario è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione.

Possono applicare questo regime anche le Imprese Familiari. Purché in possesso dei relativi requisiti.

REQUISITI OGGETTIVI DI ACCESSO AL REGIME FORFETTARIO

L’accesso al Regime Forfettario, nonché il mantenimento dello stesso negli anni successivi, è possibile per i soggetti che possiedono determinati requisiti.

Requisiti che possono essere così schematizzati:

  • Limite Ricavi e Compensi –> Non superiore a € 65.000;
  • Spese per lavoro dipendente –> Non superiori a € 5.000 –> ABROGATO DAL 1° GENNAIO 2019
  • Beni strumentali –> Costo complessivo non superiore ad € 20.000 — ABROGATO DAL 1° GENNAIO 2019

Questi requisiti devono essere verificati:

  • Per coloro che sono già in attività sui dati dell’anno precedente;
  • Mentre, per chi intende iniziare una nuova attività, su dati presunti dell’anno in corso.

Per maggiori approfondimenti sui requisiti di accesso vi rimando a questo contributo:

Regime-forfetario: le condizioni di accesso

LIMITE RICAVI E COMPENSI REGIME FORFETTARIO 2019

Possono accedere al Regime Forfettario i contribuenti che hanno percepito ricavi o compensi non superiori a € 65.000.

Questo indipendentemente dal Codice Ateco applicato.

Per accedere al regime agevolato i ricavi o compensi percepiti (eventualmente ragguagliati ad anno) non devono essere superiori a € 65.000.

Il limite è unico e riguarda tutti i codici ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata.

TABELLA CODICI ATECO REGIME FORFETTARIO

GRUPPO DI SETTOREATTIVITA' ATECO 2007SOGLIA RICAVI COMPENSICOEFFICIENTI DI REDDITIVITA'
Industrie alimentari e
delle bevande
(10 – 11)65.00040%
Commercio all’ingrosso
e al dettaglio
45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a
47.7) – 47.9
65.00040%
Commercio
ambulante di prodotti
alimentari e bevande
47.8165.00040%
Commercio ambulante
di altri prodotti
47.82 – 47.8965.00054%
Costruzioni e attività
immobiliari
(41 – 42 – 43) – (68)65.00086%
Intermediari del commercio46.165.00062%
Attività dei servizi di alloggio
e di ristorazione
(55 – 56)65.00040%
Attività professionali,
scientifiche, tecniche,
sanitarie, di istruzione,
servizi finanziari ed assicurativi
(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73
– 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)
65.00078%
Altre attività
economiche
(01 – 02 – 03) –(05 – 06 –07 – 08 – 09)
– (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19
– 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27
– 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) –
(36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52
– 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63)
– (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84)
– (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) –
(97 – 98) – (99)
65.00067%

E’ opportuno precisare che ne primo anno di attività i compensi vanno ragguagliati ad anno.

Se si effettuano più attività si deve fare attenzione a non superare il limite massimo di € 65.000 considerata la somma del fatturato dei singoli codici Ateco.

Per approfondimenti: “Multiattività nel Regime Forfetario“.

Per la verifica del limite dei compensi, occorre fare riferimento anche delle cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate. Cessioni e prestazioni per le quali, si sono verificati i presupposti dell’articolo 109, comma 2, del DPR n. 917/86.

LIMITE DI SPESA PER COLLABORATORI E DIPENDENTI REGIME FORFETTARIO 2019

Nel 2018 si era esclusi dall’applicazione del Regime forfettario nel caso in cui si fossero sostenute durante l’anno spese per lavoratori dipendenti più di € 5.000.

Per il Regime forfettario 2019 questo limite è stato eliminato. Si possono assumere lavoratori dipendenti senza limiti di spese.

L’impiego di personale dipendente da parte di un Forfettario (pensa la segretaria), nel rispetto di tutte le altre condizioni, non preclude l’accesso al regime.

Una delle caratteristiche del regime in commento risiede nella circostanza che il Forfettario non è sostituto d’imposta.

Questo significa che il soggetto in Regime Forfettario non è tenuto alla predisposizione del modello CU e nemmeno al modello 770.

Il lavoratore dipendente assunto dal Forfettario, quindi, riceve lo stipendio al lordo delle ritenute fiscali di legge. Questo significa, che tale soggetto dovrà scontare l’imposizione fiscale, obbligatoriamente nella propria dichiarazione dei redditi.

LIMITE BENI STRUMENTALI REGIME FORFETTARIO 2019

La disciplina del forfettario 2018 prevedeva che per poter accedere al Regime forfettario, non si dovevano avere beni strumentali per un valore superiore ai € 20.000.

Per il Regime Forfettario 2019 questo limite è stato eliminato, non si dovrà più rispettare alcun vincolo per il valore dei beni strumentali.


REGIME FORFETTARIO 2019: CAUSE DI ESCLUSIONE

Per verificare la possibilità di accedere al Regime Forfettario 2019, è necessario fare attenzione a non rientrare in nessuna causa di esclusione.

Infatti, anche nel caso in cui si rispetti il requisito dei € 65.000 di reddito, esistono alcuni casi in cui non si può comunque applicare il Regime forfettario.

Si tratta delle seguenti fattispecie.

ATTIVITÀ IN REGIMI SPECIALI IVA

Persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA. Oppure di regimi forfetari di determinazione del reddito.

