Ricevuta per royalties da diritto di autore: la compilazione

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La disciplina fiscale delle royalties per diritto di autore: la normativa, la ritenuta d’acconto e le modalità di compilazione della ricevuta per royalties che l’autore è tenuto a rilasciare al soggetto che sfrutta economicamente l’opera per suo conto. Tutte le informazioni sul trattamento fiscale delle royalties da diritto di autore.

Negli ultimi anni con l’utilizzo di internet l’interesse verso la disciplina fiscale del diritto di autore si è accresciuta notevolmente.

Capita sempre più spesso infatti di percepire, anche solo occasionalmente, compensi per lo sfruttamento economico di un’opera d’ingegno. Può trattarsi di opere di carattere artistico, letterario o musicale.

Pensa, ad esempio, ai soggetti che cedono a portali online i diritti di vendita dei propri brani musicali (vedi I-tunes). Oppure chi cede i diritti dei propri E-book ad editori online. Per non parlare dei software concessi in uso ad imprese o professionisti.

Lo scopo di questo articolo è delineare i principi generali che regolano il diritto di autore. Ti aiuterò, quindi, per avere una guida su come devi comportarti nel caso in cui tu debba emettere una ricevuta per royalties da diritto di autore.

Capirai il regime fiscale applicabile ai compensi derivati dallo sfruttamento economico del diritto di autore. Inoltre, ti spiegherò come inserire in dichiarazione dei redditi le royalties.


Diritto di Autore: la normativa civilistica

Il diritto di autore è tutelato civilisticamente dal nostro ordinamento. Il soggetto che può vantare la paternità di un’opera artistica o letteraria può vedersi riconosciuti alcuni diritti. Tra questi anche quello di poter concedere a terzi lo sfruttamento economico dell’opera.

Secondo il nostro ordinamento:

formano oggetto del diritto d’autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione

Articolo 2575 del Codice Civile

Affianco al codice civile, la normativa di riferimento è la Legge n 633/1942 (nota come legge sul diritto d’autore).

L’articolo 12 della citata legge sancisce che l’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo. Sia questo originale o derivato.

Il titolare del diritto di autore può quindi disporre commercialmente e concedere a terzi lo sfruttamento economico della sua opera. Il tutto, rimanendo in ogni caso proprietario della stessa.

Lo sfruttamento economico dell’opera è un diritto esclusivo del proprietario e riguarda la pubblicazione, riproduzione, rappresentazione, esecuzione o diffusione tramite qualsiasi mezzo o strumento.

Sostanzialmente il titolare del diritto di autore nell’atto di sfruttare commercialmente l’opera da parte di un soggetto terzo, riceve un compenso. Tale compenso è a tutti gli effetti una royalties, quindi una somma (fissa o variabile) legata allo sfruttamento economico dell’opera.

Ebbene, il percepimento royalties da parte di un soggetto italiano ha delle conseguenze anche da un punto di vista fiscale.


Diritto di Autore: la normativa fiscale

Anche il legislatore tributario si è occupato di disciplinare il diritto di autore.

Infatti, l’autore dell’opera che incassa compensi sotto forma di royalties periodiche è tenuto a rilasciare al soggetto erogante una ricevuta.

Il soggetto erogante il compenso ad autore residente in Italia è tenuto ad operare all’atto del pagamento una ritenuta del 20% sulle royalties. Questo ai sensi dell’articolo 23 del DPR n 600/1973.

L’autore dell’opera, quindi, percepisce un compenso al netto della ritenuta di acconto, obbligatoria fiscalmente. Tale ritenuta è operata dai soggetti che possono assumere la veste di sostituto di imposta.

I soggetti tenuti ad operare la ritenuta sono:

  • Gli Enti e le società indicati all’articolo 73 del DPR n 917/86;
  • Le società, le associazioni e le persone fisiche indicate nell’articolo 5 del DPR n 917/86;
  • Le persone fisiche che esercitano imprese agricole o imprese commerciali ai sensi dell’articolo 55 del DPR n 917/86;
  • Le persone fisiche che esercitano arti e professioni e il condominio in qualità di sostituto d’imposta.

