Soci non residenti con reddito in trasparenza: tassazione

 
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Dove devono essere tassati i redditi dei soci non residenti tassati per trasparenza? Il socio estero di società di persone italiana, dove deve dichiarare il reddito percepito? I soci non residenti di SRL italiana in trasparenza, devono dichiarare il reddito in Italia? La risposta a queste domande in questa guida.

Il reddito da partecipazione imputato per trasparenza a soci non residenti fiscalmente in Italia impone la presentazione della dichiarazione dei redditi.

In particolare mi riferisco al modello Redditi PF.

Il regime di trasparenza fiscale rappresenta il regime ordinario di tassazione delle società di persone.

Mentre, per per le società di capitali, rappresenta un regime opzionale. Attraverso la trasparenza fiscale il reddito della società viene attribuito pro quota si soci per essere assoggettato ad imposizione diretta.

Ma che cosa succede se la compagine sociale è formata da soci non residenti? 

Il reddito della società italiana deve essere tassato nello Stato di residenza fiscale della società, oppure, nello Stato di residenza fiscale dei soci non residenti?

In questo contributo andrò ad individuare la risposta a questi dubbi. Dubbi che riguardano la corretta tassazione del reddito percepito da soci non residenti, in regime di trasparenza fiscale.

Regime di trasparenza riguardante sia società di persone che società di capitali.

IL REGIME DI TRASPARENZA FISCALE: SOCIETÀ DI PERSONE E DI CAPITALI

Il regime di trasparenza fiscale prevede che il reddito derivante dalla società, sia attribuito pro quota ai soci. In questo modo la tassazione diretta societaria viene imputata per trasparenza su di essi.

L’attribuzione del reddito ai soci avviene indipendentemente dall’effettiva percezione del reddito societario da parte degli stessi.

Il vantaggio di questo regime di tassazione, deriva dal fatto che il reddito generale societario possa essere suddiviso in più parti. Ogni parte viene tassato progressivamente attraverso gli scaglioni dell’IRPEF.

Come detto, il regime di trasparenza fiscale rappresenta il regime naturale di tassazione per le società di persone: SNC e SAS.

Lo stesso regime, ai sensi degli articoli 115 e 116 del DPR n. 917/86, può essere applicato, su opzione, anche dalle società di capitali.

Infatti, al sussistere di specifici requisiti, il regime di trasparenza può essere adottato nelle:

  1. Società di capitali i cui sono altre società di capitali (articolo 115, del DPR n. 917/86);
  2. SRL i cui soci sono esclusivamente persone fisiche (articolo 116, DPR n. 917/86), ossia nelle società a “ristretta base societaria”.

Per tali soggetti il regime di trasparenza fiscale è applicabile a seguito di specifica opzione.

Si tratta di una scelta che deve essere esercitata dalla società entro il primo periodo d’imposta di efficacia della stessa e ha validità triennale, salvo rinnovo.

Per ulteriori approfondimenti sul regime ti rimando al contributo dedicato: “Il regime di trasparenza fiscale: guida“.

SOCI NON RESIDENTI E PERCEZIONE DEL REDDITO CON TRASPARENZA FISCALE

I redditi prodotti in regime di trasparenza fiscale, indipendentemente dall’effettiva percezione, secondo il modello tipico delle società di persone, sono imputati ai soci:

  • Nel periodo di imposta in corso alla data di chiusura del periodo di imposta della società partecipata;
  • In proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili in essere alla predetta data.

In questo modo, i soci di società trasparenti non scontano alcuna forma di imposizione all’atto dell’effettiva percezione degli utili.

Cosa fare, però, se i percettori del reddito societario sono soci non residenti fiscalmente in Italia?

SOCI NON RESIDENTI E OBBLIGO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI IN ITALIA

Gli adempimenti dichiarativi che riguardano la partecipazione in una società trasparente sono sostanzialmente identici sia:

  • Per le persone fisiche residenti che
  • Per le persone fisiche non residenti.

Si pensi al caso di un socio di una SNC che per motivi personali decide di trasferire la propria residenza fiscale in uno Stato estero.

Il mero possesso di questa quota origina l’obbligo di presentare il modello Redditi P.F. in Italia.

Secondo quanto previsto dall’articolo 23, comma 1, lettera g) del DPR n. 917/86, il reddito c.d. “di partecipazione”, ossia quello prodotto dalle società trasparenti (le società di persone di cui all’articolo 5 del DPR n. 917/86 e le società di capitali che applicano i regimi di cui agli articoli 115 e 116 del DPR n. 917/86), deve essere sempre assoggettato a tassazione in Italia.