Faccio riferimento al regime dell’Agricoltura, regime del margine, regime dell’editoria, etc.

Per poter accedere al regime forfettario questi soggetti devono applicare il regime IVA ordinario, e non quello speciale.

SOGGETTI NON RESIDENTI

Soggetti non residenti.

Ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni.

Questo a patto che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.

Nel caso è possibile operare in Regime Forfettario.

CESSIONE DI FABBRICATI

Soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati.

O porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, comma 1, numero 8), del DPR n. 633/72. Oppure di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del D.L. n. 331/1993.

PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ

Non possono applicare il Regime Forfettario i soggetti esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo che partecipano contemporaneamente a:

  1. Società di persone, Associazioni professionali, imprese familiari;
  2. Controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata (anche in trasparenza) o associazioni in partecipazione. Deve trattarsi di società che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  3. Associazioni in partecipazione.

Aspetto importante è che per “controllo” deve intendersi il concetto di “partecipazione qualificata” ai sensi dell’articolo 67 del DPR n 917/86. Una partecipazione qualificata in una società presenta i seguenti requisiti:

  • Società quotata in mercati regolamentati italiani o esteri
    • possesso superiore al 2% dei diritti di voto in Assemblea ordinaria;
    • oppure possesso superiore al 5% del capitale sociale.
  • Società non quotata in mercati regolamentati
    • possesso superiore al 20% dei diritti di voto in Assemblea ordinaria;
    • oppure possesso superiore al 25% del capitale sociale o patrimonio

Queste cause di esclusione devono essere verificate nell’anno di applicazione del regime. E non nell’anno precedente.

Per approfondire: “Guida alle cause di esclusione dal regime

LAVORO DIPENDENTE

Un approfondimento particolare riguarda la possibilità di applicare il regime per chi esercita anche attività di lavoro dipendente.

Non possono applicare il Regime forfettario 2019 i soggetti che hanno percepito:

  • Redditi da lavoro dipendente o redditi assimilati e
  • Esercitano attività d’impresa

prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti. Oppure in ogni caso, nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili.

I redditi da lavoro dipendente sono quelli indicati negli articoli 49 e 50 del DPR n 917/86.

VINCOLO AL DATORE DI LAVORO

La norma impedisce al soggetto di operare in Regime Forfettario se fattura prevalentemente al suo ex datore di lavoro. Datore per il quale era in essere un contratto di lavoro dipendente.

Questa normativa è volta ad evitare che i datori di lavoro trasformino contratti da lavoro dipendente in contratti a Partita IVA.

Affinché sia precluso l’esercizio in Regime Forfettario è necessario che almeno il 50% del fatturato di un soggetto derivi dall’ex datore di lavoro.

Nel caso in cui l’ex datore di lavoro sia solo uno dei clienti del professionista o dell’imprenditore che opera con Partita IVA, il Regime Forfettario non è precluso.

Stessa cosa per il soggetto che fattura in monocommittenza. Il fatto di operare per un unico committente non è causa di esclusione dal Regime Forfettario. Tuttavia, possono esserci problematiche legate alle c.d. “False Partite IVA“. Questo, tuttavia, è una problematica diversa, ma che non preclude l’esercizio con il Regime Forfettario.


REGIME FORFETTARIO E SEMPLIFICAZIONI IVA

Il principale vantaggio dei contribuenti che applicano il regime è che si trovano in ambito di franchigia IVA.

Per questo motivo c’è l’esonero da buona parte degli adempimenti previsti in materia di IVA.

La disciplina del regime forfettario ai fini IVA prevede l’espletamento di alcuni adempimenti a seconda del tipo di operazione posta in essere.

REGIME FORFETTARIO: ADEMPIMENTI 

Operazioni Nazionali

Il contribuente che si avvale del regime forfettario non può esercitare la rivalsa IVA. Articolo 18 del DPR n 633/72.

Sulle fatture emesse, scontrini o ricevute fiscali emessi durante l’applicazione del regime forfettario non deve essere addebitata l’IVA a titolo di rivalsa.

Cessione di beni

La disciplina ricalca quella ordinaria.

Trova applicazione l’articolo 41 comma 2-bis del DL n 331/93 per operazioni UE.

Trova applicazione l’articolo 8 del DPR n 633/72 per operazioni Extra-UE.

Acquisto di beni Extra-UE

Entro la soglia di € 10.000 annui sono considerati non soggetti ad IVA nel Paese di destinazione.

Gli acquisti sono assoggettati a tassazione nel Paese di provenienza. Articolo 38 comma 5, lettera c), del DL n 331/93.

Per approfondire: “operazioni estere per i Forfettari

Prestazioni di servizi

Prestazioni di servizi ricevuti da non residenti o rese ai medesimi, rimangono soggette alle ordinarie regole.

Articoli 7-ter e seguenti del DPR n 633/72.

REGIME FORFETTARIO E ADEMPIMENTI CONTABILI

I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Tuttavia, i contribuenti che operano nel Regime sono tenuti a:

  • Numerare e conservare le fatture d’acquisto e le bollette doganali;
  • Certificare i corrispettivi.

Devono, anche presentare la dichiarazione dei redditi nei termini e con le scadenze previste dal DPR n. 322/98.

I ricavi conseguiti e i compensi percepiti non sono assoggettati a ritenuta d’acconto.

