IVIE l’imposta sugli immobili all’Estero

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I contribuenti persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, possessori di immobili in un Paese estero, sono soggetti al versamento di un imposta patrimoniale chiamata Ivie, calcolata sulla base del valore dell’immobile. L’imposta deve essere versata per ogni anno di possesso, alle scadenze previste per il versamento delle imposte sui redditi. Tutte le informazioni in questo contributo.

Le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di dichiarare annualmente il possesso dell’immobile per rispettare la disciplina sul monitoraggio fiscale delle attività patrimoniali estere.

In pratica, tutti i contribuenti residenti che possiedono un immobile all’estero sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, modello Redditi Persone Fisiche.

Questo al fine di compilare il quadro RW, per il monitoraggio fiscale, ed in alcuni casi al pagamento dell’Ivie. L’Imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

L’Ivie, è un imposta patrimoniale dovuta sul valore degli immobili detenuti all’estero da parte dei contribuenti residenti fiscalmente in Italia.

E’ un tributo la cui ratio è quella di sottoporre a tassazione il possesso, da parte della persona fisica fiscalmente residente in Italia, di un immobile sito in un Paese estero.

In pratica, si vuole applicare l’Imu agli immobili posti all’estero da parte dei contribuenti italiani.

Vediamo, di seguito, tutte le informazioni utili sull’imposta per capire chi è soggetto al pagamento e con quali modalità operative deve essere effettuato.

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IMPOSTA PATRIMONIALE SUGLI IMMOBILI ESTERI (IVIE): AMBITO DI APPLICAZIONE

L’IVIE è un imposta patrimoniale che colpisce i titolari di diritti reali su beni immobili detenuti al di fuori dei confini nazionali.

Presupposto per l’applicazione dell’imposta è che il soggetto titolare del diritto reale sia residente fiscalmente in Italia.

L’IVIE è entrata in vigore nel 2012, con la Legge n. 214/2011.

Essa prevede che i contribuenti, fiscalmente residenti in Italia, che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare ogni anno la relativa imposta patrimoniale (IVIE).

L’IVIE è dovuta soltanto se l’importo spettante supera la franchigia di € 200,00.

Da un punto di vista soggettivo, sono tenuti al pagamento dell’imposta i seguenti soggetti:

    • I proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni destinati ad attività di impresa o di lavoro autonomo;
    • I titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi;
    • I concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali;
  • I locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. L‘obbligo sussiste dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

CARATTERISTICHE DELL’IVIE

Esattamente come previsto dalla disciplina dell’IMU, l’IVIE è un’imposta patrimoniale dovuta in misura proporzionale alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso.

Nel calcolo viene conteggiato per intero il mese nel quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni.

L’introduzione nel nostro ordinamento dell’imposta risponde all’esigenza dell’Amministrazione finanziaria di effettuare il monitoraggio fiscale di tutte le attività patrimoniali e finanziarie detenute oltre confine da tutti i soggetti residenti.

Per questo motivo tutti i soggetti che detengono queste attività (immobiliari o finanziarie) sono tenuti ad effettuare il monitoraggio fiscale.

Monitoraggio fiscale che si ottiene andando obbligatoriamente a compilare il quadro RW del modello “Redditi” Persone Fisiche (modello U40).

La compilazione del quadro è soltanto il punto di partenza per la determinazione dell’imposta.

Questa, infatti, essa è pari allo 0,76% del valore degli immobili esteri. Se l’imposta si attesta su valori non superiori alla soglia di  200,00 essa non è dovuta.

In tal caso, il contribuente è comunque tenuto alla compilazione del suddetto quadro dichiarativo.

Per calcolare il limite che dà diritto all’esenzione, si deve fare riferimento all’imposta determinata sul valore complessivo dell’immobile.

Questo a prescindere da quote e periodo di possesso e senza tenere conto delle detrazioni previste per l’eventuale credito d’imposta. Credito riconosciuto nel caso in cui sia stata eventualmente versata una tassa patrimoniale nello Stato estero in cui è situato l’immobile.

DETERMINAZIONE DEL VALORE DELL’IMMOBILE POSSEDUTO ALL’ESTERO AI FINI IVIE E MONITORAGGIO FISCALE

La determinazione del valore dell’immobile detenuto all’estero è sicuramente uno degli aspetti più ostici di quest’imposta.

La base imponibile dell’IVIE deve essere rinvenuta nel costo di acquisto dell’immobile.

