Termini di accertamento in caso di dichiarazione integrativa

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I termini di accertamento ripartono dal momento in cui viene inviata la dichiarazione integrativa. Tuttavia, il termine di accertamento riparte limitatamente agli elementi oggetto di integrazione. Questo sia per la dichiarazione integrativa a favore e a sfavore del contribuente.

Quando si presenta una dichiarazione integrativa, è necessario prestare attenzione ai termini di accertamento delle imposte.

Infatti, ripresentando la dichiarazione i termini di accertamento si allungano.

Il legislatore, con la Legge n 190/2014 ha esteso la possibilità di applicare l’istituto del ravvedimento operoso, di cui  all’articolo 13 del DLgs n 472/97. Infatti, è possibile a partire dal 2015 che le regolarizzazioni da parte del contribuente potranno avvenire senza limiti di tempo.

Il tempo spira soltanto con i termini di prescrizione dell’accertamento fiscale.

La conseguenza è che nel momento in cui il contribuente presenta una dichiarazione dei redditi integrativa, a favore o sfavore, inevitabilmente allunga i termini di prescrizione dell’azione di accertamento.

Ad esempio, la presenza di una dichiarazione integrativa a sfavore, per evidenziare maggiori redditi e l’autoliquidazione della maggiore imposta e delle sanzioni ridotte, comporterà la rigenerazione dei termini per l’accertamento. Questo, a partire dall’anno di presentazione della dichiarazione integrativa.

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RIGENERAZIONE DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO FISCALE IN CASO DI DICHIARAZIONE INTEGRATIVA

Nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione integrativa, ai sensi dell’articolo 2, del DPR n. 322/98, ripartono i termini di decadenza dell’accertamento. Questo a partire dall’anno di presentazione della dichiarazione.

Tale fattispecie trova riscontro sia per la dichiarazione integrativa a favore che per la dichiarazione integrativa a sfavore del contribuente.

I termini si rigenerano sia per l’accertamento delle imposte dirette, IRAP, IVA e imposta di registro e per quelle di successione e donazione,.

Tuttavia, la stessa cosa vale anche per la notifica delle cartelle di pagamento derivanti dal controllo automatizzato delle dichiarazioni.

Cartelle che devono essere notificata entro il terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Stessa cosa anche la notifica delle cartelle di pagamento conseguenti dal controllo formale delle dichiarazioni.

In questo caso il termine di decadenza è il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

LA RIGENERAZIONE PARZIALE DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

La riapertura dei termini di accertamento non è generalizzata a tutti gli elementi della dichiarazione.

La rigenerazione dei termini di accertamento riguarda solo gli elementi oggetto dell’integrazione.

In pratica sono oggetto di allungamento dei termini esclusivamente le singole variazioni apportate nella dichiarazione integrativa, e non all’elemento cui la variazione appartiene.

Ad esempio, se un soggetto decide di rettificare la dichiarazione nell’anno “n+1” relativa all’anno “n” per eliminare un costo erroneamente dedotto, il controllo automatico della dichiarazione resta fissato al 31 dicembre “n+7”.

Tuttavia la possibilità di controllo relativamente a quel costo, i cui termini dovranno ripartire dall’anno “n+1”, scadrà a fine “n+8”.

Per questo motivo occorre prestare molta attenzione ai termini di decadenza delle notifiche quando si vanno a presentare dichiarazioni integrative.

LA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA A FAVORE

L’ampliamento dei termini per utilizzare la dichiarazione integrativa ha interessato quelle a favore.

Per la dichiarazione integrativa a favore il termine di rettifica è il quinto anno successivo rispetto a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi originaria.

Ipotesi prevista dall’articolo 2, comma 8, del DPR 322/98.

Questo per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di un maggior o minor reddito o di un maggior o minor debito d’imposta o di un maggior o minor credito.

Attenzione, quindi, anche ai termini di notifica di eventuali accertamenti in caso di dichiarazione integrativa a favore.

CONSEGUENZE PRATICHE DELL’ALLUNGAMENTO DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO IN CASO DI DICHIARAZIONE INTEGRATIVA

Sicuramente da un punto di vista formale al riapertura dei termini per l’accertamento appare corretta, e del tutto a favore del contribuente.

Tuttavia, se guardiamo la questione da un punto di vista strettamente pratico ciò potrebbe avere come conseguenza quella di disincentivare il contribuente ad effettuare integrative.

Questo in quanto, infatti, il ravvedimento operoso, come strumento di incentivazione a sanare la propria posizione può essere applicato anche in un momento successivo ad un controllo da parte delle Entrate.

Ad esempio anche dopo la notifica di un processo verbale di constatazione (PVC), il contribuente potrà sempre presentare una dichiarazione integrativa per sanare la sua posizione. Nel caso la riduzione delle sanzioni con ravvedimento è sempre di 1/5.

Per questo motivo occorre valutare sempre con la dovuta attenzione la posizione del contribuente prima di procedere ad effettuare una dichiarazione integrativa.

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