A tal fine è necessario che il contribuente rilasci un’apposita dichiarazione al sostituto dalla quale risulti che le somme percepite afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva.

INDICAZIONI DA RIPORTARE IN FATTURA

Il soggetto che adotta il Regime Forfettario è tenuto a riportare in fattura la seguente dicitura.

Questo al fine di informare il cliente che si avvale di questo particolare regime fiscale che non prevede l’applicazione dell’IVA in fattura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, e articolo 1, commi da 111  a 113, della Legge n. 208/2015, e s.m. – Regime forfetario”

Dicitura da inserire in Fattura per Regime Forfettario

REGIME FORFETTARIO E FATTURA ELETTRONICA

I soggetti che applicano il Regime Forfettario sono esonerati dall’obbligo di emissione della Fattura Elettronica.

Questi soggetti possono emettere normale fattura ai loro clienti.

Sul lato passivo, ovvero, per le eventuali fatture che ricevono dai fornitori occorre prestare la dovuta attenzione.

In pratica si tratta di fare attenzione ad un meccanismo a due vie messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per i contribuenti che si trovano a ricevere fatture in formato elettronico cartaceo.

Sul punto le Entrate hanno chiarito quanto segue:

non hanno l’obbligo di conservare elettronicamente le e-fatture ricevute «nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la Pec ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche». In questo caso la fattura ha il codice di default «0000000»; restano obbligati negli altri casi di ricezione

Per i Forfettari, dal 2019 vi sono perciò quattro possibilità, rispetto al ciclo passivo e attivo:

  1. Fatture elettroniche ricevute con il codice destinatario «0000000»: secondo le Faq delle Entrate possono essere conservate in modalità tradizionale. Ferma restando la necessità di confermare il valore probatorio della stampa della fattura elettronica;
  1. Le Fatture elettroniche ricevute con il codice destinatario specifico o tra mite Pec: vanno conservate in modalità elettronica;
  1. Fatture ricevute ed emesse in form a cartacea: vanno conservate in modalità tradizionale;
  2. Fatture emesse in formato elettronico: vanno conservate in modalità elettronica. Sia che vengano emesse su base facoltativa, sia che vengano emesse obbligatoriamente, nei confronti di una pubblica amministrazione.

REGIME FORFETTARIO: DETERMINAZIONE DEL REDDITO DA ASSOGGETTARE AD IMPOSTA SOSTITUTIVA

Il Regime Forfettario prescinde dalla determinazione del reddito in forma analitica.

Il reddito imponibile è determinato applicando ai ricavi e compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto in funzione del codice ATECO.

Codice che contraddistingue l’attività svolta.

Sul reddito così determinato, al netto dei contributi previdenziali versati, deve essere applicata un’imposta sostitutiva pari al 15%.

Riassumendo, è possibile riepilogare che:

  • Ai fini della determinazione del reddito imponibile non assumono alcuna rilevanza le spese sostenute nel periodo, siano esse inerenti o meno all’attività svolta dal contribuente. Le uniche spese che possono essere portate in deduzione sono i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge;
  • Il computo dei ricavi avviene secondo il principio di cassa: assumono rilevanza i ricavi o compensi effettivamente incassati nel corso del periodo d’imposta;
  • L’imposta del 15% è sostitutiva dell’imposta sui redditi (irpef), delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (irap).

IMPRESA FAMILIARE IN REGIME FORFETTARIO

In caso di applicazione del regime per imprese familiari l’imposta sostitutiva è dovuta dal titolare dell’impresa.

Essa è calcolata sul reddito dell’impresa stessa prima dell’imputazione della quota ai familiari.

I contributi previdenziali sono deducibili, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico. Ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi.

AGEVOLAZIONE REGIME FORFETTARIO START-UP

L’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali e dell’IRAP per i contribuenti che adottano il Regime Forfetario è ridotta dal 15% al 5%.

Questa agevolazione per le Start-Up in Regime Forfettario è utilizzabile limitatamente ai primi 5 periodi d’imposta in cui è esercitata l’attività.

Questo sia che si tratti di avvio di una nuova impresa, oppure di nuova attività artistica o professionale.

In particolare, è previsto che per il periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e per i 4 successivi, l’imposta sostitutiva è pari al 5%, a condizione che:

  • Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, un’attività artisticaprofessionale o d’impresa. Anche in forma associata o familiare;
  • L’attività da esercitare non costituisca in nessun modo mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo. Escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • Qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti che consentono l’accesso al regime forfetario.

Il reddito determinato secondo i criteri del Regime Forfettario è rilevante, assieme al reddito complessivo IRPEF, ai fini delle detrazioni per carichi di famiglia. Detrazioni di cui all’articolo 12, comma 2, del DPR n 917/86. 


REGIME FORFETTARIO E AGEVOLAZIONI CONTRIBUTIVE

L’applicazione del regime permette anche l’ottenimento di un’agevolazione contributiva. Si tratta di un’agevolazione valida esclusivamente per i soggetti tenuti all’iscrizione alla gestione Ivs Artigiani e Commercianti Inps.

In particolare, i soggetti beneficiari sono esclusivamente le ditte individuali che esercitano attività commerciale. Quindi, i professionisti, di qualsiasi genere, ne sono esclusi.