Ovvero nel costo di costruzione se esso è stato edificato dal contribuente stesso.

In mancanza di tali informazioni deve essere preso a riferimento il valore di mercato, nel luogo di ubicazione, al termine del periodo d’imposta di riferimento.

Per quanto riguarda gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello dichiarato nella dichiarazione di successione o nell’atto registrato o in altri atti previsti dagli ordinamenti esteri con finalità analoghe.

In assenza può riferirsi al costo riconosciuto in capo al de cuius. Ovvero ancora al valore di mercato.

IL VALORE CATASTALE DELL’IMMOBILE ESTERO

Nel caso in cui, invece, gli immobili sono ubicati in Paesi appartenenti alla Unione europea o allo Spazio Economico Europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (quindi Norvegia e Islanda), è possibile far riferimento al valore catastale,.

Si tratta del valore catastale così come determinato nel Paese in cui l’immobile è situato ai fini dell’assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale. Ovvero di altre imposte determinate sulla base del valore degli immobili.

Sul punto la Circolare n. 28/E/2012 individua per ciascun Paese, se presente, l’imposta che deve essere presa a riferimento.

CASI PARTICOLARI DI APPLICAZIONE DELL’IVIE

La corretta applicazione dell’IVIE presenta alcune situazioni particolari su cui vogliamo soffermarci.

Vi sono, infatti,  alcuni paesi, in particolare Belgio, Irlanda e Malta nei quali non è presente alcuna imposta che presenti una base imponibile catastale.

Pertanto, per la determinazione della base imponibile dell’IVIE, si deve fare riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto dell’immobile. In assenza di questo, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Oppure, si deve far riferimento al valore che si ottiene moltiplicando il reddito medio ordinario (l’equivalente della rendita catastale), eventualmente previsto dalle legislazioni locali, per i coefficienti IMU stabiliti per ciascuna categoria di immobili.

Il reddito medio ordinario così ottenuto deve essere preso a riferimento tenendo conto di eventuali rettifiche previste dalla legislazione locale.

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IMMOBILI ESTERI CONSIDERATI COME “ABITAZIONE PRINCIPALE”

Se l’immobile detenuto all’estero è adibito ad abitazione principale e per le relative pertinenze si applica l’aliquota IVIE ridotta dello 0,4%.

Inoltre, dall’imposta dovuta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, l’importo di € 200,00.

Importo che deve essere rapportato al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è destinato a tale uso.

Se l’unità immobiliare è utilizzata come abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi.

Proporzionalmente alla quota per la quale la stessa destinazione si verifica.

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DOPPIA IMPOSIZIONE SULL’IMMOBILE DETENUTO ALL’ESTERO

Per evitare doppia imposizione sull’immobile detenuto all’estero è possibile dedurre dall’imposta dovuta un credito pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile.

Il credito si utilizza direttamente nel quadro RW del modello Redditi PF.

E’ possibile trovare nella Circolare n. 28/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate e all’interno delle istruzioni del modello “Redditi” un quadro dettagliato di tutte le imposte estere fruibili.

Queste imposte, se versate nell’anno, contribuiranno ad ottenere il credito di imposta.

Mentre, per gli immobili situati in Paesi appartenenti all’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo è possibile operare in modo diverso.

In particolare, per i Paesi che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, dalla somma dovuta per l’IVIE si detraggono, prioritariamente, le imposte patrimoniali effettivamente pagate. Per ciascun anno di riferimento.

Il credito di imposta utilizzabile in abbattimento dell’IVIE non può, in ogni caso, superare l’imposta dovuta in Italia.

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ESENZIONE IVIE PER L’IMMOBILE ESTERO DETENUTO COME ABITAZIONE PRINCIPALE

Esenzione dall’IVIE per l’immobile posseduto all’estero, adibito ad abitazione principale.

Comprese le relative pertinenze, e la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

L’esenzione non opera per le abitazioni c.d. di lusso.

Ossia di categoria catastale A/1, A/8 e A/9.

In tali casi va applicata l’aliquota ridotta dello 0,4% e la detrazione. Fino a concorrenza dell’imposta dovuta, di €. 200. Eventualmente rapportata al periodo durante il quale si realizza la destinazione ad abitazione principale.

Per l’immobile abitazione principale di più soggetti, la detrazione va ripartita tra gli aventi diritto. In proporzione alla quota per la quale tale destinazione si verifica.

