Spese Mediche Rimborsate: detrazione fiscale

87
4081

Le spese mediche rimborsate (parzialmente o interamente) da una assicurazione facoltativa possono essere detratte dal 730 o dal modello Redditi Persone Fisiche? Qual’è il limite di spese mediche rimborsate dal FASI che si può detrarre? Di seguito tutte le regole per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

In sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, sia essa modello Redditi Persone Fisiche o modello 730, assumono particolare rilievo le modalità di detrazione delle spese sanitarie oggetto di rimborso da parte di assicurazioni o Enti privati.

In generale qualsiasi spesa, per poter essere considerata detraibile o deducibile ai fini delle imposte sui redditi, deve essere stata sostenuta dal contribuente che intende detrarla o dedurla.

La regola generale da ricordare è che posso dedurmi o detrarmi una spesa solo se questa è rimasta a mio carico.

Pertanto, in linea di principio le spese sanitarie rimborsate non sono detraibili o deducibili.

Vedremo poi cosa significa questo con maggiore dettaglio.

Per questo, ho deciso di spiegarti il criterio che regola la disciplina per portare in detrazione le spese mediche rimborsate (parzialmente o integralmente) da una assicurazione facoltativa.

Cominciamo!

Spese mediche rimborsate
Spese mediche rimborsate

SPESE MEDICHE RIMBORSATE: LA DETRAZIONE FISCALE

In generale qualsiasi spesa sostenuta dal contribuente, per poter essere considerata detraibile o deducibile ai fini IRPEF, deve essere effettivamente rimasta a carico dello stesso.

Quindi appare chiaro stabilire, come regola generale, che le spese oggetto di rimborso, non possono essere considerate oneri deducibili o detraibili, per il contribuente.

Naturalmente questo vale anche per le spese mediche rimborsate da assicurazioni, ma con qualche eccezione che andremo ad analizzare.

RIMBORSO DELLE SPESE MEDICHE DA ASSICURAZIONI SANITARIE

L’articolo 15, comma 1, lettera c) del DPR n. 917/86 prevede, infatti, una particolare eccezione alla regola generale di non detraibilità o deducibilità degli oneri rimborsati al contribuente.

Secondo la predetta disposizione:

“Si considerano rimaste a carico del contribuente anche le spese rimborsate per effetto di contributi o premi di assicurazione da lui versati e per i quali non spetta la detrazione d’imposta o che non sono deducibili dal suo reddito complessivo né dai redditi che concorrono a formarlo.

Si considerano, altresì, rimaste a carico del contribuente le spese rimborsate per effetto di contributi o premi che, pur essendo versati da altri, concorrono a formare il suo reddito, salvo che il datore di lavoro ne abbia riconosciuto la detrazione in sede di ritenuta”

Articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR

Pertanto, secondo la predetta disposizione, il contribuente ha diritto alla detrazione o deduzione fiscale della spesa sanitaria sostenuta anche nel caso in cui la stessa sia stata rimborsata.

La detrazione avviene a condizione che il rimborso sia riconducibile a contributi o premi per i quali non è prevista la detraibilità o la deducibilità o che, essendo versati da altri (ad esempio, il datore di lavoro) concorrono formare il suo reddito di lavoro dipendente.

CONTRIBUTI ASSICURATIVI DEDUCIBILI DAL REDDITO

Per quanto riguarda i contributi deducibili, l’articolo 10, comma 1, lettera e) del DPR n. 917/86 afferma che sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente i:

contributi versati, fino ad un massimo di €. 3.615,20, ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale istituiti o adeguati ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute”

Articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR.

Pertanto, i contributi fino alla soglia di €. 3.615,20 non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente, così come previsto dall’articolo 51, comma 2, lettera a) del DPR n. 917/86, secondo il quale:

“i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all’articolo 10, comma 1, lettera e – ter), per un importo non superiore complessivamente ad €. 3.615,20.

Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e – ter)”

Articolo 51, comma 2, lettera a) del TUIR

I RIMBORSI DELLE SPESE SANITARIE SOSTENUTE

Gli enti o casse con finalità assistenziale sono tenuti a comunicare ogni anno all’anagrafe tributaria i dati completi afferenti i rimborsi effettuati, evidenziando gli importi erogati e ed i soggetti destinatari.