Il reddito forfettario determinato ai sensi dei precedenti commi costituisce base imponibile ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233. Su tale reddito si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35%. Si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335“

L’agevolazione contributiva consiste in una riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti annualmente.

PROCEDURA DI RICHIESTA AGEVOLAZIONE CONTRIBUTI INPS COMMERCIANTI

Al fine di fruire dell’agevolazione contributiva è necessario effettuare una specifica comunicazione telematica:

  • I soggetti che intraprendono l’esercizio di una nuova attività aderendo al regime agevolato dovranno presentare la domanda in via telematica. Tramite il cassetto previdenziale artigiani commercianti tempestivamente dalla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla Gestione Inps;
  • I soggetti già in attività la dovranno presentare, a pena di decadenza, entro il 28 febbraio di ciascun anno la domanda tramite il cassetto previdenziale artigiani commercianti disponibile sul sito dell’Inps.

Nel caso in cui la dichiarazione sia presentata oltre il termine stabilito, l’accesso al regime contributivo agevolato potrà avvenire a decorrere dall’anno successivo, presentando nuovamente la dichiarazione stessa entro il termine stabilito, ferma restando la permanenza delle condizioni di accesso al regime forfettario.


REGIME FORFETTARIO E RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il rapporto tra i soggetti che applicano il regime forfettario e le pubbliche amministrazioni “intreccia” lo split payment e gli obblighi di fatturazione elettronica tra privati previsti dal 1° gennaio 2019.

SCISSIONE DEI PAGAMENTI

Sul fronte Split Payment, le Entrate hanno confermato che tali contribuenti hanno il solo onere di indicare nella fattura emessa che l’operazione è soggetta al regime di vantaggio o al regime forfettario.

Sul punto la Circolare 6/E/2015, paragrafo n. 8.5, ha chiarito che il meccanismo della scissione dei pagamenti di cui all’articolo 17-ter del DPR 633/1972 “non trova applicazione in relazione alle operazioni assoggettate a regimi speciali che non prevedono l’evidenza dell’imposta in fattura e che ne dispongono l’assolvimento secondo regole proprie

Ossia, come nel caso prospettato, che esonerano il fornitore dall’addebito dell’IVA in via di rivalsa.

FATTURA ELETTRONICA – E-FATTURA

Dal lato della fattura elettronica, l’Agenzia ha chiarito che per i forfettari – anche se esclusi dall’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica – permangono i vincoli dettati dalla Legge n 244/2007.

Questo in ordine alla fatturazione elettronica nei confronti della pubblica amministrazione.

Il comma 909 della legge 205/2017, infatti, ha esteso la fatturazione elettronica agli scambi tra soggetti Iva e poi anche nei confronti dei consumatori finali. Norma che esonera da tali disposizioni i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del Dl 98/ 2011) e quelli che applicano il regime forfettario.

Se un soggetto forfettario deve emettere una fattura a una pubblica amministrazione nei cui confronti ha efficacia il meccanismo dello split payment e al contempo sia destinataria degli obblighi di fatturazione elettronica in quanto indicizzata nel sito www.indicepa.gov.it, deve adeguarsi alla modalità elettronica. Utilizzando il formato Xml e facendola transitare dal Sistema di interscambio (Sdi).

Lo schema della fattura verso la PA prevede, tra gli altri, che l’elemento complesso Dati Anagrafici utilizzi il tipo complesso Dati Anagrafici Cedente Type.

Elemento che al suo interno presenta diversi campi da valorizzare tra cui il campo Regime Fiscale. Questo ha un formato alfanumerico di 4 caratteri per indicare il tipo di regime fiscale adottato dal cedente / prestatore.

Nel caso del soggetto passivo IVA aderente al regime forfettario, occorrerà compilare il campo con “RF19“. Nessuna dicitura, invece, per segnalare la non applicazione dello split payment.


VALUTAZIONI DI CONVENIENZA SUL REGIME FORFETTARIO

Non si fa altro che parlare della convenienza del Regime Forfettario.

E’ vero, il Regime Forfettario presenta degli indubbi elementi di convenienza. Tuttavia, non è detto che sia così in tutti i casi.

Non esiste un criterio univoco per stabilire a priori quando, o meno, il Regime Forfettario è più conveniente rispetto al regime ordinario, la Contabilità Semplificata.

Per questo motivo ho voluto predisporre due esempi in cui, prendendo come riferimento un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS, per valutare la convenienza del Regime Forfettario.

Partiamo.

Ipotizziamo i seguenti dati di partenza.

Fatturato €   35.000,00
Coeficiente di redditività78%
Canone di locazione  €   10.000,00
Spese mediche €     5.000,00
Contributi previdenziali  €     3.000,00
Contributi previdenza integrativa €     2.500,00

Vediamo, come con questi dati si determina il reddito netto in Regime Forfettario ed in Contabilità Semplificata.

Regime Forfettario
Fatturato €   35.000,00
Coefficiente di redditività78%
Reddito tassabile €   27.300,00
Contributi previdenziali obbligatori €     3.000,00
Reddito imponibile €   24.300,00
Imposta 15% €     3.645,00
Contributi Previdenziali  €     6.249,96
Reddito Netto €   25.105,04

Regime Ordinario
Fatturato €   35.000,00
Costi dell’attività €   10.000,00
Contributi previdenziali €     3.000,00
Oneri deducibili €     2.500,00
Reddito imponibile €   19.500,00
Imposta lorda €     4.665,00
Oneri detraibili €         950,00
Imposta netta €     3.715,00
Contributi previdenziali €     5.658,40
Reddito Netto €   25.626,60

In questa simulazione, anche se per poco ma la Contabilità Semplificata offre un vantaggio rispetto all’applicazione del Regime Forfettario. Questo è dovuto al fatto che i costi sostenuti dal professionista sono rilevanti.