Questi, se uno di questi soggetti si trova ed erogare delle royalties per sfruttamento del diritto di autore devono applicare la ritenuta. A fronte del compenso percepito l’autore è tenuto all’emissione di una ricevuta per royalties.

Royalties verso soggetti non residenti

La ritenuta è elevata al 30% se il percettore del reddito è soggetto non residente. Per approfondire: “Royalties per diritto di autore dei non residenti“.

Ricevuta per royalties: determinazione dell’imponibile

Quella che ti ho appena descritto è la disciplina fiscale generica che riguarda lo sfruttamento economico del diritto di autore. A fronte del pagamento delle royalties il soggetto erogante opera una ritenuta, e il soggetto percettore rilascia una ricevuta per royalties.

A questo punto, è opportuno andare a determinare l’importo imponibile su cui deve essere applicata la ritenuta di acconto del 20% sulle royalties.

La tassazione della cessione del diritto di autore segue regole diverse in relazione alla tipologia di reddito dove vengono collocati dalla legislazione fiscale. In particolare tali redditi possono essere considerati:

  • Redditi da lavoro autonomo;
  • Redditi diversi.

Vediamoli con maggiore dettaglio.

Diritto di autore come lavoro autonomo

Nel caso in cui il compenso per lo sfruttamento del diritto di autore sia percepito direttamente dall’autore dell’opera, il reddito è considerato di lavoro autonomo.

In questo caso, il calcolo della base imponibile su cui applicare la ritenuta di acconto è determinata applicando al compenso percepito una deduzione forfettaria. Tale deduzione, applicata per tenere conto di alcune spese, si applica in misura variabile.

  • Deduzione del 40% della royalties percepita. Nel caso in cui il compenso sia percepito da soggetti di età inferiore ai 35 anni;
  • Deduzione del 25% della royalties percepita. Nel caso in cui il compenso sia percepito da soggetti di età superiore ai 35 anni.

L’importo delle royalties così dedotto è quello che deve essere poi tassato in via definitiva nella dichiarazione dei redditi, ove sconterà l’IRPEF. E’ su questo importo, infatti, che deve essere applicata la ritenuta di acconto del 20%.

Vediamo due esempi pratici per capire meglio.

Royalties percepita da soggetto di età inferiore a 35 anni

Mario Rossi ha 31 anni e deve emettere una ricevuta per royalties. Supponiamo che debba percepire un compenso lordo pari a € 1.000. La ritenuta d’acconto del 20% si calcola sul 60% del compenso lordo.

Compenso lordo: € 1.000

Compenso netto: € 600

Ritenuta d’acconto del 20% su € 600: € 120,00

Royalties percepita da soggetto di età superiore a 35 anni

Mario Rossi ha 40 anni e deve emettere una ricevuta per royalties. Supponiamo che debba percepire un compenso lordo pari a €. 1.000. La ritenuta d’acconto del 20% si calcola sul 75% del compenso lordo.

Compenso lordo: € 1.000

Compenso netto: € 750

Ritenuta d’acconto del 20% su € 750: € 150,00

Diritto di autore come reddito diverso

Al contrario, se le royalties per diritto di autore sono percepite da parte di un soggetto diverso dall’autore, tale reddito rientra nella categoria dei c.d. “redditi diversi“.

Anche in questo caso è necessario distinguere due diverse fattispecie di tassazione, ai fini fiscali:

  • Deduzione forfettaria del 25% (al pari della deduzione spettante all’autore). Questo se i diritti sono stati acquisiti a titolo oneroso dal soggetto percettore;
  • Nessuna deduzione applicabile. Questo nel caso in cui i diritti sono stati acquisiti a titolo gratuito. In questo caso le royalties vengono tassate integralmente.

Ricevute per royalties e Imposta sul Valore Aggiunto

Il DPR n 633/72 individua all’articolo 1 le cessioni di beni e le prestazioni di servizio come requisito oggettivo ai fini dell’applicabilità dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

Sempre lo stesso DPR n 633/72 all’articolo 3, comma 4 lettera a) sancisce che:

non sono da considerarsi prestazioni di servizi le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d’autore o diritti simili effettuate dagli autori e da loro eredi o legatari


Articolo 3, comma 4 lettera a) del DPR n 633/72

Questo comma quindi esclude dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto le operazione connesse al diritto di autore o diritti simili. Questo a condizione che l’operazione sia posta in essere dall’autore stesso o da suoi eredi o legatari.

