Spese Universitarie Detraibili: guida alle agevolazioni fiscali

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Le Spese Universitarie Detraibili sostenute per la frequenza a corsi di laurea o per la locazione di alloggi per studenti fuori sede. Detrazione fiscale del 19% spese frequenza universitaria. Borse di studio erogate per rendimento sono assimilate a redditi di lavoro dipendente e godono di specifiche detrazioni. Rimborsi tasse universitarie.

Per consentire di usufruire degli istituti universitari da parte di più studenti possibili, il legislatore consente di detrarsi ai fini IRPEF le spese universitarie.

In particolare, le spese universitarie, possono beneficiare generalmente di un risparmio di imposta sotto forma di  detrazione dall’imposta del 19% della spesa sostenuta.

In altri casi, per le Borse di Studio è possibile beneficiare di una detrazione equiparata a quella da lavoro dipendente.

Le Spese Universitarie Detraibili che, quindi, danno diritto ad agevolazioni fiscali si suddividono in tre categorie:

  1. Rette universitarie, per la frequenza a corsi di laurea;
  2. Borse di studio;
  3. Canoni di locazione, per studenti fuori sede;

Vediamo adesso i singoli risparmi d’imposta ottenibili per ciascuna di queste Spese Universitarie.


SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI: LE RETTE UNIVERSITARIE

Tra le Spese Universitarie Detraibili vi sono i costi sostenuti per l’iscrizione e la frequenza di corsi universitari e post universitari.

L’articolo 15, comma 1, lettera e) del DPR n 917/86 consente la detrazione IRPEF del 19% degli oneri e dei contributi versati in per ogni periodo di imposta.

Per la frequenza di corsi universitari pubblici è prevista, quindi, la possibilità di usufruire di una detrazione da applicare sull’intero importo, senza alcun tetto di spesa.

Attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi (sia il modello 730 che il modello Redditi PF) il contribuente può ottenere un risparmio fiscale in percentuale rispetto alla spesa sostenuta.

La detrazione IRPEF si applica in relazione alle spese per la frequenza a corsi di istruzione universitaria presso:

  • Università statali. La detrazione è ammessa per l’intera quota corrisposta a titolo di spese di frequenza;
  • Università non statali. Detrazione applicabile in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca. Questo tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.

SITUAZIONI PARTICOLARI ISTITUTI PRIVATI O ESTERI

Con questa disposizione si tende a fornire un riferimento certo relativamente all’ammontare detraibile delle spese sostenute per la frequenza di università non statali.

In relazione alle università private, infatti, la detrazione, in precedenza, spettava in misura non superiore a quella stabilita in relazione alle tasse e ai contributi degli istituti statali. Approfondirò meglio questo aspetti in un paragrafo successivo.

Tra le spese universitarie detraibili rientrano anche quelle relative ai soggetti che studiano all’estero.

Per le università estere il limite massimo entro cui è consentita la detrazione IRPEF del 19% è limitato.

Esso è rappresentato  dalle  corrispondenti  spese  previste  per  la  frequenza  di  corsi similari  tenuti  presso  l’università  statale  italiana  più vicina  al  domicilio  fiscale  del contribuente.

Il riferimento alla misura massima non tiene conto di eventuali riduzioni o facilitazioni legate all’Isee.

CONSERVATORI MUSICALI: DETRAZIONE IRPEF

Il  bonus  spetta  ugualmente  per  l’iscrizione  e  la  frequenza  di  università telematiche,  purché  riconosciute  con  decreto  dal  Miur, e di conservatori musicali.

Per i Conservatori Musicali, le spese sostenute per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n 12/2015 presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati sono equiparate a quelle per l’iscrizione ai corsi universitari. Mentre le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento sono equiparate a quelle sostenute per la formazione scolastica secondaria.

Sono esclusi gli istituti musicali privati, non rientrando nell’ambito  dei conservatori pareggiati.