I costi legati all’attività, ovvero i € 10.000 di affitto, e gli oneri personali sostenuti nell’anno (€ 2.500 di contributi previdenziali non obbligatori e € 5.000 di spese sanitarie) hanno finito per pesare in modo determinante sulla valutazione.

Come fare una valutazione di convenienza

Questi oneri, che nel Regime Forfettario vengono perduti, possono essere sfruttati nella Contabilità Semplificata. Per questo motivo è sempre opportuno effettuare una valutazione di convenienza.

E’ opportuno, quindi, affidarsi ad un professionista esperto che sappia indirizzarti verso il corretto regime fiscale adatto a te.

Lo sbaglio che commettono in molti è quello di fare una valutazione che tiene conto soltanto dei costi effettivi dell’attività. E’ opportuno, invece, considerare anche gli oneri deducibili e detraibili che si sostengono nell’anno.

Sono questi, infatti, che principalmente sono in grado di indirizzare la scelta del corretto regime fiscale per un soggetto che vuole avviare o modificare il proprio regime fiscale.

Affidati sempre ad un professionista esperto.


REGIME FORFETTARIO: CONSULENZA E PREVENTIVO

Hai bisogno di un consulente che ti aiuti con il Regime Forfettario?

So che credi di potercela fare da solo. Molti dei miei clienti pensavano la stessa cosa, ma poi hanno cambiato idea.

Effettuare una corretta fatturazione, specialmente nelle operazioni estere, la conservazione dei documenti, ma soprattutto la valutazione annuale di convenienza possono portarti ad affidare la tua fiscalità ad un esperto.

Il rischio di commettere errori è sempre alto. Per questo se credi che fare da solo non sia la scelta migliore per te, non affidarti ad un consulente qualunque. Scegli sempre un dottore Commercialista, ma soprattutto uno esperto.

Se non hai un punto di riferimento, non preoccuparti, al termine dell’articolo trovi il link per contattarmi.

Ricorda che ogni errore che commetti, in caso di accertamento, si trasforma in sanzione amministrativa, che poi significa perdita di tempo e denaro.

Il consiglio che ti do è di affidarti ad un professionista che possa garantirti di poterti concentrare al 100% sul tuo business. Se vorrai potrai delegarmi tutti i tuoi adempimenti fiscali, quindi non esitare a contattarmi.

Sono a tua disposizione per effettuare una consulenza personalizzata e valutare con una simulazione numerica il regime fiscale che ti consente il massimo risparmio fiscale.

In questo modo potrai conoscermi e capire come opero, e riceverai un preventivo per la mia consulenza fiscale annuale. Seguo clienti in tutta Italia, quindi non sarà un problema, se la distanza è quella che ti preoccupa.

Non aspettare, contattami!

82 COMMENTS

  1. Se vuole ci sentiamo in privato per una consulenza, quello che posso dirle è che non può operare con prestazione occasionale. Nei rapporti con un committente la prestazione occasionale è vietata.

     
  2. Buongiorno, ho una questione da sottoporvi in merito al regime forfettario. la situazione è la seguente:
    nell’anno 2016 ho aperto ditta individuale a Verona (laboratorio di pasticceria, sezione artigiani) come regime forfettario usufruendo dell’aliquota ridotta al 5% . Ho cessato attività il 27/06/2018 causa trasferimento in altra città.
    Ora per la fine 2018 /inizio 2019 ho in procinto di riaprire la stessa attività nella città in cui mi sono trasferita.
    La mia domanda è la seguente: posso riaprire con lo stesso regime forfettario anche se per i tre anni precedenti ho eseguito lo stesso tipo di attività ?
    Per quanto riguarda la riduzione invece dell’aliquota dal 15 % al 5% invece non è più possibile giusto?
    L’unica cosa che mi preme è poter almeno riaprire con regime forfettario. Grazie in anticipo.
    Paola

     
  3. Potrà aprire in regime forfettario, la prosecuzione dell’attività è un vincolo ma riguarda chi passa da lavoro dipendente ad autonomo. L’aliquota ridotta però non potrà utilizzarla.

     
  4. Buonasera, qualche dubbio:
    1) ho emesso quest’anno tre ricevute di prestazione occasionale, per poi aprire partita IVA forfettaria. Poiché andrò molto vicino al limite di reddito annuale (20000 invece di 30000 in quanto aperta partita IVA con data 1 Maggio), volevo chiedere se i redditi derivanti da quelle prestazioni occasionali sono da contare riguardo questo limite o meno (e in caso se vanno contati al netto o al lordo della ritenuta d’acconto).
    2) il mio committente sostiene che non bisognava apporre alcuna marca da bollo sulle ricevute di prestazione occasionale (superiori a € 77.47), ma leggendo in varie guide sembrerebbe il contrario.
    3) posto che per la prestazione occasionale è presente il limite di 30 giorni di lavoro verso uno stesso committente, la mia si configura comunque come prestazione occasionale contando che gli effettivi giorni di lavoro sono stati minori di 30 ma le date delle ricevute spaziano più di 30 giorni?
    4) nel caso in cui il punto precedente sia negativo, ovvero che la mia non si configuri come prestazione occasionale, avrei negato l’accesso alla tassazione agevolata al 5% sul regime forfettario?
    Mi scuso per le tante domande e vi ringrazio per l’attenzione.