Sul punto è intervenuta anche la Risoluzione n. 171/E/2005 dell’Agenzia delle Entrate, che ha sostanzialmente confermato il fatto che il socio non residente sia tenuto alla dichiarazione in Italia.

SOCI NON RESIDENTI DI SOCIETÀ ITALIANE: CONVENZIONI INTERNAZIONALI CONTRO LE DOPPIE IMPOSIZIONI

L’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia per i soci non residenti di società trasparenti è coerente con la normativa internazionale.

Infatti, l’articolo 7, del modello di Convenzione OCSE contro le doppie imposizioni conferma queste disposizioni.

Tale articolo, in particolare, si occupa della disciplina riguardante l’allocazione tra gli Stati contraenti di redditi societari.

In particolare, faccio riferimento al diritto di imposizione con riferimento al reddito di impresa. Questo nei limiti in cui lo stesso non trova una diversa regolamentazione in altre disposizioni convenzionali.

Ipotizzando che i soci non residenti in argomento siano residente in uno Stato che applica il principio della tassazione del reddito ovunque prodotto (“worldwide principle of taxation”) da parte dei soggetti residenti.

Tale reddito sarà imponibile sia in Italia che nel Paese di residenza del contribuente. Determinando una doppia imposizione economica.

ELIMINAZIONE DELLA DOPPIA IMPOSIZIONE ECONOMICA PER I REDDITI DI IMPRESA ITALIANI DI SOCI ESTERI

Per eliminare la doppia imposizione che si viene a creare in questo caso, occorre guardare alla convenzione stipulata tra Italia e tale Paese estero.

In questo documento, occorrerà verificare se le disposizioni in materia di credito di imposta sono conformi a quelle previste dal modello OCSE.

Ad esempio, ipotizzando la residenza in Spagna del socio in questione, si osserva che se questo soggetto ritrae redditi o possiede un patrimonio che risultano imponibili in Italia, la Spagna ammetterà:

  • In detrazione dall’imposta sul reddito di tale residente, un ammontare pari alla relativa imposta sul reddito pagata in Italia;
  • In detrazione dall’imposta sul patrimonio di tale residente, un ammontare pari alla relativa imposta sul patrimonio pagata in Italia.

Comunque, in nessun caso, tuttavia, tale detrazione potrà eccedere la quota dell’imposta sul reddito o dell’imposta sul patrimonio, calcolate prima che venga concessa la detrazione. Detrazione che è attribuibile rispettivamente al reddito o al patrimonio imponibile in Italia.

SCOMPUTO DELLA TASSAZIONE ITALIANA

In sostanza, gli Stati che adottano lo stesso schema della Spagna recepiscono nel proprio ordinamento un meccanismo speculare a quello previsto dall’articolo 165 del DPR n. 917/86.

Meccanismo che prevede la possibilità, per i soggetti residenti in Italia, di scomputare le imposte assolte all’estero dall’IRPEF dovuta.

In tale circostanza, sarà necessario consultare un consulente che svolge la propria attività nel Paese estero. In questo modo potrai presentare correttamente la dichiarazione dei redditi che riconosce il credito di imposta in argomento.

Stesso principio per i collaboratori di imprese familiari.

IMPRESA FAMILIARE ITALIANA DI SOGGETTI ESTERI

Devono ritenersi prodotti nel territorio italiano anche i redditi derivanti dalla partecipazione in imprese familiari.

Questo nel caso in cui i soggetti partecipanti all’impresa familiare italiana siano soggetti residenti in Paesi esteri.

Questo significa obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi italiana.

Aspetto che deriva dal richiamo all’articolo 5 del DPR n. 917/86 effettuato dal citato art. 23, comma 1, lettera g) del DPR n. 917/86.

Di conseguenza, anche il reddito prodotto dal collaboratore familiare residente all’estero risulta imponibile in Italia.

Esso, quindi, concorre a formare il reddito complessivo ai fini IRPEF del periodo di imposta in cui il reddito è stato prodotto.

Allo stesso modo, il soggetto estero che avvia impresa familiare in Italia potrà contare su un meccanismo per evitare la doppia imposizione nello Stato di sua residenza.