Non beneficiano di sconti le spese universitarie sostenute per lauree conseguite all’estero, anche se pagati a università pubblica statale.

SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PER CONCORSI E PROVE DI ACCESSO A CORSI UNIVERSITARI

Secondo l’Agenzia delle Entrate, inoltre, sono considerati corsi di istruzione universitaria anche quelli tenuti dalle scuole di specializzazione che rilasciano un diploma valido come titolo di ammissione a concorsi per l’insegnamento nella scuola.

Rientrano nell’ambito delle spese universitarie detraibili anche le spese pagate per la partecipazione alle prove di accesso ai corsi universitari a numero chiuso con test di verifica della preparazione.

Questo, sempre che siano previste dalla facoltà alla quale lo studente intende iscriversi e a condizione che siano richieste dall’ordinamento universitario.

SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI CON PRINCIPIO DI CASSA

Per le spese universitarie detraibili vale il principio di cassa.

Principio per cui non conta l’anno cui la spesa si riferisce, bensì quello in cui è stata materialmente sostenuta.

Non rilevano ne l’età ne la durata del corso di studio, per cui il bonus vale anche per gli studenti fuori corso o lavoratori.

Se lo studente è a carico di altri soggetti, ad esempio dei genitori, della detrazione per spese universitarie sostenute possono usufruirne questi ultimi.

Le spese devono essere ripartite tra i genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento la percentuale di ripartizione, se diversa dal 50%.

In  caso  di  coniuge  a  carico  dell’altro,  quest’ultimo  può  considerare  l’intera  spesa sostenuta.


SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI: DETRAZIONE FISCALE PER CANONI DI LOCAZIONE

Oltre alla detrazione per spese universitarie sostenute per la frequenza a corsi di laurea, gli studenti fuori sede possono beneficiare di una ulteriore agevolazione fiscale.

Mi riferisco ad una detrazione legata ai canoni di locazione pagati.

L’agevolazione consiste in una detrazione del 19% legata ai canoni di locazione pagati in relazione a:

  • Contratti di ospitalità, atti di assegnazione in godimento o locazione;
  • Contratti stipulati con enti per il diritto allo studio, università e collegi universitari stipulati o rinnovati ai sensi della Legge n 431/98.

Le tipologie di contratto di locazione agevolabili sono tipicamente di tre tipi:

  • Locazione a canone libero della durata di quattro anni rinnovabile per  altri  quattro;
  • Locazione a canone concordato della durata di tre anni rinnovabili per altri due. Per la quale occorre l’approvazione di un apposito accordo territoriale tra le organizzazioni di operai e inquilini;
  • Locazioni transitorie, da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni di durata. Appositamente individuate dall’articolo 5 della Legge n. 431/1998 per soddisfare le esigenze abitative di studenti universitari.

CONDIZIONI PER FRUIRE DELL’AGEVOLAZIONE SUI CANONI DI LOCAZIONE PER STUDENTI FUORI SEDE

La detrazione fiscale del 19% spetta anche nel caso in cui la locazione riguardi una sola stanza all’i,terno di un appartamento.

Tuttavia, l’agevolazione non trova riscontro in caso di subaffitto, poiché, in questa ipotesi non è prevista tra le fattispecie dell’articolo 15 del DPR n 917/86.

Per poter beneficiare dell’agevolazione è necessario che l’università sia:

  • Posta in un comune distante almeno 100 chilometri rispetto a quello di residenza dello studente;
  • Appartenga ad una provincia diversa.

Per la verifica del requisito, occorre fare riferimento al tratto chilometrico più breve tra il comune di residenza e quello in cui ha sede l’università. Tratto calcolato in base a una qualsiasi delle vie di comunicazione esistenti, ad esempio ferroviaria o stradale, se almeno uno dei collegamenti risulta pari o superiore a 100 chilometri.

SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI PER LOCAZIONI DI STUDENTI FUORI SEDE: LIMITE MASSIMO DELLA SPESA DETRAIBILE

L’importo massimo su cui calcolare la detrazione fiscale del 19% è pari a € 2.633 annui.

La detrazione può essere goduta anche se l’onere è sostenuto nell’interessi di familiari a carico.

L’importo  di  € 2.633,  inoltre,  costituisce  il  limite  complessivo  di  spesa  di  cui  può beneficiare ciascun contribuente.

Questo anche nel caso di un genitore che sostiene la spesa per più contratti in riferimento a più di un figlio.

La detrazione è valida anche se la spesa universitaria è sostenuta per una locazione per la frequenza di una università estera.

Questo purché l’università sia ubicata  in  uno  Stato  membro  dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio  economico  europeo, con gli stessi limiti visti in precedenza.


SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI:AGEVOLAZIONE LEGATA ALLE BORSE DI STUDIO

Le somme corrisposte a titolo di borsa di studio, assegno, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Si tratta di compensi a cui il legislatore fiscale riserva un trattamento identico a quello dei redditi di lavoro dipendente.

I sostituti di imposta, quindi sono tenuti a calcolare l’IRPEF, al netto delle detrazioni di lavoro e per carichi di famiglia, e a prelevarla sotto forma di ritenuta d’acconto. Nonché ad emettere e rilasciare la Certificazione Unica (modello CU).

Per il calcolo delle detrazioni di lavoro dipendente si deve prendere a riferimento il numero dei giorni di frequenza al corso universitario.

Se, invece, la borsa di studio è erogata per il rendimento accademico, le detrazioni competono per l’intero anno.

Attenzione però, non tutte le borse di studio sono imponibili IRPEF.

BORSE DI STUDIO ESENTI IRPEF

Infatti, sono esenti dalle imposte dirette le borse di studio studio corrisposte:

  1. Dalle Regioni a statuto ordinario agli studenti universitari in base al DLgs n 68/2012;
  2. Dalle Regioni a statuto speciale e dalle provincie autonome di Trento e Bolzano;
  3. Infine, dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorati di ricerca, per attività di ricerca post dottorato.

In base al DLgs n 257/1991 sono state escluse da imposizione anche le somme corrisposte agli studenti che frequentano le scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia.

Secondo  l’agenzia  delle  Entrate,  invece,  l’esenzione  non  spetta  per  le  borse  di  studio corrisposte ai medici che partecipano ai corsi di formazione specialistica in medicina generale, istituite ai sensi del DL n 325/1994.

In particolare, poi, sono esenti le somme percepite da parte di cittadini stranieri in forza di accordi e intese internazionali.

Ad esempio, classico caso è quello delle borse di studio Erasmus Mundus, finanziate dall’Unione europea. Si tratta di borse erogate dalle università italiane per promuovere la qualità dell’istruzione superiore europea e la comprensione interculturale.

Inoltre, è importante ricordare che la borsa di studio esente non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.

Pertanto, se chi la percepisce non ha redditi superiori a:

  • € 4.000,00 per i soggetti di età inferiore ai 24 anni;
  • € 2.840,51 per i soggetti di età superiore ai 24 anni

può essere considerato fiscalmente a carico di altri soggetti.

RIEPILOGO SPESE UNIVERSITARIE E LIMITE DETRAIBILITA’

TIPOLOGIE DI SPESADETRAZIONE IRPEF
Università stataleTasse di iscrizione e frequenza pagate detraibili senza alcun limite
Università privateTasse detraibili nella misura massima di quelle previste per l’università statale affine nella stessa regione
Le Università straniereDetraibilità nella misura massima di quelle per corsi analoghi presso l’università statale più vicina
Università telematicheSpese detraibili solo se sono riconosciute con decreto del Miur
Conservatori musicaliTasse detraibili senza alcun limite
Corsi di specializzazione per laureatiTasse detraibili solo se riconosciuti dall’ordinamento universitario
Master universitariSpese detraibili se sono assimilabili a corsi universitari
Dottorato di ricerca presso universitàSpese detraibili senza alcun limite
Laurea conseguita all’esteroNessuna detraibilità
Spese per l’alloggioCanoni pagati per contratti di ospitalità o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari, enti senza fine di lucro: detrazione da calcolare al massimo su € 2.633
Spese per l’alloggioCanoni pagati per contratti di locazione stipulati ai sensi della legge 431/98: detrazione da calcolare al massimo su €. 2.633

SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI PER UNIVERSITÀ NON STATALI

Ogni anno il Ministero dell’Università e della Ricerca pubblica un decreto con l’importo massimo della detrazione spettante ai fini IRPEF.

Gli importi indicati rappresentano il valore massimo delle spese relative alle tasse e dei contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali:

  • Per ciascuna area disciplinare di afferenza (sulla base della classificazione contenuta in allegato al presente DM e di seguito riportata);
  • In base alla Regione in cui ha sede il corso di studio.

L’importo massimo della spesa detraibile al 19% per la frequenza di Università non statali è riportato nella tabella seguente:

AREA
DISCIPLINARE
CORSI ISTRUZIONE
NORD CENTRO SUD E ISOLE
Medica€. 3.700,00€. 2.900,00€. 1.800,00
Sanitaria€. 2.600,00€. 2.200,00€. 1.600,00
Scientifico –
Tecnologica
€. 3.500,00€. 2.400,00€. 1.600,00
Umanistico/Sociale€. 2.800,00€. 2.300,00€. 1.500,00

Per permettere di identificare le aree geografiche, riportiamo di seguito la distinzione fornita dal Decreto:

  • Nord“: la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria e l’Emilia Romagna;
  • Centro“: la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo e il Lazio;
  • Infine, “Sud e Isole“: la Campania, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna.

Agli importi detraibili previsti dal Decreto deve essere sommato l’ammontare relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio universitario.

Si tratta della tassa di cui all’articolo 3, commi da 20 a 23 della Legge n. 549/95.

Per gli studenti iscritti a corsi di dottorato, di specializzazione e a master universitari di primo e secondo livello, gli importi di riferimento per la detrazione sono i seguenti:

  • € 3.700,00, per il Nord;
  • € 2.900,00, per il Centro;
  • Infine, € 1.800,00, per il Sud e le Isole;

SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI PER UNIVERSITÀ NON STATALI: DETRAZIONE PER DOTTORATO DI SPECIALIZZAZIONE E MASTER

Accanto alla detrazione massima per gli studenti di università non statali ci sono altre fattispecie.

Mi riferisco, in particolare, agli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello, in Università non statali.

Anche in questo caso ogni anno viene pubblicato un apposito decreto.  La spesa massima detraibile al 19%, prevista è pari alle seguenti soglie:

  • € 3.700,00, per i corsi e i master aventi sede nelle Regioni del Nord;
  • € 2.900,00, per i corsi e i master aventi sede nelle suddette Regioni del Centro;
  • Infine, € 1.800,00, per i corsi e i master aventi sede nelle suddette Regioni del Sud e delle Isole.

La detrazione è quindi ammessa nel limite sopra indicato avendo cura di conservare tutta la documentazione afferente la spesa sostenuta.


SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI: UNIVERSITÀ ESTERE E TELEMATICHE

Vediamo adesso alcune particolari tipologie di spese legate alla frequenza di corsi universitari.

Mi riferisco, in particolare, alla detrazione IRPEF ammessa per la frequenza di università estere, università telematiche. Ma anche la detrazione prevista per il corso di laurea in teologia.

Vediamo in dettaglio le singole casistiche in dettaglio.

DETRAZIONE IRPEF PER LA FREQUENZA DI UNIVERSITÀ ESTERE

Le spese legate alla frequenza di università estere sono detraibili ai fini IRPEF sempre nel limite del 19% della spesa sostenuta.

