Schema di Ponzi: una delle più grandi truffe economiche

 
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Lo Schema di Ponzi è un modello economico di vendita ingannevole. Il soggetto che popone l’investimento fa credere di poter avere ingenti guadagni a breve termine senza rischi. Questo a condizione che l’investitore recluti a sua volta altri investitori. Si crea così un classico schema piramidale di truffa.

Quante volte negli ultimi anni hai sentito parlare dei furbetti che con promesse di meccanismi mirabolanti per fare soldi hanno finito per raggirare, truffare ed illudere molte persone?!

Se ci pensi bene anche fin troppe volte, ma questo perché il meccanismo usato per truffare è vecchio come il mondo, e chi è esperto del settore sicuramente ne sa qualcosa.

Ancora oggi nel mondo continuano ad essere truffate migliaia di persone con la tecnica inventata da Charles Ponzi, che ti seguito ti andrò a spiegare.

Quello che voglio realizzare con questo articolo è uno schema complessivo che può aiutarti ad identificare immediatamente una situazione di truffa, tipica dello Schema di Ponzi.

Tieni presente che questo tipo di truffa nasce nel mondo finanziario, ma ha trovato applicazione anche nel mondo dell’economia. Per questo motivo se hai un dubbio quando stai per accettare una proposta di investimento o di acquisto, questo articolo può fare concretamente al caso tuo.

Sei pronto?! Si comincia!

CHE COS’È LO SCHEMA DI PONZI?!

Lo Schema di Ponzi è un particolare metodo di vendita truffaldino.

Tutto ruota attorno ad un soggetto promotore che fa circolare sul mercato un’offerta economica di investimento molto vantaggiosa. Un’offerta che solitamente prevede un investimento iniziale ripagato da guadagni mirabolanti. Spesso si tratta di casi che promettono di raddoppiare in poco tempo il capitale investito.

Lo schema di truffa consente a chi aderisce e si trova al vertice della piramide di investitori di ottenere i primi guadagni, nel breve termine. Il riscontro economico è la chiave della truffa. I primi soggetti coinvolti, infatti, grazie alla relazione di fiducia, saranno molto propensi a promuovere l’investimento nei confronti di parenti ed amici.

Ed è a questo punto che la truffa entra nel vivo.

Nel momento in cui le persone iniziano a promuovere a loro volta l’investimento, e si trovano nuove persone coinvolte disposte a pagare le quote la truffa è pienamente attiva.

Per il soggetto che ha promosso la truffa i guadagni derivano esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie. In realtà non esiste alcun investimento o alcun bene o servizio, come contropartita del denaro dell’investitore.

Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi “investiti” non producono alcuna vera rendita né interesse.

I soldi investiti secondo questo schema sono semplicemente incamerati dal soggetto posto all’apice della piramide.

Come detto, questo soggetto inizialmente utilizza questo denaro per pagare finti interessi ai primi investitori, per tenerli buoni il più possibile e tenere in piedi lo schema di truffa più a lungo possibile.

La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.

CARATTERISTICHE DELLO SCHEMA DI PONZI

Le caratteristiche tipiche dello Schema di Ponzi possono essere così riassunti:

  • Promessa di alti guadagni a breve termine a fronte di un investimento iniziale elevato;
  • Ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari documentati in modo poco chiaro;
  • Offerta rivolta ad un pubblico non competente in materia finanziaria;
  • Investimento legato ad un solo promotore o azienda.

Risulta evidente che il rischio di investimento in operazioni che sfruttano questa pratica è molto elevato.

Il rischio è crescente al crescere del numero degli iscritti, essendo sempre più difficile trovare nuovi adepti.

In Italia, Stati Uniti e in molti altri Paesi, questa pratica è un reato, essendo a tutti gli effetti una truffa.

L’aspetto principale che in ogni caso deve insospettirti se ricevi un’offerta di questo tipo è la totale mancanza di un bene o un servizio a fronte dell’investimento in denaro che ti chiedono di effettuare. Questo elemento è quello che può aiutarti ad individuare la truffa preventivamente.

ESEMPIO DI SCHEMA DI PONZI

Vediamo adesso di chiarire meglio il meccanismo di funzionamento dello Schema di Ponzi con un esempio pratico.

Immagina un soggetto, spesso una società di investimento con sede all’estero che riesce a far entrare sul mercato italiano la propria offerta di investimento. Ipotizziamo, ad esempio che questa offerta consista nel investire una somma di denaro con la promessa di raddoppiare il capitale versato seguendo poche indicazioni.