L’esclusione dall’IVA, tuttavia, non si applica ai seguenti casi:

  • Disegni;
  • Opere di architettura;
  • Opere d’arte cinematografiche, mute o sonore.

In ogni caso l’esclusione non è applicabile nell’ipotesi in cui le opere siano utilizzate da imprese a fini di pubblicità commerciale.

La ratio di tale norma si fonda sull’incertezza nell’individuare l’esercizio concreto di una attività professionale. Questo riaffermando, invece, la piena imponibilità dove questa difficoltà non sussista. Ossia nel caso di disegni di opere di architettura, cinematografiche, ecc.

Ricevuta per royalties: esempio di compilazione

ricevuta per royalties

Compensi per royalties in dichiarazione dei redditi

I compensi derivanti dallo sfruttamento del diritto di autore possono essere classificati come redditi di lavoro autonomo, redditi diversi, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, oppure come redditi di impresa.

In base a questa classificazione trovano una collocazione diversa nel DPR n 917/86. Più precisamente:

  • All’articolo 53, comma 2, lettera b), i diritti d’autore percepiti sono considerati redditi di lavoro autonomo. Questo se conseguiti direttamente dall’autore o dall’inventore;
  • In base all’articolo 67, sono considerati redditi diversi i diritti di autore che non sono stati conseguiti direttamente dall’autore ma da persona diversa. Persona che li ha acquisiti a titolo oneroso o gratuito, fuori dall’esercizio di attività commerciale;
  • Secondo l’articolo 50, comma 1, lettera c), i diritti d’autore sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente. Questo quando derivano da collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con una retribuzione periodica prestabilita;
  • Se invece i diritti d’autore sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali vengono considerati reddito di impresa.

Ricevuta per royalties nel modello Redditi Persone Fisiche

I redditi derivanti dallo sfruttamento dei diritti di autore si dichiarano principalmente nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche. Questa indicazione segue particolari regole e beneficiando di alcune detrazioni.

Nel quadro RL confluiscono i diritti d’autore conseguiti sia come reddito di lavoro autonomo che come reddito diverso.

Nel quadro RL al rigo RL13 devono essere indicati i diritti di autore acquisiti non a titolo originario. Ovvero quelli che non sono percepiti direttamente dall’autore ma da colui che li ha acquistati a titolo oneroso o gratuito. Per gli acquirenti a titolo gratuito il reddito va dichiarato nell’intera misura, senza deduzione di spese. Mentre, per quelli che lo hanno acquisito a titolo oneroso va dichiarato l’importo percepito, forfetariamente ridotto del 25%.

Nella Sezione III al Rigo RL25, invece, devono essere indicati i proventi derivanti dall’utilizzazione economica dei diritti d’autore. Redditi conseguiti direttamente dall’autore o inventore. Più precisamente quelli indicati nel comma 2, dell’articolo 53, del DPR n 917/86.

A tali redditi spettano le deduzioni del 25%, ovvero del 40%, in base all’età dell’autore.


Ricevuta per royalties da diritti di autore: consulenza

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Devi compilare la ricevuta per royalties da diritto di autore ma non sai come fare?

Se stai percependo delle royalties derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore, allora hai bisogno dell’ausilio di un Commercialista che possa aiutarti a gestire gli aspetti fiscali dei tuoi guadagni.

Affidati sempre alla consulenza di un esperto in questo ambito per evitare di commettere errori e organizzare la tua pianificazione fiscale nel modo migliore.

Affidati alla mia consulenza.

42 COMMENTS

  1. Grazie per la risposta. Qual è, allora, il limite di reddito derivante dai diritti d’autore entro il quale non è obbligatorio dichiarare al fisco?

     
  2. Non esiste un limite minimo, come trova indicato nell’articolo, esistono deduzioni forfettarie, ma il reddito deve sempre essere dichiarato. Nel suo caso non ci sarebbe imposta da versare, quindi c’è l’esonero.

     

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