Anche in questo caso la detrazione non è libera, ma parametrata a quella di corsi universitari italiani.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E/16 ha chiarito che per la detrazione occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per:

  • La frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare;
  • La zona geografica in cui ricade il domicilio fiscale del contribuente.

In pratica il principio di detrazione della spesa valido per la frequenza di università estere è lo stesso previsto per la frequenza di istituti privati in Italia.

La detrazione IRPEF massima del 19% può essere applicata fino agli importi massimi previsti della tabella del decreto del Ministero.

DETRAZIONE IRPEF PER LA FREQUENZA DI UNIVERSITÀ TELEMATICHE

Anche la frequenza di università telematiche prevede un limite massimo di detrazione. La detrazione, massima applicabile, anche in questo caso non si discosta da quanto visto sinora.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E/2016 ha chiarito che tali spese, al pari di quelle per la frequenza di altre Università non statali, possono essere detratte facendo riferimento:

  • All’area tematica del corso;
  • Per l’individuazione dell’area geografica, alla Regione in cui l’Università ha la sede legale.

In pratica il principio di detrazione della spesa valido per la frequenza di università telematiche è lo stesso previsto per la frequenza di istituti privati in Italia.

La detrazione IRPEF massima del 19% può essere applicata fino agli importi massimi previsti della tabella del decreto del Ministero.

DETRAZIONE IRPEF PER LA FREQUENZA DI CORSO DI LAUREA IN TEOLOGIA

La normativa fiscale prevede la possibilità di usufruire di una detrazione IRPEF pari al 19% anche per le spese legate al corso di laurea in Teologia.

In particolare la spesa legata alla frequenza di corsi di laurea in teologia presso le università pontificie è detraibile con alcune limitazioni.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n 18/E/2016 ha chiarito che la spesa è detraibile nella misura stabilita per i corsi di istruzione appartenenti all’area disciplinareUmanistico – Sociale“.

Per quanto concerne la zona geografica di riferimento, l’Agenzia ritiene che, per motivi di semplificazione, debba essere individuata nella Regione in cui si svolge il corso di studi.

Questo anche nel caso in cui il corso sia tenuto presso lo Stato Città del Vaticano.

DETRAZIONE IRPEF PER SPESE UNIVERSITARIE PER FAMILIARI A CARICO

Ai sensi dell’articolo 15, comma 2, del DPR n 917/86, le spese legate alla frequenza di corsi universitari sono detraibili anche se sono sostenute nell’interesse dei familiari (classico caso dei figli).

La detrazione è consentita condizione che siano fiscalmente a carico ai sensi dell’articolo 12 del DPR n 917/86.

Un figlio è considerato a carico se nel corso del periodo di imposta non hanno percepito redditi superiori alla soglia di:

  • € 4.000,00 se l’età è inferiore ai 24 anni;
  • € 2.840,52 se l’età è superiore ai 24 anni.

Per approfondire: Detrazioni Irpef per familiari a carico


SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI: CHIARIMENTI

La Circolare n 7/E/2018 ha fornito numerosi chiarimenti di interesse per il calcolo degli importi detraibili.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:

  • La detrazione si applica anche per le spese sostenute per la frequenza di corsi di perfezionamento;
  • Nel limite di spesa individuato dal Decreto Ministeriale è compresa anche l’imposta di bollo;
  • Qualora il corso di studio sia tenuto in sedi ubicate in regioni diverse rispetto a quella in cui l’Università ha la sede legale, va considerata l’area geografica in cui si svolge il corso;
  • Qualora lo studente, nel periodo di imposta:
    • Abbia cambiato facoltà o corso di studio ed abbia quindi sostenuto spese presso università site in aree geografiche diverse o per corsi appartenenti ad aree tematiche diverse, va considerato il limite di spesa detraibile più alto tra quelli applicabili previsti dal Decreto;
    • Abbia sostenuto spese per frequenza di corsi istituiti presso università sia statali che non statali, la detrazione per le spese di frequenza di università statali va calcolata sull’intero importo, mentre quelle relative a università non statali vanno ricondotte nei limiti previsti dal Decreto MIUR.