In pratica, l’Agenzia delle Entrate con queste informazioni è in grado di capire l’esatta applicazione da parte del contribuente della normativa appena richiamata riguardante la detraibilità delle spese mediche rimborsate.

E’ sufficiente, infatti, attivare un controllo formale della dichiarazione, ai sensi dell’articolo 36-ter del DPR n. 600/73, per verificare il comportamento del contribuente.

Quindi, come comportarsi di fronte a spese mediche rimborsate?

In linea generale, come abbiamo visto, gli oneri sostenuti dal contribuente e poi rimborsati allo stesso non danno diritto ad un beneficio fiscale. Il contribuente, infatti, deve essere inciso dall’onere, evento che in caso di rimborso non si verifica.

Inoltre, se il rimborso avviene in periodi di imposta successivi è necessario procedere alla tassazione separata (con facoltà di opzione per la tassazione ordinaria).

Vediamo quindi come operare distinguendo tra spese sanitarie non detraibili e spese sanitarie detraibili.


LA DETRAZIONE DELLE SPESE SANITARIE NEI LIMITI DEL PREMIO TASSATO

Come abbiamo visto, in questi casi, per stabilire quando il contribuente ha diritto a potersi detrarre spese sanitarie, anche oggetto di rimborso è necessario prendere a riferimento la regola generale, la quale prevede che:

 assicurazione sanitaria non dedotta dal reddito = spesa medica rimborsata comunque detraibile

In tale contesto un ruolo particolare è svolto dagli enti e le casse esistenti nell’ambito del lavoro dipendente.

Il versamento di contributi a questi enti non da diritto alla detrazione di spese sanitarie rimborsate. Questo in corrispondenza di premi che non hanno formato reddito di lavoro dipendente, fino ad un importo massimo di €. 3.615,20.

La non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro significa, di fatto, aver fruito di una deduzione e dunque di un beneficio fiscale per il premio versato, quindi le spese sanitarie rimborsate sono tutte indetraibili dal reddito.

FAQ SUL RIMBORSO SPESE MEDICHE

Cosa accade però se il premio versato agli enti è superiore al limite di 3.615,20 euro?

Se si verifica tale ipotesi, si riapre una possibilità di detrazione per la parte di spesa medica proporzionale al premio tassato nell’ambito del lavoro dipendente.
Sul punto vedasi la Circolare n. 50/E/2002 dell’Agenzia delle Entrate.

Come individuare la quota di spese sanitarie rimborsate detraibili in dichiarazione?

Per calcolare la quota di spese sanitarie detraibili è necessario operare nel seguente modo:
– calcolare la quota dei contributi che ha concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente. Tale valore è dato dalla differenza tra il totale dei contributi versati al fondo dal lavoratore dipendente e la soglia di €. 3.615,20;
– trovare il rapporto percentuale tra i contributi che hanno concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente e il totale dei contributi versati;
– applicare tale percentuale alle spese sanitarie oggetto di rimborso per individuare l’importo fruibile in deduzione o rispetto al quale calcolare la detrazione. Quest’importo, dunque, potrà essere legittimamente sommato alle altre spese mediche del contribuente, fruendo del beneficio fiscale.

ESEMPIO DI CALCOLO DELLE SPESE MEDICHE RIMBORSATE DETRAIBILI IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Proviamo ad effettuare un esempio pratico per individuare la quota di spese sanitarie rimborsate detraibili.

Ipotizza che i contributi al fondo sanitario siano pari a €. 6.000.

Le spese sanitarie rimborsate sono pari a €. 2.000.

I calcoli da effettuare per trovare la quota di spese mediche detraibili sono:

1) Calcolare la quota dei contributi che ha concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente:

(€. 6.000 – €. 3.615,20) = €. 2.384,80

che rappresenta l’eccedenza di contributi che forma reddito.

2) Determinare il rapporto percentuale tra contributi che hanno formato reddito e contributi versati:

(€. 2.384,80/€. 6.000) = 39,75%

Questa percentuale rappresenta la quota di contributo che ha concorso a formare reddito del dipendente.

