Omessa dichiarazione dei redditi: sanzioni e prescrizione

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Non hai presentato la dichiarazione dei redditi? Vuoi sapere se e come intervenire? Vuoi conoscere i termini di prescrizione? Quando la omessa dichiarazione dei redditi comporta un reato penale?  La dichiarazione dei redditi presentata entro 90 giorni dalla scadenza non è considerata omessa. In questa guida tutte le informazioni utili in caso di omessa dichiarazione dei redditi.

La presentazione della dichiarazione dei redditi è un adempimento a cui sono chiamati i contribuenti ogni anno.

L’obiettivo è quello di indicare volontariamente i redditi percepiti nel periodo di imposta e determinare la relativa tassazione.

Se la dichiarazione dei redditi non viene presentata nei termini, si incorre nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi. Questo in generale vale sia se dovevi presentare il modello Redditi Persone Fisiche che il modello 730.

Nella mia attività professionale capitano con molta frequenza situazioni in cui il contribuente (sia esso persona fisica o impresa) incorra nella fattispecie di omessa dichiarazione.

Anche perché sbagliare, con il sistema tributario italiano, è la cosa più facile che possa capitare.

Se anche tu hai omesso di prestare la tua dichiarazione, in questo articolo potrai capire quali sono le sanzioni e come potrai agire per rimediare. Ti indicherò come operare e come intervenire, quali sono i termini di accertamento e di prescrizione ed infine vedrai quando l’omessa dichiarazione ha rilevanza penale.

Inoltre, in questa fattispecie vedrai come non sia possibile utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso.

La fattispecie di omessa dichiarazione può riguardare le imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP), ma anche le imposte indirette come l’IVA.

Di seguito la guida per affrontare preparati queste evenienze, seguendo le indicazioni fornite dalla Circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Omessa dichiarazione dei redditi

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QUANDO SI CONSIDERA OMESSA LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEL CONTRIBUENTE?

Il primo aspetto che devi considerare riguarda capire quando si incorre nella fattispecie di dichiarazione omessa.

La dichiarazione dei redditi si considera omessa quando la stessa non è stata presentata dopo 90 giorni dalla scadenza.

Per capire più concretamente, si ha dichiarazione omessa, nelle seguenti fattispecie:

  • Modello Redditi Persone Fisiche, Società di capitali e modello IRAP: se la presentazione avviene dopo il 29/01 dell’anno successivo a quello di scadenza;
  • Modello 730: se la presentazione avviene dopo il 21 ottobre dell’anno di scadenza se la dichiarazione doveva essere presentata tramite intermediario;
  • Dichiarazione Iva: se la presentazione avviene oltre il 29 maggio dell’anno di scadenza.

Su questo punto occorre precisare quanto riportato dalla Sentenza n 13322/14 della Cassazione. Sentenza secondo la quale, quando la presentazione di una dichiarazione reddituale o Iva ha più scadenza si deve prendere a riferimento si deve prendere a riferimento l’ultima scadenza prevista dalla legge per il computo dei giorni.

In pratica, per il modello 730 che prevede diverse scadenze di presentazione, l’omessa presentazione si manifesta se il modello è presentato successivamente al 21 ottobre. Questo in quanto l’ultima scadenza ordinaria utile è il 23 luglio.



ULTERIORI IPOTESI DI DICHIARAZIONE OMESSA

Oltre al ritardo nella presentazione del modello dichiarativo, la fattispecie di omessa presentazione della dichiarazione si realizza anche in altre fattispecie.

In particolare nelle seguenti:

  1. Dichiarazione dei redditi presentata con ritardo superiore a 90 giorni – In tal caso la dichiarazione è considerata omessa, ma costituisce titolo per la riscossione dell’imposta in base agli imponibili in essa indicati;
  2. Dichiarazione dei redditi redatta su stampati non conformi ai modelli ministeriali – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati;
  3. Infine, Dichiarazione dei redditi non sottoscritta – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati. La nullità può essere sanata se il soggetto tenuto a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte dell’ufficio territorialmente competente.

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OMESSA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI: LE SANZIONI

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione il D.Lgs. n. 471/97 prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Si tratta di una sanzione pecuniaria molto pesante, in quanto la fattispecie di omessa dichiarazione è relativamente grave. Il contribuente, infatti, omette alla conoscenza dell’Amministrazione finanziaria tutti i redditi percepiti durante quell’annualità. Facendo questo il contribuente non permette di esercitare le normali funzioni di controllo e accertamento tributario.

L’importo della sanzione è determinato in percentuale sulla base della differenza tra importo dovuto ed accertato dall’Agenzia delle Entrate e l’importo dichiarato. Questo secondo quanto previsto dalla Circolare n 5/E/2002 dell’Agenzia delle Entrate.