TEST DI AMMISSIONE

Sono detraibili anche le spese sostenute per i test di ammissione. Qualora lo studente abbia sostenuto più di un test di ammissione:

  • In università non statali situate in aree geografiche diverse o
  • Per corsi di laurea in università non statali appartenenti a diverse aree tematiche,

è necessario verificare se lo studente ha provveduto ad iscriversi ad una delle facoltà o corso per cui ha sostenuto il test:

  • Se si è iscritto, le spese sostenute per i test di ammissione rientrano nel limite relativo al corso scelto;
  • Se non si è iscritto a nessun corso,

va fatto riferimento al limite di spesa più elevato tra quelli stabiliti per i corsi e per le facoltà per le quali ha svolto il test.


DETRAZIONE PER SPESE UNIVERSITARIE NEL MODELLO 730

Le spese per la frequenza di corsi universitari, di perfezionamento e/o specializzazione universitaria vanno indicate nei righi generici (da E8 a E10) del Modello 730, con il codice 13.

In particolare, va indicato l’importo corrisposto nel periodo di imposta:

  • Interamente, nel caso di università statali;
  • Nei limiti massimi stabiliti dal D.M. 28 dicembre 2018 nel caso di università non statali.
Spese universitarie nel 730
Spese universitarie nel 730

ESEMPIO

Uno studente, il 15 settembre 2018, ha corrisposto all’Università privata Bocconi di Milano € 9.296,00, per la frequenza del corso di laurea triennale “Economia aziendale e management”.

Essendo la Bocconi un’università “non statale”, per calcolare la detrazione spettante per il 2018 occorre far riferimento agli importi contenuti nel Decreto 28 dicembre 2018.

In particolare, il corso di laurea a cui è iscritto lo studente:

  • Rientra nell’area disciplinare “Umanistico-sociale”, classe L-18 “Scienze dell’economia e della gestione aziendale”;
  • Ha sede a Milano –> Lombardia –> Nord.

Pertanto, l’importo di riferimento sul quale calcolare la detrazione spettante è pari ad € 2.800,00.

La quota eccedente tale importo non è detraibile. Tale valore va indicato nel rigo E8 con codice 13:

Spese universitarie detraibili nel 730
Spese universitarie detraibili nel 730

SPESE UNIVERSITARIE DETRAIBILI: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di riassumere le principali indicazioni riguardanti le spese universitarie detraibili. In particolare, si tratta di una detrazione che coinvolge tantissimi soggetti e che presenta tantissimi elementi di dettaglio.

Ti consiglio di prestare la massima attenzione a questa detrazione perché le possibilità di commettere errori sono davvero molte.

Se hai dubbi o desideri approfondire un aspetto lasciami un commento all’articolo. Riceverai una risposta nel più breve tempo.

28 COMMENTS

  1. Molto interessante ma, alcuni punti rimangono non chiari rispetto a quanto riportato dal precompilato dell’Agenzia dell’Entrate.

     
  2. su spese universitarie di una università telematica con sede legale a Roma, è sato sostenuto nel 2014 l’importo di €.1640,00.
    Considerando il decreto MIUR si parla di un limite massimo per regione dove ha sede l’università, Centro per €.2300,00.
    Secondo Voi il calcolo da fare è: 2300,00-1640,00 ed il risultato calcolare il 19% ?
    Grazie

     
  3. Salve, la spesa sostenuta è sotto il limite consentito dal MIUR, quindi tutta la spesa sostenuta è agevolabile. La detrazione si trova spesa per *19%.