La promessa può essere quella di investire denaro a fronte di alcune azioni da effettuare sul web oppure di piccoli investimenti sul mercato finanziario.

A fronte dei primi risultati che si ottengono, per i primi investitori il capitale raddoppia realmente, la voce gira e si diffonde rapidamente. In poco tempo il denaro arriva sempre più numeroso. Le persone sono attratte dalla possibilità di moltiplicare i loro soldi velocemente e senza doversi sforzare troppo.

Magari aggiungi il fatto che i primi soggetti che hanno aderito iniziano a vedere i frutti del loro investimento, perché vengono ripagati come promesso. Questo non fa altro che alimentare nuovi soggetti ad investire i loro risparmi.

Il meccanismo che sta alla base della truffa è semplice.

Con il denaro incassato dagli ultimi soggetti entrati nella catena si pagano gli interessi dei primi soggetti alla base della catena. Allo stesso modo si rimborsa il capitale dei primi prestatori che iniziano ad avere dubbi, e così via.

Dove è il problema?

Il problema è che non c’è il meccanismo mirabolante per moltiplicare i soldi.

QUANDO CADE LA TRUFFA?

Se il soggetto alla base della catena si è assunto troppi rischi o è stato sfortunato, violazioni di legge a parte, il suo meccanismo di truffa cadrà non appena un numero sempre più grande di investitori chiederà indietro i propri soldi.

Infatti, la richiesta cumulativa di rimborso provoca una crisi di liquidità. Il soggetto alla base della catena si troverà costretto a dichiarare il proprio fallimento.

Questo apparentemente semplice meccanismo viene utilizzato da anni per fare truffe ad ignari investitori che si fidandosi fin troppo, finiscono per perdere tutti i loro risparmi.

LA NASCITA DELLO SCHEMA DI PONZI

Come per la maggior parte delle truffe anche questa deve il suo nome a quello di un soggetto che è riuscito ad applicarla con successo.

La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, nato a Lugo di Romagna nel 1882.

Charles era un immigrato italiano negli Stati Uniti. Divenne famoso per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione.

Ponzi non fu sicuramente il primo a usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome.

Con la sua truffa coinvolse infatti 40 000 persone e, partendo dalla modica cifra di due dollari, arrivò a raccogliere oltre 15 milioni.

In pratica Ponzi offrì il raddoppio in tre mesi del capitale investito in titoli (inesistenti) delle Poste internazionali.

Lo schema di Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone.

Oggi esistono normative serie al riguardo per cui strutture con questi schemi risultano illegali in ogni parte del mondo tutelando sia l’incolumità delle persone sia quelle aziende che scelgano di avvalersi del marketing multilivello.

MARKETING MULTILIVELLO

Arrivati a questo punto voglio fare un chiarimento, in linea generale il multilevel marketing non un è uno Schema di Ponzi.

Il marketing multilivello è una tipologia di marketing in cui l’obiettivo del venditore è sia quello di venderti un bene o un servizio, ma anche quello di “reclutarenuovi venditori.

Tutti possono creare una rete di distributori, la cosiddetta downline.

Per ogni vendita del prodotto effettuata ci sono commissioni per tutti i soggetti che si trovano nella catena prima del venditore.

In questo modo per il venditore ci sono due tipi di margine: quello che deriva dalla vendita del bene o servizio, e quello che arriva dal reclutamento di un nuovo venditore. In questo secondo caso il guadagno deriva poi dalle successive vendite di quel soggetto, che in percentuale saranno a lui imputate.

Si tratta di una metodologia di marketing e di vendita adottato da aziende operanti in molti settori.

Si va dal settore dell bellezza, alla pulizia della casa, al settore della nutrizione a quello dell’energia “verde“.

L’aspetto su cui bisogna fare attenzione quando ci si trova di fronte ad offerte di questo tipo è l’esistenza di un effettivo bene o servizio da vendere. Il bene o il servizio può anche essere esistente, ma bisogna vedere se questo davvero ha riscontro sul mercato.

Nel caso in cui, l’azienda sia più interessata al reclutamento piuttosto che all’effettiva vendita del bene o servizio, allora può esserci un problema.

QUANDO IL MARKETING MULTILIVELLO NON È LEGALE?

Come prevede la Legge n 173/05, in Italia è vietato partecipare a sistemi piramidali.

Le strutture piramidali sono sistemi di vendita nelle quali l’incentivo economico si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti, piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere.

Quello che devi ricordare, quindi, è che senza la vendita diretta di un prodotto, c’è una palese violazione di legge.

Le società di network marketing hanno delle caratteristiche ricorrenti, come la qualità dei prodotti nella media, con i prezzi più alti degli altri prodotti sul mercato. E questo non è certo un reato.