3) Applicare la percentuale alle spese sanitarie rimborsate:

(€ 2.000 39,75%) = € 795

Questo valore rappresenta la quota di spese mediche che il lavoratore può portarsi in detrazione, anche se la spesa è stata rimborsata.

Tale importo potrà essere sommato alle altre spese mediche del contribuente, fruendo della detrazione fiscale del 19%.


I RIMBORSI DELLE SPESE MEDICHE DEL FASI

Una particolare casistica che riguarda il rimborso delle spese sanitarie è quella che riguarda il FASI (Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa alle prestazioni del servizio sanitario nazionale).

Si tratta di un fondo che effettua prestazioni sanitarie a favore dei dirigenti delle imprese industriali, siano essi in servizio o in pensione.

Sul punto l’Agenzia delle Entrate si è espressa con le Risoluzioni n. 114/E/2003, 78/E/2004, 167/E/2005 e la Circolare n. 24/E/2004 e la Circolare n 13/E/2019.

Con questi documenti di prassi è stata definitivamente chiarita la possibilità di portare in detrazione le spese sanitarie rimborsate dal Fondo.

La situazione può essere così riepilogata e riassunta.

DETRAZIONE SPESE MEDICHE RIMBORSATE DAL FASI PER I DIRIGENTI IN SERVIZIO

Per i dirigenti in servizio trova applicazione la disciplina di non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei contributi versati fino alla soglia di €. 3.615,20.

Pertanto, l’eventuale rimborso lascia il diritto alla detrazione soltanto in proporzione alla quota dei premi che hanno formato reddito, ovvero quelli superiori alla soglia.

Le spese mediche rimborsate deducibili si trovano con il meccanismo di calcolo visto in precedenza.

Non vi sono, quindi, differenze di trattamento tra un dirigente iscritto al FASI ed un dipendente con versamenti effettuati ad altri enti.

DETRAZIONE SPESE MEDICHE RIMBORSATE DAL FASI PER I DIRIGENTI IN PENSIONE

In questo caso occorre distinguere due diverse casistiche. In particolare, può esserci il caso del pensionato che effettua versamenti in autonomia. Oppure, il pensionato che continua ad avere versamenti dall’ex datore di lavoro.

Il pensionato che effettua versamenti volontari segue la regola generale. Ovvero, è possibile dedurre, per i pensionati con contribuzione autonoma, i contributi versati al FASI.

In questo modo, per le spese mediche invece è consentito detrarre soltanto gli importi non rimborsati.

Quando, invece, i versamenti vengono fatti dal datore di lavoro le cose cambiano.

Infatti, i premi versati al fondo del FASI per i dirigenti in pensione non sono mai individuali, ma sempre collettivi, e per questo non permettono di applicare la norma di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a) del TUIR, confluendo appieno nel reddito di pensione.

Trattandosi quindi di contributi non dedotti dal reddito, per i dirigenti in pensione le spese mediche rimborsate dal FASI, in questo caso, sono sempre ed interamente detraibili.

Per approfondire: Detrazione spese sanitarie nel modello 730


DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

La deduzione dei contributi previdenziali spetta per un importo complessivo non superiore a € 3.615,20. Nella verifica di tale limite concorre anche l’importo dei contributi versati ai fondi integrativi del SSN.

Documentazione da controllare e conservare

TIPOLOGIADOCUMENTI
Contributi versati direttamente dai lavoratori in quiescenza a enti o casse di assistenza sanitaria aventi esclusivamente fini assistenziali Documento rilasciato dalla cassa o dall’ente attestante il pagamento oltre ad eventuale altra documentazione dalla quale rilevare: -che si tratta di un ente o cassa avente esclusivamente fine assistenziale, -che il pensionato è un ex dipendente che a tale ente o cassa aveva aderito anche nel corso del rapporto di lavoro; -che il contratto, l’accordo o il regolamento aziendale prevedeva la possibilità per gli ex dipendenti in quiescenza di continuare a versare i contributi assistenziali all’ente o alla cassa.

RIMBORSO DELLE SPESE MEDICHE E DETRAZIONE FISCALE: CONCLUSIONI

La disciplina fiscale riguardante il rimborso delle spese sanitarie rimborsate non è delle più semplici. Si tratta di una delle casistiche in cui vengono commessi maggiori errori nella dichiarazione dei redditi.