     
  5. La prestazione occasionale e il regime forfettario sono regimi diversi con regole diverse di tassazione. La marca da bollo va su ogni ricevuta che supera la soglia che ha indicato. Il limite di 30 giorni sulle prestazioni occasionali è abolito dal 2015. Per maggiori info sono a disposizione per una consulenza.

     
  6. Buonasera.
    Sono ditta individuale con codice ATECO 71 in regime forfettario.
    Faccio un esempio: emetto una fattura di Importo 100 euro + Contributo integrativo 4% L.335/1995 di 4 euro + Bollo da 2 euro = Totale 106 euro.
    Su questa fattura la percentuale del 78% va calcolata sul compenso incassato di 106 euro oppure su 104 euro (sottraendo i 2 euro del bollo)?
    Grazie

     
  7. Salve
    ho 45 anni e ho aperto quest’anno una partita iva a regime forfettario. L’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni vale dunque per gli anni 2018-2022 (quindi fino alla dichiarazione dei redditi del 2023) o, come mi ha indicato un amico commercialista, fino al 2021 (dichiarazione dei redditi 2022)?
    Ringrazio per l’attenzione e per la disponibilità con cui vengono accolte le domande di noi ignoranti in materia fiscale. Gli articoli e le risposte alle domande sono sempre così chiari ed esaustivi! I miei complimenti.

     
  8. L’imposta sostitutiva al 5% per le nuove attività, riguarda i primi cinque anni di attività, poi rispettando i requisiti si passa all’aliquota del 15%.

     
  9. BUONASERA, SONO UNA STUDENTESSA DI INGEGNERIA DI VENTUNO ANNI, LAVORO PART TIME DUE GIORNI A SETTIMANA E VORREI APRIRE UNA PARTITA IVA PER POTER FATTURARE LAVORI DI ASSISTENZA INFORMATICA CHE MI HANO OFFERTO. POSSO APRIRLA E CHE VANTAGGI HO IN QUANTO GIOVANE E DONNA?

     
  10. Se vuole mi scriva a questa mail: info@fiscomania.com, così possiamo fare analizzare meglio la sua situazione indicarle costi e adempimenti e nel caso spiegarle il nostro servizio di consulenza legato ai soggetti con partita IVA.

     
  11. Salve volevo esporre una caso pratico che mi è capitato; donna di 45 anni laureata in ingeneria, che ha perso il lavoro dopo aver avuto un figlio, dopo 5 anni lavora3 mesi part-time presso uno studio per esigenze loro limitate nel tempo…l’anno dopo decide basta e si apre la partita iva usufruendo del regime forfettario al 5%..da startup.ci prova insomma..si iscrive regolmente all’albo prfessionale e paga i contributi e cerca di trovare clienti…nel corso dell’anno lo stesso studio la ricontatta, lei dice che ha deciso di svolgere la libera professione e a volte lavorano insieme o le da dei lavori o le passa dei clienti che per lo studio sono antieconomici o che vogliono risparmiare perchè ovviamente lei non applica iva e rda e quindi è più competitiva(cerificazioni energetiche ecc)…su purtroppo un misero 10.000 euro annuali perchè come detto ci prova, ma a 45 anni è difficile forse le fatture fatte allo studio sono il 40% del totale.ora con le novità che fa???Deve passare al regime ordinario perchè nel 2017 aveva lavorato come dipendente part-time 3 mesi? Perchè da un lato so che chi è iscritto all’albo svolge un’attività professionale che per espressa indicazione del ministero del lavoro non è confrontabile con il lavoro subordinato è non può essere una finta partita iva, ma fra chi ha chiesto le risposte sono state le più diverse…si puoi continuare, non non puoi o magari si e no vedi te…non si capisce la ratio della norma e chi colpisce..per lei aderire al regime ordinario dati anche i costi di gestione ecc sarebbe antieconomico e soprattutto non potrebbe più accaparsi dei clienti con le condizioni di vantaggio che aveva anche per loro…su alcuni siti leggo che si parla di colpire che lavorava da dipendente ed è stato licenziato per poi divenire sostanzialmente una partita iva con unico committente e/o una società intermediaria creata ad hoc per lo scopo, ma rinconducibile al primo soggetto…chiarisco da ultimo che la signora in questione ha studio separato per i cavoli suoi a casa e suo computer con i suoi programmi, non opera certo nello studio con il quale ogni tanto collabora e l’aiuta.Grazie mille

     
  12. Se la signora è un professionista con cassa professionale iscritto ad un albo, può continuare ad operare in regime forfettario, anche con ricavi provenienti da uno stesso committente, non c’è la fattispecie di falsa partita IVA. Il problema è che ha lavorato part-time per lo stesso datore di lavoro negli ultimi due anni e allo stesso modo la maggior parte del suo reddito deriva da quel datore di lavoro. Non si può applicare il regime forfettario. Condivido con lei che la ratio della norma non è quella di colpire soggetti come la signora, che ne restano di fatto a subire questo meccanismo distorsivo. Non vedo soluzione possibile.