Tanti propongono corsi di informazione convegni: difficile stabilire se il costo di questi eventi sia proporzionale oppure no al volume d’affari dei venditori, come prescrive la legge.

PECULIARITÀ E RISCHI DELLO SCHEMA DI PONZI

Rispetto alla classica catena di Sant’Antonio lo Schema di Ponzi punta in realtà su una figura carismatica centrale, che mantiene i contatti diretti con i clienti.

La truffa inevitabilmente ruota attorno a questa figura. Tanto più essa riesce ad essere carismatica e ad offrire speranze ai possibili investitori tanto più la truffa riesce a durare nel tempo.

Tuttavia, lo Schema di Ponzi, non è solo una truffa legata a personaggi carismatici.

Pensa al caso di un intermediario finanziario, magari posto in un Paese che garantisce poche garanzie e vigilanza. Immagina che questo intermediario senza avere autorizzazioni entri nel mercato finanziario italiano per promuovere mirabolanti prodotti finanziari. Oppure speranze di raddoppiare i propri guadagni in poco tempo.

Immagina che cosa potrebbe succedere e quante persone allettate dai possibili guadagni potrebbero aderire.

La cosa importante che devi sapere è che se decidi di aderire a sollecitazioni all’investimento senza che vi sia una autorizzazione UE, rischi molto. Non ti sarà possibile, infatti, ricevere un rimborso, una garanzia o alcuna tutela.

Per questo motivo occorre sempre prestare molta attenzione alle tante offerte che si trovano sul web, di aziende estere che promettono in poco tempo di farti guadagnare o raddoppiare il capitale che investi.

COSA PUÒ INSEGNARCI LO SCHEMA DI PONZI?

Ma che cosa può insegnarci tutto questo?

A mio avviso una regola molto semplice, ma molto pragmatica:

i debiti si pagano sempre, anche quando sembra che non li paghi nessuno

Infatti, quando non è il debitore ad onorare i suoi debiti, li paga comunque il creditore, rinunciando volente o nolente ai propri soldi.

Se il creditore non ha più soldi, nel senso che le garanzie che ha in mano, oppure il suo capitale non valgono il credito cui deve rinunciare, e quindi si apre un buco così grosso da minacciare la stabilità dell’economia.

In questi casi, l’intervento dello Stato inventa l’unica soluzione praticabile per socializzare il debito e “spalmarlo” sul massimo di cittadini possibile, come succede con il debito pubblico.

SCHEMA DI PONZI E RISCHIO MORALE

Il meccanismo che ho provato a descrivere nell’esempio, se portato ad un livello più grande determina quello che nel gergo economico viene definito rischio morale (moral hazard).

Il rischio morale è un fenomeno che si ha quando una persona non paga le conseguenze delle sue azioni.

Normalmente il rischio morale è considerato un problema: secondo la terminologia economica, si tratta di un fallimento di mercato.

In senso tecnico un fallimento di mercato è ogni allontanamento della realtà dal modello di equilibrio generale competitivo.

Nel momento in cui un soggetto mina l’equilibrio del mercato economico determinando una distorsione dello stesso, siamo di fronte ad un fallimento.

In questi  termini l’applicazione di una truffa nello Schema di Ponzi, non può che determinare un fallimento del mercato. Il rischio morale è quello che induce una persona a commettere un illecito, con la speranza di non pagare le conseguenze delle sue azioni.

Il moral hazard è uno dei fenomeni economici che tantissimi economisti hanno tentato di studiare e spiegare. Tuttavia, il suo fascino rimane immutato nel tempo.

SCHEMA DI PONZI: CONCLUSIONI

In definitiva, che conclusione possiamo trarre dallo schema di Ponzi?

Una prima conclusione riguarda il fatto che se il rischio morale non viene adeguatamente circoscritto, può causare danni enormi.

In secondo luogo, che il rischio del debito privato di un paese è sempre privato, alla fine, se non si vogliono fare danni a catena.

Corollario della prima conclusione è che bisogna controllare sempre il livello di rischio che è associato al debito privato di una certa economia, ma a chi spetta questo controllo?

Alle tanto discusse agenzie di rating?

A qualche organismo internazionale superpartes?

Quel che è certo è che al momento nessuno si sta preoccupando di farlo, o almeno di farlo in modo appropriato.

Per questo a distanza di qualche anno tornano sul mercato richieste di investimento che assomigliano molto allo Schema di Ponzi. Molte di esse, inevitabilmente, finiscono poi per diventare a tutti gli effetti delle truffe.

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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