     
  4. Salve, sul fatto che le tasse universitarie si possano portare in detrazione per il 19% mi era già chiaro.
    Non mi è chiaro perchè nel precompilato ricevuto dall’Agenzia delle Entrate, tali tasse da me sostenute nel 2015 sono state da loro inserite detratte di €.32,00 coincidenti con la cifra presente tra le varie tasse universitarie sotto la voce di Bolli Virtuali (2*€.16,00).
    Sapreste dirmi se tali spese (Bolli Virtuali presenti tra le varie voci delle spese tasse Universitarie) sono detraibili.
    Grazie anticipatamente per la gentile risposta.
    Saluti: Ludovico.

     
  5. Buongiorno,
    mia figlia frequenta l’università dell’Insubria (statale) a Como pur essendo residente a Milano dove è presente l’Università degli Studi di Milano anch’essa statale. Le tasse universitarie pagate all’Insubria (1730 euro) sono maggiori rispetto a quelle che avrebbe pagato a Milano (1320 euro circa) in quanto all’Insubria non è presente nessuna franchigia per redditi fino a 40.000 euro. Possiamo detrare tutto l’importo pagato o dobbiamo limitarci a quello della Statale di Milano?
    Inoltre nel 730 precompilato, pur riportando come fonti l’Università dell’Insubria e gli importi da me pagati tramite Mav (1574 euro – non inclusa tassa regionale e imposta di bollo) nel quadro E rigo 8 cod 13 indica solamente 788 euro. Posso modificare l’importo e segnare il totale da me pagato ossia 1730 euro?
    Ringrazio fin d’ora per la risposta. Cordiali saluti

     
  6. Salve, se l’università che frequenta sua figlia è statale può detrarre tutto l’importo versato. Può modificare il 730 precompilato, ma dovrà conservare tutta la documentazione a supporto della spesa indicata.

     
  7. Buongiorno
    mio figlio fresquenta l’universitá privata in Austria (fisioterapia). Le tasse universitarie pagate sono ca. 8000€. Quanto posso detrarre? 2600 come precisato dal MIUR ( sanitarie nord) o ca. 2100 che si pagherebbe presso l’ universitá piú vicina alla residenza?
    Cordiali saluti

     
  8. Salve, sono detraibili le spese sostenute per università estere, nei limiti di quanto previsto dal D.M. 288/2016 dle MIUR.

     
  9. Salve, mica figlia quest’anno deve fare dottorato di ricerca, vi chiedo la devo togliere dallo sgravio fiscale? Devo comunicare la mia azienda oppure no? Grazie

     
  10. Se il suo reddito supera la soglia di €. 2.840,52 sua figlia non sarà più a suo carico e lei perderà le detrazioni fiscali.

     
  11. È vero che le tasse universitarie non possono detratti se uno studente le fa a meno di 100 km?

     
  12. Questa regola riguarda le spese per gli alloggi di studenti fuori sede, non per tutte le spese universitarie.

     
  13. Buongiorno, mio figlio frequenza l’università a Zurigo. Dalle ricerche che ho effettuato la Svizzera ufficialmente non è membro dello spazio economico europeo (SEE) ma è considerato un paese equiparato all’Unione Europea. La norma prevede testualmente la detrazione delle spese universitarie all’estero purché l’università sia ubicata in uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo (SEE). Poiché non ho trovato alcuna specifica in merito, chiedo cortesemente se la frequenza di una università in Svizzera consenta o meno la parziale detrazione delle spese (ovvero se l’Agenzia Entrate equipari o meno la Svizzera alla UE). Grazie.

     
  14. Mio figlio frequenta un corso di laurea in videogiochi e animazione presso un università privata riconosciuta dal Miur e collegata al Video Game e Animation del Valletta Higher Education Institute di Malta, posso detrarre le relative spese sebbene i bonifici effettuati sono favore dell’istituto di Valletta?