In questo contributo ho cercato di fornirti poche e semplici regole da seguire per non commettere errori. Tuttavia, mi rendo conto che non sempre sia facile capire se e quante spese mediche rimborsate possiamo correttamente detrarre.

Se quanto indicato in questo articolo non ti è sufficiente per risolvere i tuoi dubbi, lascia un commento di seguito. Potrai ricevere nel più breve tempo un consiglio da parte mia su come procedere.

87 COMMENTS

  1. Buongiorno. Mia figlia nell’anno 2016 ha sostenuto un intervento al crociato a seguito infortunio di pallavolo, pagato interamente da lei.
    Le spese sono state detratte interamente.
    Nel 2017 l’assicurazione sportiva, pagata dalla società di pallavolo, le ha rimborsato parte della spesa sostenuta. Come devo indicare questo rimborso nel 730/2018?

    Saluti

  2. Buongiorno volevo un’informazione; volevo sapere gentilmente se facendo una visita specialistica da un privato, con la ricevuta, la posso scaricare nella dichiarazione dei redditi?

  3. Per poter scaricare deve ricevere la prestazione da parte di un medico o da parte di un professionista sanitario. Altrimenti non potrà usufruire della detrazione fiscale.

  4. buongiorno, l’anno scorso a dicembre ho avuto un incidente sul lavoro (incidente stradale). parte delle spese (noleggio carrozzina, etc) le ho sostenute subito a dicembre e l’infortunio si è chiuso da poco, per cui non ho ancora ricevuto alcun rimborso.
    devo dichiarare le spese sostenute e poi l’anno prossimo riportare i rimborsi nel quadro D rigo D7, oppure non devo chiedere nessun rimborso nel 730 2018?
    grazie in anticipo per l’attenzione

  5. Potrà indicare quest’anno le spese sostenute e quando riceverà il rimborso lo metterà a tassazione. Altrimenti può decidere di non detrarsi le spese sostenute adesso, così non dovrà tassare il rimborso quando lo riceverà.

  6. Buonasera, sono un dirigente in pensione iscritto al FASI, e quindi, a quanto leggo, avente diritto alla detrazione integrale delle spese sanitarie sostenute a prescindere dal rimborso o meno da parte del Fondo. Mi domandavo però come comportarmi, considerato il “criterio di cassa” che sottende alla detraibilitá delle spese sanitarie, in caso di convenzionamento diretto (parziale/totale liquidazione da parte del Fondo direttamente alla struttura convenzionata in nome e per conto dell’assistito generalmente a 60gg) nel caso in cui le Fatture, emesse ovviamente in data coincidente con la prestazione sanitaria, venissero saldate totalmente o parzialmente (in caso di franchigia a carico dell’assistito) dal fondo-in nome e per conto dell’assistito-nell’anno solare successivo. Es: Prestazione in convenzionamento diretto eseguita il 05.11.17. Totale prestazione € 440,00- Fatture tutte datate 05.11.17 ed intestate direttamente all’assistito. Quota a carico dell’assistito saldata in proprio € 40,00 il giorno stesso della prestazione. Quota a carico del FASI -€400,00- liquidata direttamente dal Fondo ma il 07.01.18. Grazie per la collaborazione e distinti saluti.

  7. Si deve seguire il criterio di cassa quindi la detrazione per la spesa di cui all’esempio che ha fatto sarà detraibile nell’anno in cui è avvenuto il rimborso. E’ il comunque il FASI che deve certificare l’importo rimborsato ogni anno e quindi detraibile in dichiarazione.

  8. Buongiorno un avvocato iscritto alla cassa forense subisce un grande intervento in clinica privata le spese vengono integralmente pagate in convenzione diretta dalla assicurazione stipulata per tutti gli iscritti dalla cassa forense
    E ‘ possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi dell’avvocato le spese pagate direttamente dall’assicurazione grazie

  9. nel 2016 ho sostenuto delle spese mediche per un inforunio scolastico di mio figlio e le ho indicate nel 730/2017. alla fine del 2017 la totalità delle spese sostenute mi è stata rimborsata dalla scuola.
    cosa devo fare ora nel 730/2018, come posso andare a sottrarre? ovviamente non mi spettava quel rimborso.
    grazie

  10. Anno 2016 sostengo spese mediche per 800 euro; l’assicurazione me ne restituisce a febbraio 2017 600.
    Nel 730/2017, sapendo di questo rimborso, mi porto in detrazione solo i 200 euro effettivamente spesi.
    Nel 730/2018, non devo indicare ne i 600 euro (non avendoli messi l’anno scorso in conto), ne i 200 euro detratti, essendo una spesa da me effettivamente sostenuta?