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LIQUIDAZIONE E VERSAMENTO DELL’IVIE SUGLI IMMOBILI ESTERI

Per quanto possibile, si adottano per l’Ivie le stesse disposizioni previste per le imposte sui redditi (Irpef).

Quindi, per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni, i rimborsi e il contenzioso relativi all’Ivie, si rimanda alle disposizioni sull’Irpef. Questo, anche per i versamenti di acconto e saldo.

In pratica nel mese giugno si dovrà versare il saldo relativo all’imposta dell’anno precedente e il primo acconto per l’anno in corso. Il secondo acconto, invece, sarà dovuto entro il mese di novembre di ogni anno.

CODICI TRIBUTO PER IL VERSAMENTO DELL’IVIE

I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’Ivie sono i seguenti:

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Codice tributo 4041

Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – SALDO

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Codice tributo 4042

Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – SALDO

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Codice tributo 4044

Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla Legge n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO PRIMA RATA

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Codice tributo 4045

Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE

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Codice tributo 4046

“Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – ACCONTO”

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SANZIONI PER IL MANCATO O RITARDATO VERSAMENTO DELL’IVIE

Il mancato adempimento dell’obbligo del monitoraggio fiscale delle attività estere comporta delle sanzioni.

Sanzioni amministrative che vanno dal 3% al 15% del valore dell’attività patrimoniale non dichiarata.

Tali sanzioni verranno comminate al soggetto soltanto in caso di accertamento fiscale nei suoi confronti.

Tali sanzioni raddoppiano nel caso in cui le attività finanziarie siano detenute in un Paese Black List. Gli importi delle sanzioni, in questo caso salgono dal 6% al 30% del valore dell’immobile estero non dichiarato.

In ogni caso se ti sei accorto di aver presentato la dichiarazione senza aver compilato il quadro RW, ricorda che è ancora possibile intervenire. In queste situazioni, infatti, è ancora possibile presentare una dichiarazione dei redditi integrativa. Cosa possibile fino a quando non ti verrà notificata un’avvio di procedura di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Non sono rari i casi in cui la dichiarazione dei redditi debba essere integrata per la compilazione del quadro RW e per il pagamento dell’Ivie. Il consiglio che posso darti è quello di rivolgerti sempre ad un dottore commercialista esperto in questo ambito. Altrimenti le possibilità di errore possono essere davvero elevate.

Se vuoi approfondire direttamente gli aspetti dedicati al ravvedimento operoso e alla presentazione della dichiarazione dei redditi integrativa ti lascio a questo contributo..

Per approfondire: Mancata compilazione del quadro RW: ravvedimento operoso

Altrimenti, se hai bisogno del mio supporto di seguito puoi trovare tutti i riferimenti per contattarmi.

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CONSULENZA FISCALE IMMOBILI DETENUTO ALL’ESTERO MINITORAGGIO FISCALE E IVIE

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla disciplina riguardante la corretta compilazione del quadro RW, per la determinazione dell’Ivie, avrai a disposizione la mia esperienza sul campo.

Se hai un quesito riguardante la tua situazione personale puoi usufruire del servizio di consulenza fiscale online. Seguendo la procedura potrai acquistare una consulenza direttamente con me. Risolverò il tuo dubbio e sarai in grado di risolvere il tuo problema.

Se hai invece una situazione più delicata che non può essere risolta attraverso una semplice consulenza singola, di seguito trovi il form di contatto. Compilalo interamente ed avrai la possibilità di essere ricontattato per approfondire la tua situazione e ricevere un preventivo personalizzato.

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153 COMMENTS

  1. Per Alberto, si legga la risoluzione 75/E del 2013 dell’agenzia delle entrate. Vedrà che l’ ivie per immobili in Uk non è cosi gravosa come molti pensano perché si può prendere come base imponibile il valore medio della banda in cui viene calcolata la council tax., valore che rimane pressoché invariato negli anni.

     
  2. Ho una casa a Capo Verde comprata 80.000€ Non ho partita iva e sono invalido al 100% dovrei pagare anche io? E quanto. Grazie

     
  3. Anche lei è tenuto a rispettare la normativa sul monitoraggio fiscale e all’eventuale pagamento dell’Ivie, se dovuta. Se ha bisogno di un commercialista a cui affidare la sua dichiarazione e per analizzare la sua situazione relativa agli anni passati, mi contatti in privato.

     

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