UTILI DISTRIBUITI DA SOCIETÀ DI CAPITALI IN TRASPARENZA A SOCI ESTERI: ARTICOLO 115 TUIR

Quanto visto sinora per le società di persone trova applicazione anche per le società di capitali.

Se la società partecipata non è residente nel territorio dello Stato, non è possibile optare per la trasparenza.

Al contrario, invece, la presenza di soci non residenti non costituisce di per sé un fatto ostativo all’esercizio dell’opzione per la trasparenza fiscale.

L’articolo 115, comma 2 del DPR n 917/86 ammette la validità dell’opzione anche se i soci (o alcuni di essi) non sono residenti in Italia.

L’opzione per la trasparenza fiscale, comunque prevede che siano rispettati  i vincoli di forma giuridica e i limiti minimi e massimi di partecipazione.

L’aspetto particolare da sottolineare è che in caso di soci non residenti l’applicazione della trasparenza è vincolata alla non obbligatorietà di applicazione di ritenute in uscita. Ritenute che riguardano l’erogazione di dividendi da parte della partecipata residente al socio estero.

ESONERO DA RITENUTA SU DIVIDENDI IN USCITA

Come confermato dalla Circolare n. 49/E/2004 la condizione che sugli utili distribuiti dalla società partecipata non vi sia obbligo di ritenuta (o sia previsto l’integrale rimborso della ritenuta eventualmente operata) è soddisfatta se:

  • Il soggetto non residente possiede la partecipazione per il tramite di una stabile organizzazione in Italia (in questo caso, infatti, non sussiste alcun obbligo di ritenuta alla fonte sulla distribuzione di dividendi);
  • Sussistono le condizioni per l’applicazione della c.d. “disciplina madre-figlia”, di cui all’articolo 27-bis del DPR 600/73.

Considerata l’espressa previsione normativa dell’articolo 23, comma 1, lett. g) del DPR n. 917/86, i redditi imputati ai soci non residenti si considerano prodotti nel territorio dello Stato. Essi, conseguentemente, concorrono a formare il reddito imponibile degli stessi in Italia.

Il socio estero deve, quindi, dichiarare in Italia il reddito che gli è stato imputato per trasparenza, compilando il quadro RH del modello Redditi PF.

UTILI DISTRIBUITI DA SOCIETÀ DI CAPITALI IN TRASPARENZA A SOCI ESTERI: ARTICOLO 116

In merito all’opzione per la trasparenza fiscale delle Società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria l’esercizio dell’opzione non è precluso dalla presenza nella compagine sociale di un socio non residente.

Questo è quanto prevede l’articolo 14, comma 1, lett. b) del DM 23 aprile 2004, in relazione all’articolo 116 del DPR n 917/86.

Affinché si possa esercitare l’opzione è necessaria la verifica di una fattispecie. Il socio estero deve possedere  la partecipazione nella società trasparente per il tramite di una stabile organizzazione in Italia.

Tale fattispecie, infatti, rappresenta l’unico caso in cui non sorge l’obbligo di effettuazione della ritenuta sulle distribuzioni di utili in favore di socio non residente persona fisica.

In questo caso il regime “madre-figlia” sarebbe, infatti, chiaramente inapplicabile.

SOCI NON RESIDENTI DI SOCIETÀ ITALIANA: PIANIFICAZIONE FISCALE

Se sei socio non residente di una società italiana sicuramente devi preoccuparti della tua tassazione.

Devi preoccuparti di evitarti situazioni di doppia imposizione economica, in cui potresti essere tassato sia in Italia nel tuo Paese estero di residenza.

Senza una adeguata consulenza, potresti anche rischiare che il tuo Paese di residenza fiscale possa contestare l’esterovestizione della società italiana.

Si tratta di un aspetto che sicuramente è consigliabile evitare.

In situazioni come queste diventa importante avere a disposizione un dottore Commercialista esperto in Fiscalità Internazionale e Pianificazione Fiscale.

Non aspettare, contattami, attraverso il form di contatto seguente. Ti ricontatterò a breve e potrai interagire con me per avere un preventivo che possa aiutarti a risolvere i tuoi problemi.

About Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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2 comments

  1. Nel caso la partecipazione in una Sas italiana sia di un socio maltese persona giuridica (holding), è possibile evitare l’imposizione italiana (esenzione)?

     
  2. In caso di dividendo c’è sicuramente una ritenuta in uscita. E’ possibile però avere alcuni accorgimenti. Se vuole mi contatti in privato perì maggiori info.

     

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