FATTISPECIE SANZIONATORIE ALIQUOTE E MAGGIORAZIONI

In caso di omessa dichiarazione dei redditi la sanzione amministrativa pecuniaria va da un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute.

L’imposta minima applicabile è di € 250,00.

In caso di redditi prodotti all’estero è previsto un aumento di 1/3 della sanzione minima applicabile.

Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da € 150,00 a € 500,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

E’ infatti ovvio che la misura proporzionale prevista dalla norma ha un senso solo nell’ipotesi che, in caso di accertamento, emergano maggiori imposte rispetto a quelle corrisposte dal contribuente.

OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ED INVIO ENTRO UN ANNO

Nel caso in cui il contribuente decida comunque di inviare la dichiarazione successivamente ai 90 giorni dalla scadenza è prevista una piccola agevolazione.

Infatti, se la dichiarazione dei redditi viene comunque presentata entro il termine per l’invio di quella per l’anno successivo. Oppure comunque prima dell’inizio di un accertamento, la sanzione è dimezzata, e varia quindi dal 60% al 120% delle imposte, con un minimo di € 200.

Questo significa che se ti trovi in una situazione in cui l’omessa dichiarazione è chiara e conclamata presentare comunque la dichiarazione dei redditi, ti permette di avere comunque uno sconto sulla sanzione applicabile.

Se, invece, decidi di aspettare i termini di accertamento, e la possibilità di incorrere in un accertamento fiscale, le eventuali sanzioni a cui andrai incontro sono quelle ordinarie.

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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI COME REATO PENALE

Se ti sei accorto di non aver presentato nei termini la tua dichiarazione dei redditi, devi prestare attenzione al fatto di non essere incappato in una fattispecie di reato penale.

L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, infatti, può portare anche a dei risvolti penali.

Vediamo, di seguito di seguito le diverse fattispecie di reato penale a seconda dell’anno di riferimento.

Fattispecie di reato penale per le annualità fino al 2015

Il contribuente obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi, che non la presenta entro 90 giorni dalla scadenza (per tributi come IRES, IRPEF, IVA), commette un reato tributario di omessa dichiarazione dei redditi.

Tale reato prevede l’applicazione dal parte del Giudice di una sanzione tributaria quando si superi la soglia di € 30.000 di imposta evasa. La soglia è da intendersi riferita ad ogni imposta.

La sanzione va da uno a tre anni di reclusione.

Non si incorre in sanzione penale quando si ha omessa dichiarazione per presentazione della dichiarazione su modello non conforme. Oppure, quando la dichiarazione non è firmata dal contribuente.

Fattispecie di reato penale per le annualità dal 2016

Anche in questo caso, il contribuente obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi, che non la presenta entro 90 giorni dalla scadenza (per tributi come IRES, IRPEF, IVA), commette un reato tributario di omessa dichiarazione dei redditi.

Tale reato prevede l’applicazione dal parte del Giudice di una sanzione tributaria quando si superi la soglia di € 50.000 di imposta evasa. La soglia è da intendersi riferita ad ogni imposta.

La sanzione va da un anno e sei mesi a quattro anni di reclusione.



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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI E RAVVEDIMENTO OPEROSO

Altro aspetto importante fonte di incertezze riguarda la possibilità per il contribuente di applicare il ravvedimento operoso in caso di dichiarazione omessa.

In linea generale il contribuente che si trova già nella fattispecie di dichiarazione omessa non può avvalersi del ravvedimento operoso.

L’unico caso in cui è possibile applicare il ravvedimento operoso si ha quando si è nel momento che intercorre tra la scadenza ordinaria della dichiarazione e i 90 giorni successivi. In questo arco temporale non si è ancora nella fattispecie di dichiarazione omessa. Per questo motivo il ravvedimento operoso può trovare applicazione.

In questo caso, il ravvedimento operoso, di cui all’articolo 13, comma 1, lettera c) del D.Lgs. n 472/97, prevede una sanzione ridotta ad 1/10 del minimo. Questo significa che la sanzione ordinaria di € 250,00 si riduce ad € 25,00.

La sanzione ridotta di € 25,00 quindi si applica in tutti i casi in cui il contribuente presenta la dichiarazione successivamente alla scadenza ordinaria, ma prima dei 90 giorni successivi. Questo indipendentemente dal fatto che dalla dichiarazione emergano o meno delle imposte.

Una volta superati i 90 giorni dalla scadenza, il ravvedimento operoso non è più utilizzabile. In questi casi la sanzione applicabile è sempre quella piena, che va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Il minimo è di € 250,00 per la sanzione dovuta.