     
  13. Salve, sono un pensionato di 65 anni. Sono un Ingegnere Elettronico che lavorava come dipendente in ambito informatico. Volendo continuare a lavorare nello stesso ambito come freelance, non ero iscritto a nessuna cassa, vorrei sapere se aderendo al regime forfettario del 2019, potrei pagare il 5% come IRPEF e il 24% come contributi INPS a gestione separata ? Rientrerei come codice ATECO nelle attività professionali scientifiche e tecniche ? Questi contributi che verserei mi andrebbero ad aumentare la pensione ? Dopo quanto tempo ed in che misura ? Grazie 1000.

     
  14. Salve Umberto, prima di tutto bisogna vedere se ha i requisiti per operare in regime forfettario e l’attività che concretamente vorrebbe svolgere. Da qui si può individuare il codice attività. I contributi comunque difficilmente potranno essere portati a cumulo con la pensione. Se vuole posso analizzare meglio la sua posizione in consulenza .

     
  15. Salve Umberto, per prima cosa bisogna verificare se può accedere al Regime Forfettario e con quale codice attività. In ogni caso i contributi difficilmente andrebbero a cumularsi con quelli della pensione. Su questo aspetto, comunque, consiglio un passaggio con l’INPS.

     
  16. Ciao Federico, complimenti per le ottime risorse che metti a disposizione della comunità!
    Avrei una domanda: quando si parla di partita IVA con regime forfettario è prevista la possibilità di avere entrate solo e soltanto da un unico committente? Preciso che si tratta di lavoro autonomo di tipo intellettuale, senza vincoli di orario, ma reso costantemente tanto da produrre una restribuzione mensile variabile commisurata alla quantità di ore lavorate, e svolto con propri mezzi presso la propria residenza?
    Grazie per l’attenzione!

     
  17. Salve Tabata, la risposta è negativa chi lavora per unico datore di lavoro ha il problema delle c.d. “false partite IVA”, ovvero attività che sarebbero di lavoro subordinato mascherate dell’utilizzo di una partita IVA. Anche operando in regime forfettario il problema rimane.

     
  18. Buongiorno Gentile Fiscomania,
    Il regime forfettario può essere utilizzato anche per i redditi 2018, quindi nella dichiarazione del 2019 oppure è troppo tardi?
    Sicuramente lo utilizzerò dal 2019 in poi, ma visti i vantaggi vorrei passarci subito.
    Essendo commerciante dovrei versare la rettifica IVA? (ho letto il vostro articolo https://www.fiscomania.com/rettifica-della-detrazione-iva-forfettario/)
    Non ho beni strumentali di valore, ma solo un magazzino merce, che potrei “stimare” un pochino al ribasso se dovessi versarci poi l’iva.
    Grazie!

    PS.
    Nel 2018, ammettendo che sia possibile utilizzare sin da subito il forfettario, ho assunto una badante per un familiare, i cui redditi sono superiori ai 5.000€ annui. Questo mi esclude dal regime o no, visto che non fa parte della mia sfera lavorativa?
    So che ora la normativa è cambiata, quindi non sarebbe un problema da qui in avanti.

     
  19. Buongiorno, espongo il mio problema. Sono una professionista iscritta all’ albo a seguito di un periodo di praticantato presso uno studio di consulenza del lavoro. In attesa di svolgere l’ esame di stato per l’ accesso alla professione, ho lavorato presso il mio ex dominus come lavoratrice dipendente assunta con contratto.
    Una volta aperta la partita Iva ho fatto accesso al regime forfettario con applicazione dell’ imposta al 5%. Fino a Dicembre 2018 ho lavorato per conto di vari clienti e ho collaborato anche con il mio ex datore di lavoro (in maniera prevalente se si considera il fatturato). Nel 2019 posso accedere al regime forfettario se non lavorerò in prevalenza presso di lui? o i requisiti si riferiscono all’ anno precedente. Preciso che il rapporto di lavoro si è concluso a Marzo del 2017.
    Grazie

     
  20. Salve Lucilla, nel caso di pratica per poi esercitare la professione, come nel suo caso, non operano i limiti legati alla prevalenza del precedente datore di lavoro. Quindi può operare in regime forfettario se rispetta tutti gli altri requisiti.

     
  21. Buongiorno Dottore,
    anzitutto mi chiedo che senso abbia far aprire una Partita IVA in regime forfettario quando l’attività è fuori campo di applicabilità dell’IVA. E’ come avere un numero di telefono senza il telefono.
    Premesso poi che la legge 145/2018 prevede la possibilità per un dipendente di poter svolgere un’attività autonoma usufruendo della flat tax al 15% è del tutto evidente che tale attività, giocoforza anche per il solo tempo che rimane, rappresenti una sorta di attività professionale occasionale seppur autonoma rispetto all’altro reddito dipendente, a meno che inventino una giornata di 48 ore.
    Oggi in alcuni casi (es. un dipendente che ha anche un incarico di amministratore in una società di capitali non riconducibile – rif. Cass.Sez. Un., 20 gennaio 2017, n. 1545) il compenso viene assoggettato alla ritenuta d’acconto e ai contributi INPS gestione separata, tutto alla luce del sole, ed il reddito si cumulava e veniva tassato con imposta progressiva.
    Oggi per la medesima attività, per usufruire della flat tax 15% perchè si deve aprire una partita IVA per un’attività non soggetta a IVA visto che la ratio della legge mira a ridurre la burocrazia?
    Grazie e cordialmente.