  11. Buongiorno sono una maestra jnfanzia , nell anno 2017 ho avuto un rimborbo per 25 % per spese mediche dall inps in quanto verso mensilmente un contribuito ( ex enam ) in busts paga. Non deduco tale contributo. In piu quest anno ho altre spese che ancira non mi vengono rimborsate, ma che lo saranno sicuramente, come mi devo comportare? Grazie

  12. Impossibile risponderle in modo certo. Bisogna analizzare la documentazione prima di poter rispondere, in questo modo rischio di darle una risposta inesatta.

  13. buongiorno, nel corso del 2017 ho versato contributi al fondo metasalute fino al mese di settembre mentre dal mese di ottobre il contributo è stato totalmente versato a carico del datore di lavoro. Nel modello CUD la somma dei contributi versati pari a euro 120 è inserita nella casella 442 con descrizione “contributi versati a enti o casse aventi esclusivamente fini assistenziali che concorrono al reddito”. Da qui mi sembra di capire che NON sono stati dedotti dal reddito. Quindi visto che ho sostenuto spese nel 2017 poi rimborsate dal fondo, ed inoltre ci sono state spese pagate direttamente dal fondo in modo diretto ma che sono ricomprese nel mio precompilato come devo procedere? Devo lasciare solo le quote effettivamente pagate da me e togliere tutto quanto anticipato o rimborsato dal fondo oppure posso chiedere il rimborso di tutto?
    Grazie mille

  14. L’aspetto da verificare è l’importo dedotto. Le spese sanitarie rimborsate possono essere detratto solo se i contributi non sono dedotti dal reddito. Senza vedere la documentazione è difficile indicare come operare.

  15. Buongiorno, con l’assicurazione sanitaria RBM – Meta Salute imposta dal datore di lavoro, ho ricevuto un rimborso su alcune fatture inerenti a prestazioni mediche private effettuate. La mia domanda è: nella prossima dichiarazione dei redditi 730, tali fatture prestazioni sanitarie le posso mettere ugualmente a rimborso dichiarandole oppure no? Grazie mille per la vostra disponibilità e chiarezza.

  16. La risposta dipende dalla deduzione o meno del contributo pagato annualmente all’assicurazione. Se non si è dedotta il contributo dal reddito può portare in dichiarazione la detrazione del costo sostenuto.

  17. Se un soggetto (nonno) paga il premio di una polizza assicurativa per il nipote (fiscalmente non a suo carico, ma a carico dei genitori). In caso di spesa medica sostenuta dal nipote ma rimborsata dall’assicurazione spetta qualche detrazione? e A chi?

  18. Bisogna capire chi si è dedotto l’onere ed in quale misura, e poi anche chi ha beneficiato del rimborso. Senza la documentazione è impossibile fornire una risposta alla domanda.

  19. Buon giorno.
    Sono un Dirigente di Azienda in pensione che ha continuato l’iscrizione al F.A.S.I. a totale proprio carico, quindi con contribuzione non deducibile e con decurtazione delle spese mediche anche se rimborsate parzialmente o totalmente dal Fondo (Risoluzione Agenzia Entrate 78E del 28/5/2004).
    A seguito dell’ultima risoluzione n. 7E del 27/4/2018, relativa anche ai contributi versati a casse di assistenza sanitaria a fini esclusivamente assistenziali che diventano deducibili dall’imponibile fiscale, perchè non concorrono alla formazione del reddito, viene messa in discussione la detrazione delle spese sanitarie rimborsate. Se il contributo adesso diventa deducibile, delle suddette spese si dovrebbero detrarre soltanto gli importi non rimborsati, così come previsto per i Dirigenti in servizio. Inoltre le istruzioni del mod. 730, prevedono che le spese sanitarie rimborsate dagli enti di cui sopra non possono essere indicate, poichè i relativi contributi non concorrono alla formazione del reddito. Nel contempo però i contributi versati dovrebbero essere indicati al punto 441 della Certificazione Unica emessa dall’INPS perchè dedotti all’origine (cosa non effettuata). Infine il FASI ancora riporta la normativa del 2004 per la deducibilià dei contributi e la detraibilità delle spese mediche.
    Ringrazio per la cortese attenzione, resto in attesa di un chiarimento, le circolari dell’Agenzia Entrate in materia non sono mai state totalmente esaustive.