Mentre, se non ci sono imposte dovute la sanzione fissa va da € 150,00 a € 500,00.

Infine, occorre ricordare, che anche se non si tratta di ravvedimento operoso, se si presenta la dichiarazione in ritardo, ma entro un anno, c’è una riduzione della sanzione. In questo caso la sanzione è dimezzata, e varia quindi dal 60% al 120% delle imposte, con un minimo di € 200.

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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI E CONSEGUENZE ACCERTATIVE

Il fatto di aver omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi ha delle conseguenze ai fini accertativi.

Quello che voglio dire è che omettere la presentazione della dichiarazione per il nostro legislatore è un fatto piuttosto grave.

Per questo motivo ha subordinato alla mancata presentazione una conseguenza piuttosto pesante in sede accertativa. Infatti, chi ha omesso la presentazione della dichiarazione può subire accertamenti sintetici ed induttivi del reddito.

Cosa significa? 

Ricevere un accertamento induttivo del reddito significa che l’Agenzia delle Entrate può arrivare a ricostruire il tuo reddito anche soltanto attraverso documentazione e prove da chiunque fornite. Prove che possono non avere requisiti di gravità precisione e concordanza.

In pratica l’Agenzia ha una presunzione molto forte che le permette di ricostruire il reddito sulla base di notizie documentabili di cui è venuta a conoscenza.

Questa modalità di accertamento non può venire meno in nessun caso quando si parla di dichiarazione omessa. Una volta verificatasi questa fattispecie, infatti, anche se il contribuente presenta la dichiarazione, la sua fattispecie resta quella di “dichiarazione omessa“.

Quindi presentare la dichiarazione non ti agevola in nessun modo. Per questo motivo devi cercare di evitare di incorrere nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi.




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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI: COSA FARE?

Se ti trovi in una situazione in cui hai omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi, per prima cosa non preoccuparti.

Ti consiglio di verificare sempre alcune cose prima di allarmarti.

La prima è quella di verificare se eri davvero tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

Per verificarlo ti lascio questo link alla nostra guida sull’argomento: “Casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi“.

Il secondo aspetto che ti consiglio di considerare riguarda i termini di decadenza dalle azioni accertative. Per verificare se l’Agenzia delle Entrate ha facoltà di notificarti un accertamento leggi  questa guida sull’argomento. “Termini di accertamento di imposte sui redditi e Iva“.

Una volta effettuate queste verifiche puoi davvero renderti conto se ti trovi in una fattispecie di omessa dichiarazione.

In caso affermativo la cosa migliore che posso consigliarti è quella di affidarti ad un dottore commercialista esperto.

Quello che voglio dire è che in questi casi fare da soli, se non si ha esperienza, può portare a commettere errori ancora più grandi. Se non hai un consulente di riferimento di seguito troverai il form di contatto per metterti in contatto con noi.

Avere l’ausilio di un esperto ti sarà di fondamentale importanza per capire come muoverti e soprattutto per capire se e come presentare comunque la dichiarazione che hai omesso.

Solo con un professionista potrai inviare in sicurezza la dichiarazione e potrai avere il modello F24 per il pagamento delle relative imposte e delle sanzioni dovute.  Oltre, naturalmente al pagamento degli interessi dovuti per il ritardato pagamento.

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OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI: SERVIZIO DI CONSULENZA

Inutile dirti che se ti trovi in una situazione di dichiarazione dei redditi omessa hai bisogno di aiuto.

Specialmente nel caso in cui tu abbia omesso la dichiarazione per redditi esteri non dichiarati, hai bisogno della consulenza di un esperto in questo ambito.

Classico caso che riscontro nella pratica è quello di redditi da lavoro dipendente esteri non dichiarati. Oppure il caso di conti correnti esteri o immobili esteri non dichiarati.

Quello di cui hai bisogno è ricevere una panoramica chiara della situazione con tutte le opzioni che hai a disposizione per individuare la migliore alla tua situazione. Solo a quel punto, avendo individuato imposte, sanzioni e interessi da versare potrai prendere la tua decisione.

La decisione deve essere ponderata ed accompagnata dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Per questo un valido consulente ti sarà fondamentale.

Non indugiare, contattami compilando il form seguente.

Potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato, in grado di soddisfare ogni tua esigenza.

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352 COMMENTS

  1. Buongiorno, sto predisponendo il mod. redditi 2017 (periodo d’imposta 2016) in questi giorni. Il cliente era obbligato a presentarla, ma non lo ha fatto. La dichiarazione risulta a credito di oltre 2.000,00€. Avrei bisogno di sapere l’importo della sanzione da versare. Grazie.

     
  2. Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da € 150,00 a € 500,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Solitamente è l’Agenzia che una accertata la violazione applica la sanzione.

     

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