     
  15. Grazie per le preziose informazioni.
    Ho la situazione un po ingarbugliata avendo mio figlio pagato nel 2018 le tasse sia per il primo che secondo anno in 2 università diverse (cambio facoltà secondo anno da Medicina Albania a Medicina Roma), sia avendo partecipato a test di rientro su varie università italiane.
    In particolare:
    primo anno, seconda e terza rata in Albania: 4874€
    secondo anno: prima rata in Albania pari a 4099€ e prima e seconda rata a Roma pari a 1832€
    test trasferimento: 165 in diverse rate/università, fra cui 50€ su Roma
    La domanda è: per le spese in Albania, essendo 2 corsi in due anni distinti, vale il limite max di 2900 da tabella oppure i 2900 valgono per ogni anno di corso, cioè 2900 x 2; inoltre, per i test posso inserirle tutte?

     
  16. Salve. Ho scoperto oggi, nel visionare il mio 730 online, che mia figlia studentessa universitaria di 24 anni al quinto anno di medicina non risulta più a carico perché ha percepito una borsa di studio Erasmus di 3150 euro (superiore al limite di 2840). ma le borse di studio non sono redditi esenti? Non risultando a carico dovrò restituire le detrazioni finora percepite e rinunciare alle agevolazioni, compreso le detrazioni per canone di locazione per studenti fuori sede. Possibile che per poche centinaia di euro la borsa di studio finisce con il penalizzare lo studente e la famiglia, anziché dare un sostegno economico? Ai fini ISEE cosa cambia? Grazie

     
  17. Le borse di studio Erasmus sono esenti da tassazione quindi non rientrano nella verifica dei familiari a carico. Non è detto che il 730 precompilato sia un 730 corretto. Attenzione!

     
  18. La ringrazio molto, una cosa non mi è chiara. Il limite per le spese universitarie estere è 1 solo per anno, immaginavo, ma le rate di iscrizione all’università italiana come le rate versate alle diverse università italiane per i test di rientro non dovrebbero essere senza limiti?
    Nel caso quale sarebbe?

     
  19. BUONGIORNO
    mia figlia si iscrive in una università di Londra da settembre 2019.
    Cosa cambia nella detrazione delle tasse universitarie con l’avvento della Brexit? Non essendo più nello spazio economico europeo perdo la possibilità di detrarre il 19% delle tasse di iscrizione (ancorchè con i limiti previsti dalle tabella del D.M.)? E nemmeno i costi dell’affitto del 19% fino a 2.630 € annui posso detrarre?
    grazie

     
  20. Salve Cristina, la detrazione riguarda tutte le università estere, nei limiti degli importi previsti ed indicati nelle tabelle dell’articolo. La norma prevede la detrazione delle spese universitarie all’estero purché l’università sia ubicata in uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo (SEE). Dal momento di uscita del Regno Unito dalla UE l’agevolazione non potrà trovare applicazione. A meno che da Brexit non ci siano accordi diversi.

     
  21. Mi scuso se ritorno sulla mia domanda, non mi è chiaro un aspetto, perchè nella Sua risposta a Paolo Marzo 25, 2019 at 12:08 si legge: “Salve Paolo, la Svizzera non fa parte della UE o dello SEE, la detrazione non trova applicazione”. Paolo aveva chiesto, cito testualmente: “La norma prevede testualmente la detrazione delle spese universitarie all’estero purché l’università sia ubicata in uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo (SEE). Poiché non ho trovato alcuna specifica in merito, chiedo cortesemente se la frequenza di una università in Svizzera consenta o meno la parziale detrazione delle spese (ovvero se l’Agenzia Entrate equipari o meno la Svizzera alla UE)”. Non è lo stesso caso della Gran Bretagna quando si completerà la Brexit? Grazie

     
  22. Buongiorno gradire comprendere nel caso di figli a carico pari al 50% con la moglie e, con la presentazione di 730 separati, se le spese sostenute da uno dei due coniugi devono essere ripartite in misura del 50% o possono essere allocate solo ad uno dei coniugi. Grazie

     

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