     
  22. Tutti i soggetti che operano in maniera professionale e continuativa devono operare ed essere riconosciuti come operatori professionali. Poi il fatto che non ci sia applicazione dell’IVA è una semplificazione, riguardo a questa categoria di soggetti. La partita IVA non inquadra una attività solo dal punto di vista IVA, ma anche dal punto di vista reddituale. Per questo comunque si richiede l’apertura della Partita IVA.

     
  23. Buongiorno,
    l’anno scorso, ad agosto, sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo (riassetto organizzativo) ho deciso quindi di aprire partita IVA nel 2019. L’azienda in cui ho lavorato mi propone di dare assistenza su software che ho scritto io, ma da come leggo, continuando a fatturare per la vecchia azienda perderò la possibilità di accedere al regime forfettario, compresa l’agevolazione per le startup, è corretto? Considero di fare un 20% del fatturato annuo complessivo con la vecchia azienda.
    Grazie!

     
  24. Salve Simone, affinché operi questa preclusione è necessario che lei fatturi per oltre il 50% del fatturato al suo ex datore di lavoro. Nel caso in cui la percentuale di fatturato sia inferiore al 50% (quindi non vi è prevalenza) può operare in Regime Forfettario. L’agevolazione start-up, invece, non può trovare applicazione in quanto l’attività autonoma è prosecuzione di attività precedentemente svolta come dipendente.

     
  25. Buongiorno Dottor Migliorini,
    Vorrei cortesemente sapere, in vista del mio passaggio al regime forfettario, se le rimanenze di merce che detengo (e su cui dovrò versare la rettifica iva) sono da calcolarsi al 100% del loro valore di acquisto indipendentemente dalla data in cui lo ho comperate?

    ES.
    Merce acquistata nel 2017 e merce acquistata nel 2010,2011,2012 ecc… (e non ancora venduta) sono da valutare allo stesso modo?
    Inutile dire che pagare l’iva sulle rimanenze può avere un peso non indifferente…
    Grazie

     
  26. Salve Marcello, il calcolo del valore delle rimanenze avviene seguendo le regole ordinarie, ovvero per categorie di beni, a quantità e valore. Oppure, se si tratta di beni omogenei seguendo i criteri di determinazione del costo, primo tra tutti il LIFO, da confrontare con il valore di mercato. Articolo 92 del TUIR.

     
  27. Buonasera,
    complimenti per l’articolo, uno dei migliori letti fino ad ora e che forse mi ha tolto in parte un dubbio. In parte perché ci sono voci che mi dicono di si e voci che dicono di no. Persino i funzionari dell’Agenzia delle Entrate non mi sanno dare certezze in merito…Mi spiego meglio:

    Allora fino al 2017 ero in contabilità semplificata, lavoratore autonomo e fatturavo con applicazione dell’iva, del cap al 4% e la ritenuta d’acconto. Lavoro presso uno studio commerciale, dove fatturo solo ed esclusivamente a mio suocero. Nel 2018 sono passato nei minimi fatturando solo l’imponibile e il cap al 4% (78% di deducibilità al 15% di imposta sostitutiva). Adesso per il 2019 posso rimanere nel nuovo regime oppure vale il discorso del “VINCOLO AL DATORE DI LAVORO” ? A mio avviso no, perché si parla di dipendenti che cessano il rapporto di lavoro per aprire la partita Iva. Oppure ci rientro anche io ? Spero che mi tolga definitivamente questo dubbio…Grazie mille, Buona serata

     
  28. Salve Francesco, la norma parla genericamente di ex datore di lavoro, inteso come datore di lavoro dipendente. Quindi, dal tenore della norma non c’è una preclusione se fattura allo studio commerciale per cui lavorava prima sempre a partita IVA, ma con diverso regime fiscale. Il problema, semmai, se non è iscritto ad albo professionale, di partita IVA in monocommittenza, quindi, una c.d. “partita IVA mascherata”.

     
  29. Buongiorno,
    sono un lavoratore dipendente, assunto come impiegato commerciale, per una S.r.l. italiana e svolgo l’attività di programmatore informatico fornendo anche assistenza ai clienti ed installazione presso gli stessi dei prodotti realizzati anche da me.
    Mi è stato proposto di aprire la Partita I.V.A. e lavorare per una società estera di nuova costituzione di Andorra; il mio attuale principale sarebbe lo stesso della nuova società perchè socio anche di questa.
    le mie domande sono:
    – posso aprire una Partita I.V.A. come Start Up Regime forfettario 2019?
    – non essendo iscrivibile in nessun albo professionale ma, svolgendo l’attività di consulenza e sviluppo software per un’unico cliente estero, nella qui compagine sociale compare il socio della ditta per qui lavoro ora può essere vista come “falsa Partita IVA”?
    Ringrazio anticipatamente, distinti saluti.

     
  30. Salve Andrea, il problema principale della situazione che mi pone è quello della “falsa partita IVA”. Vedo poi anche dei problemi per il requisito start-up nella sua attività. Comunque, per maggiori info sono a disposizione per una consulenza.

     

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