  20. Buona sera,

    vorrei sapere se le fatture a me intestate per spese mediche totalmente o parzialmente rimborsate in virtù di una polizza sanitaria sono detraibili.
    La polizza assicurativa sanitaria è stata pagata dal mio ex datore di lavoro solo per l’anno 2017 (scadenza 31/12/2017) l’ultimo anno di lavoro e non appare sul CU dello stesso anno alla casella 444. Io non ho sostenuto nessuno costo per questa polizza, e non è stata inclusa nel mio reddito ne tassata.

    La questione sorge adesso in quanto nel 730 redditi 2018 precompilato nell’elenco delle spese sanitarie è presente una fattura a me intestata di un ospedale per un intervento da me subito a settembre 2017. Nello stesso elenco tale fattura risulta non rimborsata, anche se l’intervento è stato effettivamente rimborsato all’ospedale dall’assicurazione in convenzione diretta il 6 marzo 2018 data fattura 28 dic 2017. È rimasta a mio carico solo la franchigia che ho detratto nel 730 redditi 2017.

    Tenga presente che nell’anno 2017 ho usufruito della stessa polizza per un altro intervento pagato/rimborsato nello stesso periodo è apparso anch’esso nel precompilato 730 redditi 2017 come non rimborsato (ma da me non detratto), per questo l’Agenzia delle entrate NON HA chiesto di includere il relativo importo come altro reddito da rimborsi da tassare a tassazione separata ne nel precompilato redditi 2017 ne nel precompilato redditi 2018.

    Quindi ritornando al quesito iniziale alla luce di quanto sopra posso portare in detrazione la fattura relativa al ricovero del settembre 2017 rimborsata dall’assicurazione all’ospedale a marzo 2018?

    Vi ringrazio molto dell’attenzione che vorrete dare al mio quesito che spero sia anche di interesse più ampio ed attendo un vostro gentile riscontro
    Domenico

  21. Salve Domenico, lei ha diritto a portare in detrazione la spesa sostenuta per il ricovero solo a condizione che non abbia dedotto il versamento dovuto all’assicurazione medica. Nel caso in cui tale versamento sia stato fatto dal datore di lavoro la detrazione della spesa sostenuta (anche rimborsata) è possibile solo se tale contributo versato dal datore di lavoro per suo conto è finito come reddito nella sua busta paga. Qualora questo non fosse avvenuto significa che il datore di lavoro ha dedotto quel contributo dal reddito e lei non ha diritto alla detrazione sulla spesa medica rimborsata.

  22. Faccio seguito al mio commento del 28 marzo.
    L’articolo sulle detrazioni delle spese mediche e dei contributi versati ai fondi di assistenza sanitaria dello scorso 13 giugno, non tiene conto forse che il FASI come da statuto sia un ente a fini esclusivamente assistenziali. Pertanto come da circolare ultima 13E del 31 maggio scorso e delle precedenti del 2017 e del 2018 di pari oggetto dell’Agenzia Entrate, è possibile dedurre, per i pensionati con contribuzione autonoma, i contributi versati al FASI. Per le spese mediche invece è consentito detrarre soltanto gli importi non rimborsati.
    Ritengo pertanto che il riferimento alla circolare del 2004 sia soltanto per i dirigenti in pensione che ricevono un contributo ai versamenti da parte delle aziende da cui dipendevano e pertanto non sono deducibili. In questo caso le spese mediche sono detraibili anche se rimborsate interamente. Quanto suddetto è altrettanto precisato nella suddetta circolare del 31 maggio.
    Quanto sopra ai fini di una fattiva collaborazione.
    Cordialmente
    Gino

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.